Laura Massaro ha vinto per tutte
La più famosa delle madri sotto attacco in base alla finta "teoria" dell'alienazione genitoriale ha vinto in Cassazione la sua battaglia, per sé e per tutte le donne nella sua situazione: d'ora in avanti bambine e bambini non potranno più essere prelevati a forza e non sarà più così facile parlare di madri alienanti. Una vittoria anche simbolica, che riporta le madri al centro contro ogni retorica paritaria

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Con l’Ordinanza n. 9691/2022 la Cassazione ha dato ragione a Laura Massaro e ha bandito l’alienazione parentale dai tribunali, definendo fuori dallo stato di diritto il prelievo coatto dei minori, che vanno sempre ascoltati nei procedimenti che li riguardano.

Una sentenza clamorosa -grazie al coraggio di Laura e allo strepitoso lavoro delle avvocate Teresa Manente e Ilaria Bogliano– nonostante i pessimi auspici e la durezza dell’esito dell’ appello, per non parlare degli inammissibili tentativi di screditare Laura “processandola” appena 4 giorni fa in Commissione d’inchiesta parlamentare sull’affido dei minori, seduta durante la quale l’ex- di Massaro Giuseppe Apadula e la sua legale hanno ripetutamente accusato e condannato la signora esprimendo opinioni sulla persona (la seduta è stata interrotta per iniziativa di alcune delle parlamentari presenti e nonostante le proteste del senatore Pillon). Una sentenza che costituisce un vero e proprio giro di boa.

Come andranno d’ora in poi le cose per le madri nella stessa situazione di Massaro?

A partire dall’approvazione, da un lato, della legge 54/2006 sull’affido condiviso “obbligatorio” e “paritario” dei figli nei casi di separazione, e dall’altro lato dal diffondersi della scuola della “psicologia giuridica” che ha capovolto il concetto di interesse del minore, andando a individuare sempre nuove definizioni patologiche per le madri e per le figlie che denunciano violenze e abusi in famiglia, il processo civile per l’affidamento dei figli è diventato un calvario -vedere qui– per molte donne costrette a combattere con avvocati, psicologhe, assistenti sociali e tutte le figure che ruotano attorno al diritto minorile e di famiglia.

L’ ordinanza della Cassazione nel caso Massaro porta giustizia a tutte le madri protettive che in questi anni hanno iniziato coraggiosamente a denunciare quanto subito nei casi di divorzi e di separazioni definite “conflittuali” ma che in realtà nascondevano situazioni di violenza fisica e psicologica maschile e di abuso su donne e minori.

La battaglia anche giuridica sembra non finire mai, con minacce già arrivate di ricorso alla CEDU che in passato ha spesso preso le parti dei padri, protagonisti in questo ultimo ventennio di una narrazione a senso unico che li ha dipinti come vittime delle separazioni. Sarà quindi necessario non abbassare il livello di attenzione riguardo al campo della legge e delle sentenze, campo nel quale molti uomini maltrattanti perseguono la loro strategia definita da esperti mondiali “legal harassment” , molestia attraverso l’uso della legge.

Dopo l’Ordinanza di Cassazione:
1. cosa ne sarà di tutte le figlie e i figli allontanati dalle madri protettive negli ultimi anni in seguito a relazioni di servizi sociali o decreti giudiziari elaborati sulla falsariga delle teorie vicine all’alienazione parentale e come abuso del concetto di “diritto del minore alla bigenitorialità”? Un esempio per tutti, la madre di Baressa e decine di altri casi noti alla stampa, e i migliaia senza nome in tutta Italia.
2. Cosa dovremo aspettarci non appena finisce l’anno scolastico, periodo nel quale di solito si intensificano le esecuzioni dei provvedimenti di prelievo coatto?

La sentenza definitiva sul caso di Massaro e di suo figlio, definendo il prelievo coatto una misura “non conforme allo stato di diritto” oltre porre dei dubbi sulla sua “compatibilità con la tutela della dignità della persona” costituisce certamente un punto di non ritorno. Vi saranno probabilmente altri tentativi di fare ricorso alla finta “teoria” dell’alienazione genitoriale, aggiornandone la definizione o provando in qualche modo a reintrodurla nei procedimenti, ma il precedente della Cassazione è troppo forte.

E’ stata una vittoria di Laura e delle molte madri uscite dal silenzio, unite nella diversità. Non sono mancati i conflitti, ma l’obiettivo è stato conseguito: una donna ha combattuto e vinto per le altre e per le figlie e i figli di tutte. E’ stato raggiunto anche un importante traguardo simbolico: quello di riportare la relazione tra la madre e il figlio-a fuori dalle secche “paritarie” per riposizionarla al centro della comunità umana.

E’ il senso di quello che nominiamo come cambio di civiltà.

Veronica Tamborini


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