4 Marzo 2021

Spagna: giù le mani dagli ovociti delle ragazze. Le femministe contro il reclutamento nelle Università

Condividi questo articolo

L'associazione femminista spagnola Rapiegas lancia una campagna contro la pubblicità alla "donazione" di ovociti affissa nelle Università allo scopo di reclutare il maggior numero possibile di giovani donne (per aderire alla campagna cliccare qui). Gli ovociti sono materiale scarso e prezioso, molto richiesto sia per la fecondazione assistita eterologa sia per la ricerca.

La legge spagnola del 2006 sulle Tecniche di Fecondazione Assistita Umana vieta "le pubblicità o le campagne che incoraggino la donazione di cellule e tessuti umani... in cambio di un guadagno o di un vantaggio economico". Per aggirarla, al solito, è sufficiente giocare con le parole: la Spagna ammette la "donazione" di ovociti solo se "altruistica" e anonima, ma consente un "compenso"(circa 1000 euro a prelievo).

Secondo Vincenzo Pavone, che dirige l'Istituto delle Politiche Pubbliche del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CSIC) "ci sono elementi per ritenere che le "donatrici" si sottopongano più e più volte alla procedura. La mancanza di registrazione consente di sottoporsi a numerosi prelievi e senza controllo. Com'è evidente, se vi fosse un registro delle "donatrici" la pratica diventerebbe impossibile e si ridurrebbe il numero di ovociti disponibili, oltre al volume del business". Business che in Spagna genera più di 600 milioni di euro l'anno (per saperne di più, vedere qui). Considerando che il salario minimo in quel Paese è 950 euro, la vendita di ovociti può essere una notevole occasione di reddito per una studente.

Un terzo degli ovociti prelevati viene esportato. La Spagna è diventata il granaio d'Europa per il business della fecondazione assistita (vedere qui). Una cospicua parte di ovociti viene invece utilizzato nelle ricerche sulla clonazione e sulle cellule staminali.

Com'è noto -ma forse non abbastanza- la stimolazione ovarica per indurre un'iperproduzione di ovociti comporta numerosi rischi per la salute a breve a lungo termine: problemi di visione, nausea, vertigini, cisti ovariche, danni irreversibili alle ovaie fino alla sterilità, menopausa precoce e tumori al seno. Studi recenti hanno dimostrato che tra lo 0.3 e il 10 per cento delle donne sottoposte al trattamento incorre nella pericolosa sindrome da iperstimolazione ovarica. Sempre più numerosi inoltre gli studi che testimoniano un maggior rischio "statisticamente significativo" per i nati da fecondazione assistita di sviluppare numerose patologie, comprese patologie oncologiche (vedere qui).

Noi italiane-i siamo tra i maggiori acquirenti di ovociti spagnoli (le italiane possono solo donare i loro ovociti, e non lo fanno: per questo con regolarità periodica viene proposta l'introduzione di un "compenso", vedere qui). Il 92 per cento degli ovociti utilizzati per la fecondazione assistita viene "estratto" da ragazze spagnole (il resto proviene quasi esclusivamente dalla Grecia). Nella recentissima relazione al Parlamento sull’applicazione della legge 40 (dati relativi al 2018) si registra un aumento del numero di bambine-i nati da fecondazione assistita, ma solo per le tecniche che implicano cicli di congelamento e scongelamento degli embrioni e che utilizzano la fecondazione eterologa.

Come spiega Assuntina Morresi su Avvenire, dalle 77.509 coppie trattate nel 2018 sono nati 14.139 bambini, il 3.2 per cento del totale. La strategia corrente è "fecondare il numero massimo possibile di ovociti prodotti da un ciclo di trattamenti e trasferire in utero il numero minimo di embrioni (preferibilmente uno), congelando i restanti e lasciandoli per eventuali trasferimenti successivi (...) Sono centinaia di migliaia, se non milioni, le vite umane sospese nell’azoto liquido in tutto il mondo (...) In Italia nel 2018 sono stati formati 98.673 embrioni e ne sono stati crioconservati 43.946. E se è vero che il tasso di successo delle gravidanze da scongelamento appare maggiore di quelle ottenute con tecniche a fresco, non sappiamo quali effetti abbiano congelamento e scongelamento embrionale sulla salute dei nati da Pma. All’eterologa ricorrono soprattutto le donne: sono 5.160 le coppie in cui si cercano ovociti e 1.187 quelle in cui i gameti richiesti sono maschili. L’età media delle donne che accedono alla Pma è di 36,7 anni, ma aumenta a 41,6 quando si tratta di eterologa con ovociti procurati, mentre è più bassa – 34,8 anni – se è il seme a essere esterno alla coppia. Un dato coerente con l’ipotesi che le donne che ricorrono a questa tecnica lo facciano per infertilità fisiologica, dovuta cioè all’età, piuttosto che a situazioni patologiche. Continua Morresi: "Dalla relazione è chiaro un trend di aumento dell’import-export in generale, con un +40 per cento per quello degli ovociti, rispetto all’anno precedente".

Giù le mani dalle ragazze spagnole!

