10 Aprile 2021

Ddl Zan: servono confronti veri, non la guerra dei comunicati

Condividi questo articolo

Il femminismo critico nei riguardi del ddl Zan nei giorni scorsi ha emesso un comunicato -vedere qui- in cui si tornano a elencare le ragioni per le quali ci opponiamo non a una legge contro l'omotransfobia, ma a QUESTA legge contro l'omotransfobia. Ragioni che sono sempre le stesse, da mesi, e in quanto tali perfettamente opinabili in un confronto -se venisse accettato, ma finora non è successo-.

E' piuttosto deprimente che anziché considerare queste ragioni, anziché confrontarsi su queste ragioni si intraprenda una guerra dei comunicati allo scopo di dimostrare che le VERE femministe sono a favore del Ddl così com'è. L'ultimo, messo in piedi in fretta e in furia, sottoscritto da "attiviste di Se Non Ora Quando" (?) -che in quanto tale non esiste più da anni: esistono solo Snoq Libere, Snoq Factory, Snoq Genova e di altre città, ma Se Non Ora Quando no- e da un elenco di nomi -alcuni dei quali, scopriamo accidentalmente, non sapevano nemmeno di avere sottoscritto- e poi diffuso dalla grancassa dei siti Lgbtq+.

Tutto questo non è serio, è umiliante, riduce la politica a un gioco da tavolo e a un firmificio.

Potremmo rispondere esibendo le quasi 17 mila firme e le 320 associazioni, tra cui molte italiane, che hanno sottoscritto la Declaration on Women's Sex-Based Rights (vedere qui), rete gender critical globale che si estende in 130 nazioni, ovvero in più della metà delle nazioni del mondo (di questa rete siamo le referenti italiane). Oppure menzionare la partnership politica con le femministe spagnole di Contra Borrado in lotta contro la Ley Trans e l'identità di genere (vedere qui), decine e decine di associazioni che sono efficacemente al nostro fianco. Potremmo menzionare l'americano Women Liberation Front (Wolf) e molte altre realtà. O anche semplicemente provare a ingaggiare come testimonial personagge-i dello showbitz.

In tutta franchezza non ci sentiamo di accettare questo piano.

Le questioni in gioco sono troppo importanti, toccano la radice dell'umano e la vita delle donne, delle ragazze, delle bambine e dei bambini, e non si può liquidare con un raccatto firme più o meno inventate.

L'onorevole Zan e gli altri firmatari della legge contro l'ombitransfobia hanno scelto di farsi eleggere in rappresentanza di tutte e tutti, compito che richiede un alto senso di responsabilità nonostante lo stato di salute non eccellente delle nostre istituzioni rappresentative. A lui e a loro chiediamo di mantenere la discussione al livello che merita. Soprattutto, di accettare di discutere: il confronto che stiamo chiedendo da mesi viene regolarmente rifuggito. Ogni tentativo è stato ignorato: per quale ragione?

Come Zan sa benissimo, noi non siamo Pillon. La verità delle nostre vite non consente di iscriverci alla destra omofobica. Le nostre biografie sono strettamente a intrecciate a quelle di sorelle e fratelli lesbiche, gay e trans, e per una parte di noi coincidono. Il femminismo, come ha riconosciuto Michel Foucault, ha dato moltissimo alla lotta Lgbt, e l'abbiamo fatto anche noi singolarmente, fino alle ultime piazze per le unioni civili.

Questo forse rende più complesso tenere conto delle nostre argomentazioni critiche al ddl, e misurarcisi. Anche perché siamo convinte che Zan e gli altri firmatari del ddl comprendono benissimo di che cosa stiamo parlando.

E' davvero così difficile capire che non è possibile che una parlamentare venga perseguita per avere detto che "solo le donne partoriscono" (sta capitando in Norvegia)? Che è assurdo permettere a persone con corpi di uomini intatti partecipare alle competizioni sportive femminili? Che è molto pericoloso per le donne consentire a uomini che per ragioni di comodo si dichiarano donne di essere detenuti nelle carceri femminili (sta capitando in California, 270 richieste di trasferimento)? Che uno che si percepisce donna da 15 mesi non può pretendere, come sta facendo, di entrare in un convento femminile (sta capitando in Olanda)? (qui menzioniamo solo fatti degli ultimi giorni). Che non si possono imbottire di ormoni bambine e bambini di 8 anni, rendendoli rachitici e infertili, solo perché mostrano comportamenti non perfettamente conformi al loro sesso, come peraltro è capitato a quasi tutte-i noi? E che non è accettabile che a Vancouver, Canada, un padre sia stato incarcerato per essersi opposto ai puberty blockers somministrati alla sua bambina? (oggi si terrà una manifestazione in solidarietà dell'uomo, già minacciata dai transattivisti).

No, non è difficile. Chiunque abbia buon senso lo capisce. Questa è l'identità di genere, nella sua versione non glitterata e fashion. Il fatto è che l'identità di genere sta al centro del ddl Zan, e noi vogliamo parlarne. Vogliamo parlare di questo e di altre cose.

Chiudiamo quindi con l'ennesima richiesta a Zan e agli altri firmatari del ddl di accettare un confronto serio, approfondito e argomentato (dell'unica che giusto nei giorni scorsi si era detta forse disponibile, Monica Cirinnà, non abbiamo più tracce).


