2 Febbraio 2021

Parentectomia: la madre asportata come un tumore

Condividi questo articolo

Parentectomia: prima un soprassalto nel leggere la parola in un articolo di psicologi italiani, assoggettati ad un codice deontologico comune anche se notoriamente fautori della alienazione genitoriale, alias PAS. Poi, a freddo, la valutazione che non poteva esserci terminologia più appropriata per l’intervento che i fautori PAS (G.B. Camerini, T. Magro, U. Sabatello, L.Volpini delle università di Padova e Roma) propongono nei casi di alienazione genitoriale: l’asportazione del genitore come se si trattasse di un tumore, di un organo malato nel contesto di vita di un minore. (vedi il testo qui).

Parentectomia, intervento chirurgico di asportazione di un qualcosa di patologico. A questo conduce la presunta sindrome di alienazione genitoriale, quella sindrome per la quale un genitore contro l’altro armato inoculerebbe dall’esterno nel bambino, anche solo al livello inconscio e quindi indimostrabilmente, il rifiuto verso uno dei due. Ma siamo anche più precise: l’alienazione parentale è una tattica legale che serve a salvare pedofili e violenti dalle accuse delle loro vittime. E’ diffusa soprattutto nel contesto dei procedimenti civili di separazione, quando nei casi di violenza domestica che colpiscono in modo statisticamente preponderante  le donne (30% della popolazione femminile nel mondo, dati OMS del 2013 e del 2017) i bambini rifiutano il padre perché hanno visto maltrattare le loro madri o perché sono stati direttamente coinvolti nelle violenze fisiche, psicologiche ma anche negli abusi sessuali.

Ecco allora che nei tribunali accade quella che la Convenzione di Istanbul chiama vittimizzazione secondaria contro le  donne: l’essere accusate di delitti mai commessi, essere considerate colpevoli, ad esempio, del rifiuto del minore verso il padre e di non essere un genitore amichevole verso l’altro garantendogli un facile accesso o contatto con il minore (friendly parenting). Ebbene quello che sarebbe di tutta evidenza, cioè il fatto che il bambino rifiuta il padre violento perché ne ha paura per se stesso o per la propria madre, diviene invece qualcosa di totalmente diverso grazie a questa genia di consulenti fautori o discepoli dei fautori della PAS (teoria che, ribadiamo, non ha alcuna valenza scientifica ed è stata rigettata dal contesto scientifico) che ribaltano i rapporti tra causa ed effetto.

Che il padre sia violento non interessa a questi psicologi e ai giudici che li sostengono, tutt’al più riguarda il processo penale e il suo esito finale in Cassazione. Nel procedimento civile invece è necessario che sia affermato un principio (anche questo inesistente, Carta Costituzionale alla mano): quello della bigenitorialità. E se non si riesce a fare valere il principio per il rifiuto del bambino a stare con un genitore dopo la separazione (il padre, in generale) è colpa del genitore collocatario all’atto della separazione (la madre, quasi sempre) che manipola la coscienza del minore, lo indottrina, gli trasferisce i suoi vissuti di vendetta e rancore verso il padre alienandolo a un rapporto, senza che di questo rapporto si rappresenti la matrice violenta ed il giusto desiderio del bambino di tenersi lontano dal genitore offensivo.

Ecco che una volta addossata alla donna questa responsabilità, gli psicologi su menzionati indicano l’intervento adatto: allontanare immediatamente  il bambino dal genitore alienante e collocarlo presso quello alienato e cioè rifiutato, con ogni metodo, anche con dispiegamento di forze di polizia. Tutto lo strazio di un bambino preso con la forza pubblica (l’immagine del bambino di Cittadella preso per i piedi e le mani per essere separato dalla madre è ancora vivo nei nostri  occhi) e strappato dal suo abituale contesto di vita, dalla madre, dai nonni, dalla scuola frequentata fino a quel momento, può essere ben racchiuso nel dolore di un intervento "chirurgico" che a buon ragione i suoi inventori  hanno chiamato "parentectomia".

