In Italia il Pd sostiene l’identità di genere. In Spagna il Psoe la combatte<br /><span class='post-summary'>Due partiti "fratelli" divisi su un tema così sensibile: per i socialisti spagnoli l'identità di genere cancella le donne. Eppure con il matrimonio omosessuale la Spagna è più avanti dell'Italia sul fronte dei diritti Lgbt. Lettura consigliata ai dirigenti Pd. Soprattutto alle donne di quel partito</span>

In Italia il Pd sostiene l’identità di genere. In Spagna il Psoe la combatte
Due partiti "fratelli" divisi su un tema così sensibile: per i socialisti spagnoli l'identità di genere cancella le donne. Eppure con il matrimonio omosessuale la Spagna è più avanti dell'Italia sul fronte dei diritti Lgbt. Lettura consigliata ai dirigenti Pd. Soprattutto alle donne di quel partito

Condividi Articolo:

Il documento del Psoe contro l’identità di genere

ARGOMENTI CONTRO LE TEORIE CHE NEGANO LA REALTÀ DELLE DONNE

Il sesso è un fatto biologico e il genere è un costrutto sociale.

  • Il sesso è un fatto biologico. Si riferisce alle caratteristiche corporee, biologiche e fisiologiche, che definiscono e differenziano gli esseri umani come uomini e donne. Il sesso con cui le donne nascono determina il loro posto nel mondo, a partire dal quale si costruisce e delimita lo spazio che occupano e il modo in cui lo fanno. Determina i diritti e il grado di cittadinanza che hanno, e nei casi più estremi, anche il fatto di essere aggredite, molestate e uccise.
  • Il genere è la costruzione sociale del sesso biologico con cui si nasce. Vale a dire, l’insieme dei ruoli sociali e culturali, dei compiti, degli stereotipi… che sono assegnati a uomini e donne in modo differenziato e che modellano aspettative e opportunità. Il genere stabilisce la divisione sessuale del lavoro (produttivo per gli uomini e riproduttivo per le donne) e degli spazi (pubblici per gli uomini e privati per le donne), e implica una preponderanza del maschile rispetto al femminile.
  • Il genere è uno strumento analitico che viene ora utilizzato da determinati movimenti per sostituire il concetto stesso di sesso. Se il genere sostituisce il sesso, si offusca la situazione di disuguaglianza strutturale tra donne e uomini. È una categoria di analisi che implica l’oppressione, l’ineguaglianza e la subordinazione delle donne rispetto agli uomini. Per questo motivo, noi socialiste femministe chiediamo la sua abolizione per ottenere l’emancipazione delle donne.
  • Le donne sono uccise per essere nate donne, le bambine soffrono la mutilazione dei genitali; perché sono nate donne sono socialmente assegnate alla responsabilità della cura; perché nate donne vengono costrette a sposarsi o viene ridotta la loro volontà individuale, per essere nata donne viene loro negato il diritto di voto, gli si impedisce di accedere alle risorse e subiscono i più alti tassi di povertà o precarietà, ecc. Su questa disuguaglianza strutturale che il sesso suppone, si basa la discriminazione, la violenza sessista e l’assenza di pieno riconoscimento della cittadinanza delle donne e delle bambine.
  • Se si nega il sesso si nega la disuguaglianza che si misura e costruisce in base a questo fatto biologico.

La manipolazione interessata dell’“identità sessuale o di genere”.

