9 Maggio 2021

Autocertificazione di genere, utero in affitto: il ddl Zan serve a questo. Detto chiaro dal palco di Milano

Marilena Grassadonia -Famiglie Arcobaleno, Sinistra Italiana- lo chiarisce definitivamente nel suo intervento alla manifestazione pro ddl Zan: gli obiettivi veri sono autocertificazione di genere e diritto all'utero in affitto. Ecco, già pronta, la proposta di legge sul self-id
Condividi questo articolo

Ieri dal palco della piazza di Milano in sostegno al ddl Zan, Marilena Grassadonia -già presidente di Famiglie Arcobaleno, da qualche settimana responsabile nazionale ai Diritti e libertà per le politiche contro la discriminazione di Sinitra Italiana- ha affermato che "il ddl Zan è solo l’inizio".

"La legge Zan" ha spiegato "è una legge di prospettiva che guarda al futuro". E dopo la legge Zan nell'agenda Lgbtq c'è "la legge 40, che lascia indietro le donne single che non pssono accedere a fecondazione assistita. Vogliamo la revisione della legge 164/82 ormai antica sui percorsi di transizione (ovvero l'ottemimento della libera autocertificazione di genere,ndr). Vogliamo una stagione dei diritti in cui si parli di Pma (fecondazione assistita) e di Gpa (utero in affitto), e il riconoscimento dei figli e delle figlie delle famiglie arcobaleno. Il ddl Zan è solo l'inizio". (tutto l'intervento qui, queste dichiarazioni a partire dal minuto 6).

Il programma è questo, accolto da fragorosi applausi, e Grassadonia ha fatto benissimo a chiarirlo in modo inequivoco. La sua sincerità è molto apprezzabile. L'approvazione del ddl Zan, che introduce l'identità di genere, significa intraprendere questo cammino.

Quanto all'utero in affitto o gestazione per altri: il deputato Nicola Fratoianni, stesso partito di Grassadonia, figura già tra i firmatari di una proposta per la Gpa cosiddetta "solidale", che tra i suoi effetti avrebbe proprio quello di promuovere il riconoscimento come genitori di tutti i committenti, "solidali" o "commerciali".

Quanto invece alla legge 164/82, aggiornata da successive sentenze: la norma regola la questione della rettificazione anagrafica per le persone transessuali (in parole semplici, il cambio del nome) e delinea il percorso per ottenerlo. In tutto l'Occidente il movimento Lgbtq spinge invece fortemente in direzione della libera autocertificazione del genere, in assoluta autodeterminazione, con un semplice atto anagrafico o notarile e senza un percorso regolato da perizie e sentenze. L'Italia non fa eccezione, e perché dovrebbe? L'autocertificazione di genere o self-id è già legge in alcuni Paesi, come Irlanda, Argentina, parte del Canada e Malta -è stata invece negata dopo un lungo dibattito in Gran Bretagna- e ha ampiamente dimostrato di avere un forte impatto negativo sulla vita di donne, bambine e bambini (nel Feminist Post troverete decine di esempi di quello che stiamo dicendo).

Le parole di Marilena Grassadonia confermano dunque finalmente che il concetto di identità di genere, al centro della legge Zan, non è che l'apripista alla riforma della legge 164/82 per approdare al self-id, nonostante le ripetute smentite dei firmatari a cominciare dallo stesso Zan. Esiste già, del resto, una piattaforma per una proposta di legge del MIT, Movimento Identità Trans, che chiede l'introduzione in Italia del self-id. Nella proposta si legge tra l'altro:

"Tale impostazione comporta un cambio radicale di paradigma. Scompare la richiesta
dell’individuo, sia essa a organi giudiziali o amministrativi, e la conseguente procedura di
autorizzazione. Ciò che rileva è l’auto-affermazione di una stabile connessione con il genere cui si
sente di appartenere
, connessione formalmente attestata dall’individuo che necessita della
correzione delle risultanze anagrafiche, attraverso una dichiarazione solenne ricevuta dal pubblico
ufficiale
(...) il modello dell’autodeterminazione presenta visibili vantaggi:
• si fonda su una procedura accessibile e semplificata, che minimizza gli adempimenti
burocratici
• riduce o elimina la necessità di integrare un serie requisiti di merito, come quelli relativi
alla salute mentale, all’età, o quelli di tipo sociale, economico o familiare
• riconosce che le persone trans e intersex (cui sarebbe opportuno aggiungere le persone non
binarie) sono i soli arbitri del proprio genere, senza necessità di scrutinio da parte di
soggetti terzi o poteri pubblici
"
(tutta la proposta di legge potete leggerla qui).

Qualunque cosa si pensi del self-id (e la stragrande maggioranza degli italiani, come si vede qui, ne pensa male o mostra di non essere adeguatamente informata) è intollerabilmente antidemocratico mantenere il silenzio su quello che è il vero contenuto in progress del ddl Zan contro l'omobitransfobia, ovvero la libera autocertificazione di genere. Il tema sensibilissimo, che riguarda tutte e tutti perché ha a che fare con la sessuazione umana, va spiegato e ampiamente dibattuto dalle cittadine e dai cittadini, e per tutto il tempo che serve.

La giusta tutela della dignità delle persone omosessuali e transessuali si può assicurare con una legge che non promuova l'identità di genere -così come la gran parte delle legislazioni europee-, che dove affermata dalle leggi ha già dimostrato di produrre grandi ingiustizie per le donne, le bambine e i bambini.


