31 Dicembre 2020

La strage dei bambini

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Gli ultimi due innocenti uccisi per mano del padre avevano 15 anni lei e 13 lui. È accaduto in provincia di Padova e hanno provato a fuggire. Lui, l’assassino, Alessandro Pontin, 49 anni, si è ucciso dopo la mattanza. Li ha infilzati alla gola, non gli ha dato scampo. Ha ucciso con crudeltà efferata, come tanti altri padri prima di lui.

La mamma dei ragazzi, dalla quale l’uomo era separato, aveva più volte chiesto aiuto segnalando che il padre dei suoi figli non stava bene. “Più volte mia figlia- ha dichiarato il nonno materno- era stata a parlare con i Carabinieri di quell’individuo che faceva cose strane”. Nessuno l’ha ascoltata a quanto pare. Da poco, poi, era stata archiviata la pratica per un assegno di alimenti più decoroso per quei due ragazzi.

Ancora una volta ci troviamo di fronte a due figli dati in pasto al padre biologico assassino. E queste sono le carneficine che discendono dritte dritte dall’implacabile legge 54 sulla bigenitorialità. Legge che non conosce deroga nemmeno quando gli uomini sono questi, nemmeno quando una mamma chiede aiuto e segnala anomalie, nemmeno quando questi uomini hanno procedimenti penali in corso per abusi e violenza, nemmeno quando i figli ne hanno paura. E ancora una volta si legge di ‘raptus’ invece di parlare delle mamme non ascoltate, non credute, tacciate di essere alienanti e manipolatrici quando provano a difendere i loro figli da quelli che sono padri biologici e assassini. Ecco gli ultimi della lista: Mario Bressi che a mani nude ha strozzato i gemellini Elena e Diego, e poi Claudio Poma che ha ucciso il figlio Andrea mentre dormiva e Alberto Accastello che ha tolto la vita alla moglie e ai due piccoli figli gemelli.

E ancora si deve leggere di raptus e tragedie, di depressioni e separazioni, quando invece si tratta di omicidi e assassini, spesso premeditati ed elaborati da menti violente che non accettano la separazione, la libertà di scelta della propria partner e che utilizzano i figli come strumenti di ritorsione. Quei padri che anche quando danno segnali di essere pericolosi la legge tutela finché non scorre il sangue, insieme spesso alla pubblica opinione e alle stesse famiglie che decidono di voltarsi dall’altra parte, di non credere a queste mamme ….perché si sa le donne sono apprensive, agitate, ed esagerano. E poi se si separano – questo il sottotesto di alcune ricostruzioni – li hanno provocati loro questi poveri maschi depressi. Fino a quando, un bel giorno, piccole bare bianche occupano d’improvviso le pagine dei giornali, sotterrano le coscienze, raccolgono lacrime e applausi. Tutta quell’omertà e retorica che hanno le mani sporche di sangue. Come tutti quei tribunali che consegnano, a colpi di perizie, tanti innocenti ad Erode.

di Silvia Mari (articolo originale qui)


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