Marina Terragni


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
   — oppure —
Puoi inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE
Causale obbligatoria: FEMINIST POST
IBAN: IT80C0200812914000104838541
Potrebbe interessarti anche
5 Ottobre 2022
Le Iraniane stanno lottando anche per noi
Le donne in Iran sono oppresse, violate e uccise proprio per i loro corpi di donne. E la loro rivolta potrebbe liberare tutte e tutti. E' pronto l'Occidente woke dell'identità di genere e della "libertà di velo" a comprendere e sostenere questa rivoluzione che soffia anche per noi? Donna, vita, libertà
Nell’incerto e perennemente mutevole assetto geopolitico del nostro tempo, nel mezzo di un’agenda politica globale che da destra a sinistra dimentica le donne tradendo, seppur in modi differenti, l’esclusività femminile e la ricchezza della differenza sessuale, la lotta delle donne iraniane ha un che di epico, di commovente. L’uccisione di Mahsa Amini dimostra quanto la questione del “velo come libertà” sia la quintessenza della disonestà intellettuale, della fallacia logica, di un’annosa bugia. Alla ventiduenne Mahsa il desiderio di “sentire il […]
Leggi ora
27 Settembre 2022
Il femminismo e la destra
In risposta a Julie Bindel, che considera il muro eretto dalla sinistra transattivista ma anche i rischi di un'alleanza con la destra: in Italia la novità storica -una donna di destra premier, Giorgia Meloni- complica ulteriormente il quadro. Che fare allora? Quello che sta capitando in Spagna sull'orribile Ley Trans forse indica una strada buona per tutte
Julie Bindel e Harvey Jeni prendono il toro per le corna: visto che da troppo tempo con la sinistra non c'è possibilità di dialogo, il femminismo radicale e gender critical può guardare a destra senza correre rischi? Tema che in Italia abbiamo ben presente e che ha agitato tutta la campagna elettorale conclusasi con la vittoria schiacciante di una donna di destra, Giorgia Meloni, che non si è mai dichiarata femminista. Il fatto che oggi la destra in Italia sia […]
Leggi ora
24 Settembre 2022
SPAGNA: SOCIALISTE CONTRO LA LEY TRANS
A differenza delle loro omologhe italiane del PD e della sinistra schierate per la libera identità di genere, le progressiste spagnole rompono con le politiche transattiviste del PSOE in difesa delle donne e dei bambini. Nel loro manifesto gli ottimi argomenti contro quella che, se approvata, potrebbe essere la peggiore legge transattivista del mondo
Rompendo con il suo partito, il PSOE, e lanciando un segnale alle donne di sinistra europee, generalmente schierate in difesa del dirittismo transattivista, la Federación de Mujeres Progresistas lancia un coraggioso manifesto contro la Ley Trans voluta dalla maggioranza di governo in Spagna (PSOE e Podemos) e in via di approvazione con iter d'urgenza, senza un effettivo dibattito parlamentare né un'ampia discussione pubblica. L'iniziativa nasce anche in risposta alla clamorosa rottura tra il femminismo storico spagnolo -riunito nel cartello Contraborrado- […]
Leggi ora
11 Settembre 2022
Trans-Europa: Irlanda, UK, Spagna, le leggi-gender ai primi posti nelle agende politiche
Mentre la nuova premier britannica Liz Truss lavora per bloccare l'autocertificazione di genere in Scozia, il governo iberico impedisce il dibattito parlamentare sulla Ley Trans, che consente il cambio di sesso perfino ai bambini di 12 anni, per andare ad approvare in fretta e furia: per questo le femministe spagnole rompono con la sinistra e aprono il dialogo con il Partito Popolare. Intanto in Irlanda un professore viene arrestato per aver rifiutato di usare il linguaggio fluido
Un professore di una scuola cristiana irlandese, Enoch Burke, è stato sospeso e quindi arrestato per aver rifiutato di appellare uno studente transgender con un pronome neutro. Intanto la nuova premier britannica Liz Truss starebbe cercando di bloccare i piani della Scozia per consentire l'autoidentificazione per le persone transgender (self-id) e avrebbe chiesto agli avvocati consigli su come "mettere in pausa o prevenire" le riforme. Truss, responsabile del brief sulle uguaglianze oltre che ex-ministro degli esteri, è stata determinante nell'escludere […]
Leggi ora
20 Agosto 2022
UN ORIZZONTE POLITICO COMUNE ALLE DONNE DI TUTTI I PARTITI
Nel segno di Carla Lonzi a quarant'anni dalla scomparsa: elettrici e attiviste di tutti i partiti si uniscono nel dono di un "programma imprevisto" comune, orizzonte per un cambio di civiltà
“Le donne saranno sempre divise le une dalle altre? Non formeranno mai un corpo unico?” (Olympe de Gouges, 1791)  Nel quarantennale della scomparsa di Carla Lonzi. Siamo donne che votano ogni parte politica. Viviamo in ogni parte del Paese. Apparteniamo a ogni condizione sociale. Siamo madri e non madri. Abbiamo una fede, o siamo agnostiche, o atee.  Ci tiene insieme l’essere donne e la consapevolezza che quello che è buono per una donna e per le sue figlie/figli è buono […]
Leggi ora
20 Luglio 2022
Dove sta andando la Casa delle Donne di Roma?
"La Casa siamo tutte" recita il bello slogan dello storico enclave di Trastevere. Ma in quello spazio, che è pubblico e dovrebbe essere aperto, l'agibilità è solo transfemminista. E dopo il sostegno acritico al ddl Zan -per fermare i femminicidi!-, il sì all'utero in affitto e al "sex work", ora anche l'inno agli ultracorpi maschili negli sport femminili: forse è il momento che si apra una riflessione
La Casa Internazionale delle Donne di Roma condivide la proposta dell'università della Pennsylvania di nominare Lia Thomas "atleta donna dell'anno". Lia Thomas, di cui abbiamo parlato più volte qui, è la celebre nuotatore che ha sbaragliato più volte le avversarie gareggiando nelle categorie femminili, ma che ha avuto quanto meno il merito di far finalmente esplodere la questione degli ultracorpi maschili negli sport delle donne. Il post condiviso dalla Casa Internazionale delle Donne, un piccolo confusionario trattato di femminismo Intersezionale, […]
Leggi ora