18 Febbraio 2021

Quei bravi ragazzi progressisti, finti amici del femminismo

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Il femminismo radicale in tutto il mondo sta discutendo della necessità di non farsi più illusioni sul sostegno della sinistra al movimento delle donne. Oggi, anzi, il transumanesimo di sinistra (libero sex work, libero utero in affitto, sostegno all'identità di genere, ormoni a bambine e bambini e tutto il resto) sta creando molti problemi alle donne.

Qui un esempio di antifemminismo di sinistra proprio di questi giorni: il quotidiano Il Manifesto che riduce a una rissa tra isteriche invidiose (Carmen Calvo e Irene Montero) la spaccatura del governo spagnolo sulla Ley Trans. Una misoginia impressionante.

Il femminismo di seconda ondata aveva già affrontato la questione dei rapporti con la sinistra, prendendo le distanze. Oggi l'onda è rifluita, e siamo tornate a una presunta naturalità dell'abbraccio femminismo-sinistra. Ma la sinistra vuole solo i nostri voti e come stiamo vedendo non dà nulla in cambio. Questo capita in ogni luogo del mondo, ma una buona parte del femminismo esita a prenderne atto, aprendo spesso dolorose conflittualità tra donne. Qui Meghan Murphy su Feminist Current. Buona lettura.


I ‘bravi ragazzi’ sono stati a lungo un problema per il femminismo. Il desiderio di alleati e sostenitori ha portato le donne a valorizzare gli uomini che predicano bene. In Occidente, una crescente polarizzazione politica che offre la parvenza di due sole opzioni — sinistra contro destra — ha lasciato le femministe moderne con l’impressione non solo che debbano scegliere, ma che vi sia una scelta facile e ovvia. Dateci Matt McGorry con una maglietta "This is What a Feminist Looks Like", diteci di amare gli aborti, ed ecco che troppe femministe vanno in estasi. Avremmo dovuto imparare nel modo più duro, molte volte, che i ragazzi che si mostrano buoni con i loro proclami politici spesso non sono solo i meno buoni, ma i peggiori.

La verità non è che nessun uomo è buono, ma che, secondo la mia esperienza, è di quello schietto, non di quello “risvegliato”,progressista in senso politico, che ci si può fidare.

Nel 1969, le femministe radicali si separarono dalla Nuova Sinistra, con Shulamith Firestone che annunciò: “Fanculo, sinistra. D'ora in avanti puoi pure guardarti da sola l’ombelico. Noi diamo vita al nostro movimento”. Stanche del sessismo dei cosiddetti ‘compagni’ che combattono la giusta battaglia contro guerra e razzismo ma hanno ancora bisogno di caffè e fotocopie, le donne hanno lasciato gli uomini di sinistra per combattere la propria lotta. Perché allearsi in lotte con persone che non rispettano nemmeno le donne -semplicemente quelle che creano la vita, oltre che metà della popolazione, ed erogatrici di lavoro indispensabile- come esseri umani uguali? Eppure le femministe moderne continuano ad aggrapparsi alla speranza che questa volta le cose siano diverse, che gli uomini che sono riusciti a evitare di essere sorpresi a parlare di pussy-grabbing o che sostengono coraggiosamente le loro fidanzate che prendono la pillola sono alleati. Può essere difficile fare i conti con il fatto che coloro che predicano la giustizia sociale non hanno necessariamente in mente gli interessi collettivi, ma è importante guardare alla realtà, piuttosto che a un ideale immaginario. Le donne lo dicono sempre parlando dei rapporti con gli uomini: non puoi costringere una persona a cambiare, e rimanere in una relazione tossica o infelice basata sulla speranza che le cose possano essere diverse è più spesso infruttuoso. Questi uomini di sinistra ci hanno detto, molte volte, cosa pensano dei diritti delle donne: perché non ascoltiamo?

