La sorella di Saviano
Cosa ne penserebbe lo scrittore, che chiede di rottamare vecchia legge Merlin per "regolarizzare" il "sex work", se a prostituirsi fosse una donna a lui cara? Non sa che la prostituzione è quasi solo tratta e la regolarizzazione è una manna per papponi e mafiosi? Non conosce il modello abolizionista,già in vigore in molti Paesi civili? Non sa che quello che lui chiama "lavoro" è enorme sofferenza femminile? Perché riconosce agli uomini il diritto di stuprare a pagamento? Perché non studia e non ascolta le donne prima di parlare? Da dove gli viene tanta misoginia?

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Una volta ero in uno studio di registrazione per un dibattito sulla prostituzione. Naturalmente lo si definiva -non io- sex work, il che rendeva tutto più accettabile e moderno. C’era una nota e bellissima prostituta bolognese, una tale che si prostituiva online, si parlava di “assistenza sessuale agli invalidi”. Loro così libere e up to date, a me avevano affidato il compito di rappresentare il triste contraltare del moralismo bigotto. Non gli era venuto per niente bene, sono riuscita e divincolarmi dall’ipocrisia delle trappole dialettiche.

A un certo punto ho chiesto ai cameramen, ai tecnici delle luci, agli elettricisti se sarebbero stati contenti che loro sorella (o figlia, o madre, o amica) si prostituissse. Naturalmente nessuno lo sarebbe stato. Però non vedevano nulla di così strano nel fatto che gli uomini avessero donne a disposizione delle loro voglie. In definitiva, cercavano di salvare capra e cavoli: la capra è il supposto diritto maschile a disporre di carne femminile a pagamento per un sesso di scarica, o per dimenticare le frustrazioni o per esercitare il proprio dominio (le tre cose non sono necessariamente alternative); i cavoli sono un altro diritto, quello di avere salvo l’onore, moneta corrente negli scambi fra uomini.

Quindi tua sorella sì, la mia no.

Vorrei fare la stessa domanda a Roberto Saviano, che ha scritto in favore della regolarizzazione della prostituzione: e se fosse tua sorella, la prostituta? Sono pronta a scommettere su una risposta ideologica, della serie: se è il suo desiderio… purché sia una libera scelta…

Quando parla di donne Saviano non ne imbrocca una. Nel 2017 si era lamentato del fatto che le italiane “egoiste” non donavano ovociti per il mercato della fecondazione assistita. Al netto del fatto che si tratta di compravendita e non di dono, e lui le parole dovrebbe saperle usare, se il seme maschile è congegnato per staccarsi naturalmente e piacevolmente dal corpo, i gameti femminili devono restare nel grembo, al buio e a quella temperatura. Per tirarli fuori di lì -rischiando di creare, come dovrebbe sapere, seri problemi di salute all’eventuale nascituro- servono stimolazioni ormonali che fanno stare male -anche malissimo- la donna che vi si sottopone, oltre alla chirurgia necessaria all’estrazione. Non so se sarebbe contento se sua sorella offrisse generosamente i suoi ovociti, rischiando di ammalarsi e finendo in sala operatoria -per non contare le questioni psicologiche, che dovrebbero essere evidenti.

Ora scrive a sostegno di un presunto “libero sex work” e chiede la regolarizzazione della prostituzione e la riforma della “vecchia” legge Merlin.

Roberto Saviano non fa una bella vita, e gli si perdona tutto. Ma la sua misoginia non è perdonabile.

Non dovrebbe essere difficile immaginare, per lui e per nessun uomo, lo schifo che prova una donna per gli uomini che pagano per stuprarla; i farmaci e le sostanze che butta giù per riuscire a sopportare quelle mani e quei genitali e quelle bocche “libere” di farle di tutto, e l’annientamento del suo desiderio, tanto è pagata; farmaci e sostanze che molto spesso continuerà ad assumere anche dopo avere smesso di prostituirsi per non andare fuori di testa.

Avrà sentito parlare, Roberto Saviano, della “nostra” Adelina? Della sua terribile vita, e della sua morte? Non crede che sarebbe ora che gli uomini si astenessero dal fare tanto male alle donne?

Adelina

Ma lasciamo andare, magari nessun uomo può raggiungere simili livelli di empatia. Restiamo sul piano delle sue innegabili competenze: avrà sentito parlare del fatto che regolamentare la prostituzione, come hanno fatto in Germania, e spalancare il portone alla tratta delle schiave sessuali è la stessa cosa? Del fatto che la prostituzione è quasi tutta tratta, là dove hanno regolarizzato?

Gli sembra di buon gusto dire quello che ha detto in un momento in cui associazioni di donne e gruppi umanitari sono stramobilitati per evitare che le donne e i bambini in fuga dall’Ucraina finiscano nelle mani dei papponi?

I “clienti” tedeschi aspettano con ansia carne fresca dall’Ucraina

Lo sa o no -dovrebbe essere abbastanza esperto in materia- che le mafie di tutto il mondo fanno affari con la carne femminile? E non solo per prostituirla, ma anche per produrre figli a pagamento? Lo sa che ci sono nel mondo ragazzine rapite a 12 anni che hanno già affrontato 6 gravidanze in cambio di un letto e un pasto? E molte di più buttate in strada per farsi sbranare da maschi di passaggio? Sa che nei bordelli tedeschi una pratica molto richiesta è urinare addosso a ragazze vistosamente incinte? Dove vede diritti, qui? Dov’è la libertà?

Ma dove diavolo vive, Roberto Saviano? L’unico paternalismo -di cui si lamenta- sono i molti, moltissimi padri di famiglia che stuprano ragazze raccattate la notte sui marciapiedi o che si fanno dei giri in Thailandia per sodomizzare ragazzini: lo sa o no che gli italiani sono i maggiori turisti sessuali nel mondo? Le sue “sex worker” che vorrebbero decriminalizzare lo sfruttamento di prostituzione -la Consulta ha già risposto che la legge Merlin va benissimo com’è- sono in buona parte pappone e papponi a loro volta: questo lo sa?

Rachel Moran, ex-prostituta, e il suo “Stupro a pagamento”

Conosce Saviano il modello abolizionista -con punibilità dei clienti- già in vigore nel Grande Nord, in Canada, in Francia? Tutti schiavi della “longa manus del Vaticano”, come scrive dell’Italia con straordinaria volgarità? Si è accorto del fatto che migliaia e migliaia di donne sono mobilitate per l’importazione di questo modello, in questo momento soprattutto in Spagna, dove la partita è aperta da tempo? Perché non le vede? Perché non le ascolta? Ha letto Ingeborg Kraus sul “trauma della prostituzione”? Ha provato a dare un’occhiata a Il mito Pretty woman. Come la lobby dell’industria del sesso ci spaccia la prostituzione di Julie Bindel? Ha letto Stupro a pagamento di Rachel Moran, che racconta in presa diretta che cos’è la prostituzione? Studia, si informa, prima di riempirci delle sue chiacchiere radicaloidi?

O la vita delle donne, la loro fatica, la loro miseria -perché é la miseria a spiegare la prostituzione, spero non vi siano dubbi su questo, e sul fatto che le donne sono molto più povere degli uomini- non valgono un decimo dell’attenzione che ha dedicato ai suoi temi di elezione?

In sintesi: perché non va a ranare, Roberto Saviano?

Marina Terragni


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