13 Febbraio 2021

Notizie che sui giornali italiani non leggerete mai: i bloccanti della pubertà nei minori "disforici" ne compromettono la crescita ossea

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Guai disturbare la propaganda al transcult! Sui media di tutto il mondo, compresi i nostri, troverete migliaia di paginate festose sull'attrice Ellen Page che diventa Elliot, ma notizie come quella che segue non la leggerete mai. E invece notizie come queste sono importantissime per quelle bambine e quei bambini con comportamenti "non conformi" diagnosticati come affetti da disforia di genere la cui pubertà viene bloccata con terapie farmacologiche (pratica che ha corso anche in Italia). E per i loro genitori che devono dare il consenso. Il consenso però, per definizione, deve essere informato. Bene, informiamolo.

Queste terapie vengono generalmente presentate come reversibili, ovvero prive effetti permanenti: se la-il minore dovesse cambiare idea, basterà sospendere la somministrazione e tutto tornerà come prima. E invece no, non tornerà tutto come prima. Basterebbe il buon senso, ma la ricerca conferma.

Secondo un recentissimo studio i bloccanti della pubertà somministrati a bambine e bambini diagnosticati con disforia di genere ne "bloccano la crescita ossea". Lo studio ha seguito 44 bambine-i di età compresa tra 12 e 15 anni, che sono stati trattati presso la Tavistock Clinic di Londra.

Queste le conclusioni: "L'esperienza complessiva dei pazienti sui cambiamenti del trattamento con GnRHa è stata positiva. Non abbiamo identificato cambiamenti nella funzione psicologica. I cambiamenti nella BMD (densità minerale ossea) erano coerenti con la soppressione della crescita. Sono necessari studi prospettici più ampi e a lungo termine (...) per quantificare completamente i benefici e i danni della soppressione puberale per disforia di genere".

Fatelo sapere a chi sta valutando di sottoporre la propria figlia-o "non conforme" a questi trattamenti. Non ci resta che il tam-tam.


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