100 schiave in una fabbrica di ovuli umani
Tre tailandesi liberate da una ong hanno raccontato l'orrore della prigionia in Georgia dove per 6 mesi sono state imprigionate da gangster cinesi come produttrici di ovociti. Erano state ingaggiate via Facebook come madri surrogate. Per liberarsi dovevano pagare un riscatto di 2mila euro. Reem Alsalem, relatrice speciale ONU contro la violenza, dedicherà il suo prossimo rapporto all'utero in affitto
Imprigionate come vacche da allevamento intensivo per produrre ovuli. Così erano tenute un centinaio di donne in una “fabbrica di

