islam

EVIDENZA, Notizie internazionali

La Svezia elimina la parola «islamofobia» dalle comunicazioni ufficiali: è usata come bavaglio per chi critica l’Islam
Si adotteranno termini come "razzismo anti-musulmano" o "odio anti-musulmano. Una misura per combattere la discriminazione preservando la laicità dello Stato e la libertà di parola. Intanto uno studio in Germania evidenzia l'alto livello di radicalizzazione dei giovani musulmani tedeschi e la crescita dell'antisemitismo

Il governo svedese ha annunciato che non utilizzerà più il termine «islamofobia» nelle comunicazioni ufficiali. La ministra degli Esteri Maria

EVIDENZA, Notizie internazionali

«Basta col ricatto dell’Islamofobia. È ora di avere coraggio e di proteggere i nostri valori». La lezione di Yasmine Mohammed
L'attivista canadese, ex musulmana, era a Torino a presentare il suo libro Senza Velo. Vissuta sotto l'oppressione del fondamentalismo imposto dalla madre, sposata forzatamente a un membro di Al-Qaeda, è diventata una delle voci più coraggiose contro l'islamismo radicale

«Mi oppongo fermamente alla domanda che si pone l’Occidente: “Che cosa dobbiamo fare per farci benvolere dai musulmani”? A loro

Notizie internazionali

Marocco, la femminista in carcere per “islamofobia”è in gravi condizioni di salute e rischia di perdere un braccio
Ibtissame “Betty” Lachgar aveva indossato sui social una maglietta con la scritta "Allah è lesbica". La petizione di Avaaz per la scarcerazione è arrivata a 400mila firme

Ibtissame “Betty” Lachgar, attivista LGBT, rischia di perdere un braccio nelle carceri marocchine. L’attivista femminista era finita in carcere lo

Notizie internazionali

1 febbraio No Hijab Day. Per la prima volta anche dal vivo in sostegno alle iraniane
Togliersi il velo in difesa della libertà e pubblicare foto e filmati: lanciata nel 2018 dall'attivista Yasmina Mohammed finora l'iniziativa si era svolta solo online. La protesta in tutto il mondo, hashtag #FreeFromHijab e #NoHijabDay

Yasmine Mohammed è un’attivista per i diritti umani canadese di origine egiziana che nel suo libro Senza velo. Come l’Occidente

Notizie internazionali

Se la poligamia è un diritto. In Europa
Un rifugiato yemenita poligamo querela l’Olanda alla Corte europea dei diritti dell’uomo che non gli permette il ricongiungimento con due delle sue tre mogli. È la prima volta che la Corte è chiamata a decidere sul tema. Ma accettare di discutere del diritto di avere più mogli è già una sconfitta. La vicenda svela le debolezze del sistema dei diritti umani: un patriarca ingrato usa la tutela dei minori per aggirare i divieti e imporre un modello di dominio maschile. Dietro il linguaggio dei diritti e del relativismo culturale c'è una trappola: la regressione a un patriarcato più feroce di quello che abbiamo sconfitto.

Riportiamo una sintesi della dettagliata analisi del caso Al-Anesi contro Olanda a cura del giurista francese Grégor Puppinck, il documento

Notizie internazionali

Servizio sanitario britannico sotto accusa: ok ai matrimoni tra cugini per non discriminare le etnie che lo praticano
L'NHS elenca i “benefici” dei matrimoni tra cugini di primo grado parlando di sostegno familiare e vantaggi economici. Una narrazione "inclusiva" che silenzia i rischi genetici e le conseguenze devastanti per le donne

Il Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS) è finito al centro delle polemiche per aver diffuso linee guida che presentano presunti

Approfondimenti, Senza categoria

No, il velo non è “femminista”
Non tutte le scelte, per quanto apparentemente libere, sono definibili come femminismo. La modestia dell'abbigliamento islamico è una resa all'idea dell'impurità della donna e dell'ingovernabilità della sessualità maschile. E non si capisce perché un settimanale di sinistra come l'Espresso faccia propaganda al modest fashion ***

L’ultimo numero dell’Espresso, nella serie “Belle storie”, pubblica un testo di Francesca Barra dal titolo: “Indossare il velo è una

Approfondimenti, Notizie italiane

Saman: la “loro cultura” come attenuante
Il matrimonio della ragazza era «combinato e non forzato» e nel giudizio «bisogna tenere conto anche della cultura del reo»: le motivazioni della sentenza (firmata da giudici donne) per il brutale assassinio della giovane pakistana lasciano sconcertate. Così come l'autosessismo della madre che sarebbe l'esecutrice materiale del delitto. Di questo passo, secondo le proiezioni Unicef, la bambine continueranno a essere vendute a uomini almeno per i prossimi 300 anni

Nella foto, un manifesto con il volto di Saman composto dalle foto di tante donne vittime della violenza maschile. La

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