Le donne rischiano più ictus degli uomini ma secondo la Società Europea di Cardiologia non si può dire. Per non discriminare i transgender
In nome della correctness l'essere nate di sesso femminile non deve più comparire tra i fattori di rischio per gli accidenti cardiovascolari causati da aritmia: secondo i cardiologi europei questo complica la pratica clinica ed è poco "inclusivo" per queer e non binary. La preziosa medicina di genere buttata alle ortiche in nome dell'ideologia e il pericolo che l'attivismo conti più delle evidenze scientifiche

Condividi questo articolo

La medicina di genere è stata un’importante conquista delle donne: perché donne e uomini spesso si ammalano in modo diverso e necessitano di approcci, piani di prevenzione e terapie diversi. La medicina di genere dunque salva molte vite femminili. Ma oggi l’ideologia chiede di contare più della realtà dei corpi e della vita delle donne.  Questo succede in molti campi: nello sport, come abbiamo visto. Ma la pressione è molto forte anche nel mondo medico.

La British Medical Association sta difendendo la terapia affermativa per i minori con disforia di genere, contro le decisioni del governo britannico (e anche contro una grande parte degli iscritti, contrari a questa decisione del direttivo). Ora tocca ai cardiologi cedere all’ideologia: per la Società Europea di Cardiologia la correctness pro-gender sembra valere più di ogni razionalità scientifica.

Ce lo racconta Vinay Prasad nell’articolo che segue (Vinay K. Prasad MD MPH (Dual Medical Doctor and Master of Public Health) è un ematologo ed oncologo americano. È professore associato di medicina presso la Oregon Health and Science University. Studia farmaci antitumorali, politiche sanitarie ed evidence-based medicine. È autore di oltre 200 articoli accademici, coautore del libro “Ending Medical Reversal” e autore del prossimo libro “Malignant”). 

Marina Terragni

**************************************************************************************************************************************************

Per le persone con un ritmo cardiaco irregolare chiamato fibrillazione atriale il rischio di ictus può essere sostanziale. Per molto tempo c’è stato un punteggio di rischio chiamato CHADS-2-VASc: più punti.. più rischio. Oltre i 75 anni… 2 punti. Ictus precedente… 2 punti. Essere una donna… 1 punto (perché le donne, a partire da una certa età, hanno un rischio di ictus più elevato rispetto agli uomini).

Sfortunatamente questo punteggio in Europa non vale più . La Società Europea di Cardiologia ha deciso di rimuovere il fatto di essere donna come fattore di rischio perché “L’inclusione del genere complica la pratica clinica sia per gli operatori sanitari, sia per i pazienti. E non include anche gli individui che si identificano come non binari, transgender o che si stanno sottoponendo a terapia sessuale ormonale”.

Wow. L’unica giustificazione che potrei immaginare per rimuovere le donne dall’algoritmo è il fatto che:

a) essere una donna non sia un fattore di rischio indipendente per l’ictus (le prove attuali suggeriscono che lo è, e gli autori dell’ESC non lo contestano)

b) le maggiori probabilità per le donne di sperimentare danni da anticoagulanti (cosa per la quale si usa il punteggio).

Ma il problema con b), più in generale, è che le linee guida CHADS-2-VASc quantificano semplicemente il rischio di ictus e non includono il rischio di sanguinamento. Non hanno dunque lo scopo di decidere se è necessario un anticoagulante, ma di quantificare il rischio di ictus e di  suggerire le situazioni in cui potrebbe essere preso in considerazione (la tabella originale delle linee guida  la vedete in apertura).

La medicina rischia di essere cooptata dai movimenti politici se le sue pratiche vengono cambiate per adattarle al politicamente corretto anziché alle migliori cure disponibili basate sui dati. L’inclusione del genere non complica la pratica clinica, anzi la semplifica.

Sono preoccupato per la direzione che sta prendendo la medicina. La rimozione dell’etnia e del genere dalla considerazione medica potrebbe facilmente nuocere alle donne e alle minoranze. È importante che siano le prove a guidare queste discussioni, non l’attivismo.

articolo originale qui, traduzione di Anna Gozzi


Questo articolo è prodotto grazie a lavoro volontario.
Gran parte delle notizie che leggi qui non le troverai su nessun altro media.
Se pensi che nostro lavoro sia utile, grazie se potrai sostenerci.
Anche il più piccolo contributo è prezioso!

Puoi fare un bonifico a:
Associazione RadFem Italia
IBAN: IT59W0306909606100000402734

Condividi questo articolo
Torna in alto