I progressisti hanno definito TERF le femministe che sostengono i diritti delle donne e credono che gli spazi femminili e lo sport debbano essere protetti. Ci hanno chiamato bigotte e hanno chiesto che venissimo censurate, licenziate, picchiate. Hanno chiarito che i diritti degli uomini che desiderano "identificarsi" come donne hanno la precedenza sulle donne vere. Da tempo lottano per legalizzare il commercio sessuale, sostenendo che i papponi, i clienti e i proprietari di bordelli possono operare impunemente poiché donne e ragazze devono avere la "scelta" di vendere atti sessuali a estranei. Le femministe che hanno spinto a decriminalizzare le donne in prostituzione ma desiderano fermare lo sfruttamento e l'abuso di coloro che lavorano nel settore - la maggior parte delle quali sono lì per mancanza di scelta - sono state etichettate come "SWERF" (femministe radicali che escludono il lavoro sessuale). Gli stessi uomini che vogliono sfruttare queste donne e queste ragazze — che si illudono di credere che queste donne e ragazze li vogliano- ci mettono contro di loro, sostenendo che "odiamo" le prostitute.

Su entrambi i fronti, siamo diffamate anziché comprese. Benché la sinistra non voglia davvero avere nulla a che fare con il femminismo radicale, molte femministe radicali continuano ad aggrapparsi disperatamente alla sinistra, tanto da aver lacerato il movimento. Le donne non si schierano più con le donne, ma si impegnano ad esser fedeli ai partiti politici, e rifiutano la maggior parte delle donne che non vuole avere a che fare con i dibattiti politici tanto quanto vogliono poter vivere la loro vita con pace e dignità e portare il pane ai loro figli. In altre parole, il femminismo sta deludendo le donne nello stesso modo in cui la sinistra sta deludendo la classe operaia. Siamo intrappolati nelle parole e nella teoria, e stiamo perdendo le donne.

Infinite lotte intestine tra femministe hanno contrapposto coloro che rifiutano il binarismo sinistra/destra e coloro che insistono sul fatto che qualsiasi donna che non voti a sinistra dovrebbe essere etichettata come traditrice e bandita dal movimento. Le femministe online sembrano più interessate a eliminare l'impurità politica dal movimento femminile che a trovare modi per le donne di unirsi per il cambiamento. L'odio che le donne sputano contro le donne ritenute traditrici è diventato più forte e distruttivo di qualsiasi cosa ci arrivi da uomini a cui semplicemente il femminismo non piace (e chissà che cosa significa ancora questa parola).

Io stessa ho trascorso molti anni insistendo sul fatto che il femminismo fosse intrinsecamente un movimento di sinistra, e non potevo immaginare di coinvolgere nessun uomo (o donna, del resto) che non si identificasse con la parte progressista dello spettro politico. Ma alla fine ho dovuto prendere atto del fatto che i diritti delle donne non sono di parte e che gli uomini “svegli” non sono nostri alleati naturali. Ora lavoro, parlo e interagisco con chiunque sia rispettoso e aperto al dialogo- un approccio che molte femministe e di sinistra vedono come tradimento.

Abbiamo un esempio perfetto in Canada, con il nostro leader dagli occhi scintillanti che ama così tanto il femminismo che non sa nemmeno cos'è una donna, ed è spaventato nel difendere una sua vecchia affermazione secondo cui "la prostituzione stessa è una forma di violenza contro le donne". Nel 2017 il primo ministro Justin Trudeau ha sostenuto con forza l'approvazione di Bill C-16, la legislazione canadese sull'identità di genere, il cui effetto è stato quello di garantire che tutti gli spazi precedentemente designati per le donne e le ragazze diventassero accessibili ai maschi identificati come donne trans. Il suo partito liberale, insieme all'NDP -ancora più progressista- si è rifiutato di aiutare e riconoscere le donne in difficoltà, e proprio oggi ciò che era stato previsto si è concretizzato, perché uomini violenti sono in carceri femminili e le case che proteggono le donne dalla violenza maschile sono minacciate di tagli di fondi se rifiutano gli uomini.

Si potrebbe pensare che proteggere le donne vulnerabili da uomini potenzialmente pericolosi sia la priorità di un'orgogliosa femminista, ma è il 2021 e il doppio gioco impone che sostenere i diritti delle donne significhi sostenere i desideri narcisistici degli uomini. Di qui i recenti ridicoli successi maschili negli sport femminile.

