Kfir Bibas, suo fratello Ariel e loro madre Shiri non ci sono più.
Probabilmente erano già morti pochi giorni dopo il rapimento, da H4m4s definito «arresto». Lo stesso verbo usato dai nazisti quando prelevavano civili innocenti per deportarli nei Lager. I bambini, poi, non si «arrestano» mai.
Ricorrere a una simile terminologia indica che le categorie di bene e male sono saltate. L’«altro» è visto come irriducibile nemico, espressione di una umanità inconciliabilmente opposta, o di nessuna umanità: secondo una «logica» siffatta non conta si tratti d’un adulto, di una madre, d’un soldato, di bambini di 9 mesi e 4 anni – questa l’età di Kfir e Ariel – o del vecchio Oded Lifshitz, che di anni ne aveva 85, che era giornalista, pacifista, amico dei palestinesi ed è invece diventato la quarta vittima della mattanza.
Kfir è simbolo suo malgrado, nella sua brevissima gioia senza cigli, ed è questa umanità che hanno eliminato; la sola che ci rappresenti tutti.
La vita di Kfir (e di Ariel) equivale a quella di una Hind o d’un Ahmed della Striscia di Gaza. I bambini non hanno nazionalità. Tuttavia Kfir è stato ucciso perché ebreo, «nemico» e «diverso». Tale è l’antisemitismo: tramite l’ebreo si vuole cancellare la natura multiforme, la ricca dialettica di popoli, lingue, culture, religioni. Questo il motivo profondo del giorno della memoria, questa la ragione per cui va sempre onorato.
Non l’unico, certo; ma senza mai banalizzarlo o, peggio, cancellarlo.
Finché si «arrestano» e massacrano gli Kfir, non ci sarà speranza nemmeno per le Hind o gli Ahmed. Né per la pace.
Ultim’ora. Il corpo restituito da Hamas non apparterebbe a Shiri Bibas Silberman.
Temiamo che, in quanto donna, ne sia stato fatto scempio e/o addirittura sia stato abbandonato, o distrutto, in qualche fossa comune.
A orrore si aggiunge a orrore, a disprezzo per la vita disprezzo per la donna.
I corpi dei bambini invece sono stati purtroppo identificati.
Shiri Bibas Silberman aveva 33 anni. Anche i genitori della donna sono stati uccisi il 7 ottobre 2023. La madre di Shiri, nonna di Kfir e Ariel, era figlia di una vittima della Shoah.
Smisurata preghiera.
Daniela Tuscano
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