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
   — oppure —
Puoi inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE
Causale obbligatoria: FEMINIST POST
IBAN: IT80C0200812914000104838541
Potrebbe interessarti anche
17 Maggio 2022
Milano introduce l'autocertificazione di genere
Basterà una dichiarazione "solenne" per poter scegliere di che sesso sei -femmina, maschio o nessuno dei due- senza atti medici, perizie o sentenze, e adottare l'identità "alias" in svariati servizi comunali, liste elettorali comprese. Di fatto il self-id, un enorme cambiamento introdotto con un semplice atto amministrativo e senza alcun dibattito pubblico. Ma è tutto da valutare se la legge lo consente
Dunque a Milano è stato introdotto il self-id: vuole dire poter decidere se sei maschio, femmina -o nessuno dei due- in totale libertà, senza perizie, sentenze, testimoni -come prevede la legge nazionale-: niente del genere, un semplice passaggio burocratico ed è fatta. In Gran Bretagna, dopo anni di dibattito pubblico, il self-id è stato archiviato: la stragrandissima maggioranza della popolazione era contraria. A Milano, senza alcun dibattito, come se la cittadinanza non esistesse, come se le leggi non esistessero, e […]
Leggi ora
10 Maggio 2022
Kathleen Stock: 5 consigli per tenere calmi i transattivisti piantagrane
La docente costretta alle dimissioni per avere detto che il sesso biologico esiste, spiega come interagire con il transattivismo molesto: esattamente come una mamma alle prese con un bambino capriccioso o un teenager ribelle. Guida ironica per salvarsi la vita
La filosofa Kathleen Stock è diventata nota al di fuori dei circoli accademici dopo essere stata costretta con minacce e diffamazione da parte dei transattivisti a dimettersi dalla sua cattedra all’Università del Sussex per avere espresso opinioni critiche sull’identità di genere (vedere qui). Mentre casi simili accadono in tutto il mondo, comprese Italia ed Europa (vedere qui e qui), nei paesi anglosassoni le docenti si organizzano per lottare contro la censura del femminismo gender critical. Nell’articolo che vi presentiamo Kathleen […]
Leggi ora
3 Maggio 2022
Scoppia ovunque la bomba degli ormoni ai bambini. Ma in Italia no
Non più tollerabile il silenzio italiano -che fanno i parlamentari?- su bambine-i gender nonconforming trattati con ormoni. Quanto dovremo aspettare? Intanto il bubbone sta scoppiando ovunque, dal Nord Europa all'Australia agli Stati Uniti, dove si comincia a parlare dei puberty blocker come di uno scandalo medico senza precedenti
La medicalizzazione di bambine e bambini che non si adeguano agli stereotipi di genere sarà il prossimo grande scandalo medico. Mentre in Italia è tutto ancora avvolto in un insopportabile silenzio -per quanto ancora le autorità sanitarie potranno fare finta di niente?- altrove il bubbone sta scoppiando. Ci siamo occupate più volte dello stop alla medicalizzazione di minori in paesi che sono stati pionieri nell’introdurre l’identità di genere, come Svezia, Finlandia, Australia. Oggi vi aggiorniamo sui recenti sviluppi in UK […]
Leggi ora
1 Maggio 2022
Lei è Giorgia
Utero in affitto, identità di genere, maternità: su molti temi le posizioni della leader che oggi guarda alla premiership coincidono con quelle del femminismo, snobbate dalla sinistra. Che fare di fronte a questa sfida? Il movimento delle donne può dialogare con la destra?
Giorgia Meloni potrebbe diventare la prima donna premier nel nostro Paese. Lei non nasconde più la sua ambizione e se di qui alla prossima primavera saprà fare le cose giuste -meglio: se non farà cose sbagliate- e se riuscirà a scampare alle raffiche del fuoco amico, non meno intenso e insidioso di quello nemico, potrà raggiungere il suo obiettivo, dovendo ringraziare solo se stessa oltre agli errori dei suoi avversari: nessuno l'ha cooptata -vedere qui- non ha capibastone a cui […]
Leggi ora
26 Aprile 2022
Trans-medicina: la nuova lobotomia
Secondo Lisa Michele il trattamento di minori sani con ormoni è "uno dei più grandi scandali medici della storia" e può essere paragonato alla lobotomia di 50 mila americani a metà del secolo scorso: in entrambi i casi, nessuna evidenza scientifica e gravi danni per i pazienti. Intanto nasce in Italia un sito di auto-aiuto per genitori di bambine e bambini con disforia di genere
Parlando di quello che definisce "uno dei più grandi scandali medici della storia americana" (e non solo americana, purtroppo: i trattamenti di cui parla si fanno anche in Italia) la femminista americana Lisa Michele,azzarda un paragone molto forte tra le terapie ormonali per le persone con disforia (specie le-i minori) e la pratica chirurgica della lobotomia, trattamento devastante molto in voga negli USA tra gli anni '40 e gli anni '60. Quella che leggerete è una trascrizione del video di […]
Leggi ora
22 Aprile 2022
Torna al Senato il ddl Zan. Tale e quale. E noi di nuovo pronte alla lotta. Tale e quale
Irriducibili, Zan e il PD tornano alla carica. Con lo stesso identico testo già caduto al Senato. Vero obiettivo, l'identità di genere e la formazione nelle scuole. E mentre gran parte dell'Occidente -dalla Gran Bretagna alla Svezia, alla Finlandia. all'Australia, alla Florida- arretra sul self-id dopo averne constatato i danni per donne, bambine e bambini, in Italia si intende importare questo prodotto scaduto
Guerra o non guerra, Covid o non Covid, la settimana prossima al Senato, presumibilmente mercoledì 27- il PD ripresenterà il ddl Zan. Tale e quale. Nessuna obiezione è stata considerata, né tanto meno discussa. L'identità di genere -è la cosa a cui si tiene di più, il vero architrave della legge- resta al centro, con la formazione nelle scuole e tutto il resto. Il mondo occidentale arretra dopo avere constatato i danni causati dall'autoidentificazione di genere e dal self-id, a […]
Leggi ora