Che le donne continuino a sostenere politici, ideologie e partiti che si rifiutano di sostenere i loro diritti più elementari sbalordisce, a meno che si non ritenga che le donne oggi hanno una serie di privilegi perché bianche e cisgender, cancellando così il loro bisogno di protezione.

La scorsa settimana ho visto l'inaugurazione di Joe Biden celebrata da donne in tutto il Nord America sollevate dell’allontanamento del Cattivone. Siamo salve! Voglio dire, Donald Trump è stato davvero un coglione. Ma per quanto spiacevole possa essere stato, è difficile battere la decisione ansiosa e immediata di Biden di firmare un ordine esecutivo che impone che il "sesso" includa ora l'orientamento sessuale e l'identità di genere.

Anche se tutti dobbiamo scendere a compromessi su chi votiamo, non intendo più fare compromessi a favore di politici che fingono di non sapere cos'è una femmina umana adulta.

Biden ci promise in autunno che entro i suoi primi 100 giorni di mandato avrebbe approvato la legge sull’uguaglianza che come le femministe avevano avvisato, avrebbe realizzato essenzialmente ciò che il suo ordine esecutivo realizzerà. Quindi questa azione non è una sorpresa, eppure le donne hanno votato comunque per lui, insistendo sul fatto che chiunque era veramente femminista doveva fare lo stesso.

E mentre ovviamente Trump non è femminista, e le scelte per gli elettori americani sono limitate, è comunque ridicolo celebrare la vittoria di Biden come una sorta di vittoria per le donne. Soprattutto considerando il suo abietto disprezzo per i loro diritti.

Le femministe si sono lasciate ingannare dall’emozione, dal loro odio per Trump che le acceca sul fatto che Biden, come tanti buoni, è un lupo travestito da pecora. Non è così semplice, Trump=cattivo e Biden=buono. Quando facciamo scelte difficili, come spesso siamo costrette a fare alle elezioni, non dobbiamo guardare alla personalità di un individuo ma alle sue politiche. Un uomo sorpreso a fare pussy-grabbing potrebbe essere semplicemente l'uomo sorpreso a fare pussy-grabbing. E l'uomo che può apparire più rispettoso o addomesticato potrebbe essere l'uomo che devasterà i diritti sessuali delle donne.

Ho detto molte volte che preferisco di gran lunga uomini apertamente sessisti con cui puoi almeno avere una conversazione onesta rispetto a quelli subdoli che insistono sul fatto che amano e rispettano le donne, ma dicono anche cose come: rispetta la tua sex worker locale pagandola per un pompino; come osi dire che le transwomen non sono donne, bigotta.

Fanculo quei ragazzi. Dateci Trump, sportivi, cafoni e studentelli in qualsiasi giorno della settimana. Almeno non sarò costretta a fare i conti con la grottesca (ma trasparente) illuminazione di qualche bravo ragazzo che ama così tanto l'uguaglianza da voler combattere contro di noi sul ring. L'autenticità offensiva batte il falso rispetto in qualsiasi giorno della settimana. E naturalmente c'è molto spazio nel mezzo, la maggior parte delle persone semplicemente non si adatta perfettamente alle categorie "buono" o "cattivo", "sinistra" o "destra". E quando si tratta di agire nel mondo reale o in politica, dobbiamo accettare che le etichette e i luoghi comuni non significano nulla di concreto.

Non mi interessano più la sinistra o la destra, non mi interessa come ti chiamano, non mi interessa come vuoi che ti chiamino. Mi interessa fare ciò che è giusto, razionale e strategico. E a volte è più complicato di affiliarsi a un partito.

Nessun politico è perfetto: dobbiamo scegliere sulla base di ciò che conta per noi. Ma, sia a lungo sia a breve termine, continuare a sostenere coloro che si attaccano a mantra o cause progressiste a scapito dei nostri diritti, della nostra protezione, della nostra libertà e dignità, è una cattiva strategia. Scegliere "a sinistra" semplicemente per l'etichetta è troppo semplicistico e ingenuo al giorno d'oggi. Mentre il sesso rimane binario, la politica no.

Meghan Murphy (l'articolo originale qui)

(traduzione di Elisa Vilardo)


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