  • L’identità sessuale è un termine consolidato che definisce come una persona si sente riguardo al proprio corpo e se esiste o meno una corrispondenza tra il sesso biologico con cui si nasce e quello con cui ci si sente identificati. Quando non è così, si tratta di ciò che si conosce come transessualità.
  • L’identità di genere, termine più recente, è indipendente dal sesso biologico e non presenta un disaccordo con esso, vale a dire, ci si può sentire donna con corpo da uomo, o viceversa.
  • Questi termini sono stati utilizzati in diversi ambiti: Legge 3/2007, del 15 marzo, che disciplina la registrazione della rettifica della menzione relativamente al sesso delle persone, parla di “identità di genere”. La sentenza della Corte costituzionale (99/2019, del 18 luglio 2019. Questione di incostituzionalità 1595-2016) parla indistintamente di “identità sessuale” e “identità di genere”. Allo stesso modo, le leggi delle comunità autonome in materia di parità di trattamento e non discriminazione, usano entrambi i termini. Appare nell’Unione Europea, nella stessa Convenzione di Istanbul, articolo 4.3 e la ONU Donne la include in molti dei suoi testi.
  • Sebbene i concetti di identità sessuale o identità di genere non siano rigorosamente gli stessi, sono stati utilizzati in modo indifferenziato in testi giuridici e altri documenti a livello nazionale e internazionale. Negli ultimi tempi si sta generando un uso interessato (da parte dell’attivismo queer), che sta guadagnando terreno negli spazi accademici e in alcuni movimenti sociali, intorno all’uso di entrambi i termini e con l’incorporazione di nuovi concetti ambigui. Le conseguenze della manipolazione confusa di tali termini stanno mettendo il concetto giuridico e il soggetto politico “donna” a rischio.
  • Pertanto, è importante distinguere tra il suo uso come condizione di non discriminazione e garanzia del libero sviluppo della personalità e dignità della persona e, d’altra parte, i risvolti giuridici che possono essere determinati dall’uso interessato di questi concetti, da parte di determinati gruppi che si sentono attaccati dalla parola “donna” e che pretendono persino che venga eliminata, negando così la realtà delle donne.
  • L’impegno del Partito Socialista verso le persone transessuali e la lotta per il raggiungimento dei loro diritti è insindacabile. Facciamo nostre le loro rivendicazioni a favore della piena considerazione dei loro diritti di cittadinanza e non discriminazione.
  • Non si tratta di mettere in dubbio se una persona si sente un uomo o una donna, indipendentemente dal sesso biologico o dall’aspetto fisico che desideri manifestare, ma come si traduce un sentimento e la sua espressione – soprattutto quando non è stabile nel tempo – al sistema legale e quali sono le implicazioni di farlo.
  • In che modo l’espressione passeggera di un sentimento è legalmente riconosciuta e accreditata? Il rispetto dei diritti individuali delle persone trans deve essere attuato nel quadro del principio di certezza del diritto.
  • Siamo contro le posizioni che difendono che i sentimenti, le espressioni e le manifestazioni della volontà delle persone abbiano automaticamente effetti giuridici completi. Il cosiddetto “diritto all’autodeterminazione dell’identità sessuale “o” diritto all’autodeterminazione sessuale” manca di razionalità legale.
  • Per avere pieni effetti giuridici, deve verificarsi una “situazione stabile di transessualità” debitamente accreditata, come stabilito dalla Legge 3/2007, del 15 marzo, che regola la rettifica della registrazione della menzione relativa al sesso delle persone e altre leggi regionali più recenti, relative ai diritti, alla parità di trattamento e alla non discriminazione verso la comunità LGBTI.

I rischi pratici delle teorie che cambiano la definizione di donna e negano la sua realtà.

Se è sufficiente che un uomo esprima in un certo momento che si sente donna, senza nessun’altra considerazione:

– Come influisce sulla raccolta di dati statistici? Le statistiche sono suddivise per sesso e sono essenziali per conoscere i problemi (disuguaglianza salariale e del lavoro, la femminilizzazione della povertà, il soffitto di cristallo, la violenza sessista…) e determinare le politiche pubbliche perché vengano affrontate.

– Come influisce la legge sulla violenza di genere? Potrebbe un uomo maltrattatore dire che si sente donna e quindi non poter essere giudicato per questo delitto?

– Come influisce sulle politiche di parità e rappresentazione equilibrata?

– In che modo influisce sull’accesso a risorse e servizi come i centri di accoglienza, i centri di detenzione?

– Come influisce sulla partecipazione a eventi e competizioni sportive?

Le donne non sono un’identità

  • Le donne non sono un’identità o un’essenza. Non costituiscono nessun collettivo. Le donne sono più della metà dell’umanità. Il sesso con cui nascono determina il loro posto nel mondo, in base allo stesso lo spazio che occupano e il modo in cui lo fanno è costruito e delimitato. Il sesso determina i diritti e il grado di cittadinanza su cui possono contare, e nei casi più estremi il sesso determina anche che possano vivere senza essere picchiate o uccise. Il femminismo combatte per la parità dei diritti delle donne e uomini, per la piena cittadinanza delle donne e per la loro emancipazione. Il soggetto politico del femminismo sono le donne.
  • La lotta alla discriminazione e le politiche di inclusione sono un obbligo per le democrazie. E non possono essere usati in modo illecito o come un alibi per minare le conquiste ottenute nell’uguaglianza tra donne e uomini. Come socialisti, difendiamo che tale uguaglianza e il rispetto per la diversità rendano le democrazie migliori.
  • L’attivismo queer oscura le donne come soggetti politici e giuridici, mettendo a rischio i diritti, le politiche pubbliche di uguaglianza tra donne e uomini e le conquiste del movimento femminista.
  • Dal Partito Socialista esprimiamo la nostra considerazione e rispetto verso le persone transessuali e il nostro impegno a fornire copertura e sicurezza legale alle loro esigenze.
  • Come socialiste difenderemo le posizioni femministe e le trasmetteremo ad iniziative legislative durante il periodo di elaborazione parlamentare.

Il documento originale qui

Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerete altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento. Se pensate che il nostro lavoro possa essere utile per la vostra vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.  

Potete inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE

CAUSALE OBBLIGATORIA: FEMINIST POST

IBAN: IT80C0200812914000104838541

Condividi Articolo:

Lascia un commento