Elvira Reale


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
   — oppure —
Puoi inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE
Causale obbligatoria: FEMINIST POST
IBAN: IT80C0200812914000104838541
Potrebbe interessarti anche
26 Marzo 2022
Laura Massaro ha vinto per tutte
La più famosa delle madri sotto attacco in base alla finta "teoria" dell'alienazione genitoriale ha vinto in Cassazione la sua battaglia, per sé e per tutte le donne nella sua situazione: d'ora in avanti bambine e bambini non potranno più essere prelevati a forza e non sarà più così facile parlare di madri alienanti. Una vittoria anche simbolica, che riporta le madri al centro contro ogni retorica paritaria
Con l'Ordinanza n. 9691/2022 la Cassazione ha dato ragione a Laura Massaro e ha bandito l'alienazione parentale dai tribunali, definendo fuori dallo stato di diritto il prelievo coatto dei minori, che vanno sempre ascoltati nei procedimenti che li riguardano. Una sentenza clamorosa -grazie al coraggio di Laura e allo strepitoso lavoro delle avvocate Teresa Manente e Ilaria Bogliano- nonostante i pessimi auspici e la durezza dell'esito dell' appello, per non parlare degli inammissibili tentativi di screditare Laura "processandola" appena 4 […]
Leggi ora
19 Febbraio 2022
La trans-atleta Petrillo vince tutto. E -ovviamente- pensa alla politica
Fabrizio-Valentina Petrillo continua a sbaragliare le avversarie. Ultimo podio i campionati master indoor sui 200m di Ancona. Dice che lo sport diviso per sessi è violenza. E proclama il suo motto-manifesto:«Ognuno deve avere la possibilità di determinare da solo chi è». A cominciare dal genere
Tra Olimpiadi e DDL Zan l'anno scorso le testate sportive hanno dedicato parecchio spazio allo “sport inclusivo” e a Valentina nata Fabrizio Petrillo, presentata come "prima atleta transgender a indossare la maglia della nazionale italiana in una competizione internazionale". Petrillo, che gareggia sia in gare paralimpiche per ipovedenti che nei campionati master per atlete over 35 (qui la voce delle atlete battute dal suo corpo maschile), ha sperato fino all’ultimo di partecipare nella categoria femminile ai Giochi Paralimpici di Tokyo. La qualifica […]
Leggi ora
2 Gennaio 2022
Padri che uccidono
Davide Paitone ha ucciso il figlio Daniele ferendo gravemente anche sua madre. Un uomo violento, già detenuto ai domiciliari. In più incocainato e e bevitore. Eppure in nome della "parità genitoriale" gli è stato concesso di tenere con sé il bambino per Capodanno, decisione che si è risolta in una tragedia. Ma il diritto del padre, anche se notoriamente aggressivo, è la cosa che conta di più
Davide Paitone, operaio quarantenne di Morazzone (Varese), è un uomo violento. Già accusato di maltrattamenti in famiglia, e inoltre incocainato e bevitore, aveva anche accoltellato un collega dopo una lite e per questo si trovava agli arresti domiciliari. Nonostante il suo temperamento violento aveva ottenuto di tenere con sé per Capodanno il figlio Daniele di 7 anni. Concessione equivalente a una condanna a morte per il bambino, a cui il padre ha squarciato la gola. Dopo averne nascosto il corpo […]
Leggi ora
19 Agosto 2021
Bambini portati via come se fossero cose
Non esistono leggi che autorizzino il prelievo violento di minori. I servizi sociali, gli unici titolati a intervenire in questi casi, devono rifiutarsi di eseguire gli ordini dei tribunali. Medici e psicologi non possono supportare queste azioni traumatiche. I giudici devono rispettare norme nazionali e convenzioni internazionali. Il governo e il parlamento fermino questa giostra indegna ai danni dei piccoli e delle loro madri
Le leggi spesso non ci sono, oppure se ci sono vengono interpretate in modo antigiuridico (si veda la legge 54/06 con i suoi articoli 155 e 155bis che vanno letti in modo coordinato) o semplicemente non vengono applicate.  Tra le leggi non applicate vi è la Convenzione di Istanbul, legge 77/2013,  che con i suoi due articoli 26 e 31 impone che nei casi di violenza domestica la madre e il bambino siano messi ambedue in protezione e che l’affido […]
Leggi ora
17 Giugno 2021
Via la misandria dal ddl Zan: una mannaia per madri e bambini, un regalo per i padri abusanti
Parla Antonella Penati, madre di Federico ucciso dal padre durante un incontro "protetto". Il tribunale e anche la Cedu non ritengono responsabili di omessa protezione gli assistenti sociali che dovevano tutelare il bambino. E ora, dopo la Pas, contro donne e bambini si preannuncia il pericolo "misandria"
Strappare con la forza bambine e bambini terrorizzati dalle loro case, portandoli via alle madri. Pisa, 15 giugno: prelevamento coatto di un bambino di 8 anni allontanato dalla mamma per ordine del Tribunale ordinario con l’intervento di 11 ufficiali pubblici che lo hanno costretto a un improvviso cambio di residenza, per consegnarlo al padre con cui non ha mai abitato -in Sicilia- in nome del cosiddetto diritto alla bigenitorialità.Le psicologhe di Protocollo Napoli stigmatizzano l'accaduto, l'Ordine degli Psicologi della Lombardia […]
Leggi ora
4 Giugno 2021
Il bambino di Laura Massaro non è più suo
Il Tribunale dei minori di Roma ha disposto che madre e figlio vengano SEPARATI PER SEMPRE. La donna, giudicata una "madre ostativa", ha perso la responsabilità genitoriale e non potrà più vedere suo figlio, che potrebbe essere prelevato con la forza in qualunque momento per essere collocato in una casa-famiglia
Un decreto del Tribunale dei Minorenni di Roma ha disposto l’allontanamento del figlio di Laura Massaro dalla madre, cosa che può avvenire nelle prossime ore in maniera coatta e senza preavviso. Ci toccherà ancora lo spettacolo intollerabile di un bambino prelevato dalle forze dell'ordine? Il decreto prevede la decadenza della responsabilità genitoriale per la donna, ritenuta una madre ostativa, e l'interruzione di ogni rapporto con il figlio. Il bambino sarà collocato in una casa-famiglia. La Corte di Appello nel gennaio […]
Leggi ora