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
   — oppure —
Puoi inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE
Causale obbligatoria: FEMINIST POST
IBAN: IT80C0200812914000104838541
Potrebbe interessarti anche
17 Maggio 2022
Milano introduce l'autocertificazione di genere
Basterà una dichiarazione "solenne" per poter scegliere di che sesso sei -femmina, maschio o nessuno dei due- senza atti medici, perizie o sentenze, e adottare l'identità "alias" in svariati servizi comunali, liste elettorali comprese. Di fatto il self-id, un enorme cambiamento introdotto con un semplice atto amministrativo e senza alcun dibattito pubblico. Ma è tutto da valutare se la legge lo consente
Dunque a Milano è stato introdotto il self-id: vuole dire poter decidere se sei maschio, femmina -o nessuno dei due- in totale libertà, senza perizie, sentenze, testimoni -come prevede la legge nazionale-: niente del genere, un semplice passaggio burocratico ed è fatta. In Gran Bretagna, dopo anni di dibattito pubblico, il self-id è stato archiviato: la stragrandissima maggioranza della popolazione era contraria. A Milano, senza alcun dibattito, come se la cittadinanza non esistesse, come se le leggi non esistessero, e […]
Leggi ora
1 Maggio 2022
Lei è Giorgia
Utero in affitto, identità di genere, maternità: su molti temi le posizioni della leader che oggi guarda alla premiership coincidono con quelle del femminismo, snobbate dalla sinistra. Che fare di fronte a questa sfida? Il movimento delle donne può dialogare con la destra?
Giorgia Meloni potrebbe diventare la prima donna premier nel nostro Paese. Lei non nasconde più la sua ambizione e se di qui alla prossima primavera saprà fare le cose giuste -meglio: se non farà cose sbagliate- e se riuscirà a scampare alle raffiche del fuoco amico, non meno intenso e insidioso di quello nemico, potrà raggiungere il suo obiettivo, dovendo ringraziare solo se stessa oltre agli errori dei suoi avversari: nessuno l'ha cooptata -vedere qui- non ha capibastone a cui […]
Leggi ora
22 Aprile 2022
Torna al Senato il ddl Zan. Tale e quale. E noi di nuovo pronte alla lotta. Tale e quale
Irriducibili, Zan e il PD tornano alla carica. Con lo stesso identico testo già caduto al Senato. Vero obiettivo, l'identità di genere e la formazione nelle scuole. E mentre gran parte dell'Occidente -dalla Gran Bretagna alla Svezia, alla Finlandia. all'Australia, alla Florida- arretra sul self-id dopo averne constatato i danni per donne, bambine e bambini, in Italia si intende importare questo prodotto scaduto
Guerra o non guerra, Covid o non Covid, la settimana prossima al Senato, presumibilmente mercoledì 27- il PD ripresenterà il ddl Zan. Tale e quale. Nessuna obiezione è stata considerata, né tanto meno discussa. L'identità di genere -è la cosa a cui si tiene di più, il vero architrave della legge- resta al centro, con la formazione nelle scuole e tutto il resto. Il mondo occidentale arretra dopo avere constatato i danni causati dall'autoidentificazione di genere e dal self-id, a […]
Leggi ora
16 Aprile 2022
New Jersey. Gravidanze in prigione femminile dopo l'arrivo di "detenute" trans
Due detenute incinte nel carcere femminile del New Jersey dopo l’arrivo di prigionieri transgender. A nulla sono servite le denunce di molestie da parte di uomini che "si identificano" come donne e le proteste delle guardie. L’autodeterminazione di genere pesa come un macigno sul sistema carcerario USA
Due detenute sono rimaste incinte dopo aver avuto rapporti con un prigioniero transgender all’interno dell’unico carcere femminile del New Jersey, l’istituto correzionale “Edna Mahan”. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa il responsabile delle relazioni esterne del Dipartimento delle Correzioni dello stato. Non è chiaro se le detenute abbiano avuto rapporti con lo stesso detenuto trans-identificato e se intendano portare avanti la gravidanza. I responsabili della prigione, da tempo nell’occhio del ciclone per accuse di abusi, hanno specificato che i […]
Leggi ora
12 Aprile 2022
Verso l'abolizione della maternità surrogata: un'antologia e un dibattito
CIAMS pubblica un libro a più voci contro l'utero in affitto e ne discute in un webinar aperto. Intanto in Italia, che si prepara ad "accogliere" la Fiera dell'Utero in Affitto (a Milano il 21-22 maggio), sono già in discussione due progetti di legge che estendono la punibilità della pratica anche quando realizzata all'estero. Ed è in arrivo una proposta di legge di iniziativa popolare
Mentre in Italia ci prepariamo ad "accogliere" la Fiera dell'Utero in affitto, programmata per il 21.-22 maggio in luogo ancora sconosciuto -si saprà solo all'ultimo- e oltre alle 2 proposte di legge già in discussione in Commissione Giustizia della Camera, proposte che chiedono la punibilità della "maternità surrogata anche se realizzata all'estero, è in preparazione una proposta di legge di iniziativa popolare con raccolta firme per uno stop definitivo alla pratica -vi daremo presto i dettagli- il prossimo 28 aprile […]
Leggi ora
6 Aprile 2022
In Ucraina c'è la guerra. Per affittare uteri si va a Praga?
Venduta come "altruistica" -ma con "rimborso spese" pari alle tariffe ucraine, la GPA potrebbe diventare un nuovo business in Repubblica Ceca data la tragedia di Kiev, dove i bambini non vengono ritirati dai committenti spaventati dal conflitto. Con pacchetti all-inclusive, comprese attrazioni culturali e buoni ristoranti. Intanto in Spagna una sentenza della Corte Suprema ribadisce la severa condanna della pratica che "riduce a merce" donne e creature
Una recentissima sentenza della Corte Suprema in Spagna afferma che l'utero in affitto viola i diritti delle madri e dei minori "trattati come semplici merci", ribadendo il divieto. L'Alta Corte afferma che questo tipo di contratti "procurano un danno all'interesse superiore del minore e uno sfruttamento delle donne che sono inaccettabili" e violano i diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali sui diritti umani, quindi "sono quindi manifestamente contrari al nostro ordine pubblico". Sia le donne sia i […]
Leggi ora