Finlandia. Minori con disforia di genere, nuove linee guida: più aiuto psicologico, meno ormoni<br /><span class='post-summary'>Le terapie psicologiche, per anni stigmatizzate come terapie di conversione, in Finlandia tornano a essere la prima opzione per bambine-i con disforia di genere. Brusca frenata sugli ormoni ai minori in molti Paesi occidentali. E in Italia?</span>

Finlandia. Minori con disforia di genere, nuove linee guida: più aiuto psicologico, meno ormoni
Le terapie psicologiche, per anni stigmatizzate come terapie di conversione, in Finlandia tornano a essere la prima opzione per bambine-i con disforia di genere. Brusca frenata sugli ormoni ai minori in molti Paesi occidentali. E in Italia?

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Molte tra le nazioni pioniere nel trattamento ormonale di bambine-i per avviarli alla transizione stanno rivedendo le loro linee guida. In Svezia non si potranno più trattare farmacologicamente i minori di 16 anni, in UK, dopo l’importante sentenza sul caso Keira Bell -vedi qui– serve l’ok di un tribunale, in Finlandia si tornano a privilegiare i trattamenti psicoterapeutici, per approdare alla terapia ormonale solo come extrema ratio. In Italia l’uso dei bloccanti della pubertà su bambine-i è consentito con semplice diagnosi medica e senza l’intervento di un tribunale. Non si conoscono al momento i dati sul numero dei minori trattati. Presumibilmente, come nel resto dei Paesi occidentali, si tratta prevalentemente di bambine -7-8 casi su 10- che si identificano come maschi.

Ci sono molte differenze nelle linee guida finlandesi rispetto a come attualmente le cliniche canadesi stanno trattando la disforia di genere. In Canada, infatti, continua la pressione per “velocizzare” la transizione medica. La Finlandia, invece, promuove come prima linea d’azione interventi psicoterapeutici non invasivi. Nessun intervento chirurgico è permesso per minori sotto i 18 anni e la terapia ormonale si inizia solo se si accerta che “l’identitificazione nell’altro sesso è di natura permanente e causa grave disforia. Quando si decidono le misure di trattamento, ci si deve assicurare che la disforia associata all’identità di genere sia persistente da almeno da 2 anni e che la persona possa descrivere coerentemente come la disforia sia dannosa per sè nelle situazioni quotidiane, nella sua vita sociale o nella sua carriera professionale, causando una sofferenza significativa. Le misure di trattamento che modificano il corpo per essere più congruente con l’identità di genere della persona possono essere eseguite se la persona può ragionevolmente giustificarne la necessità ed è consapevole dei rischi associati.

Il “Council for Choices in Health Care” (COHERE Finland) – che lavora in collaborazione con il Ministero degli Affari Sociali e della Salute e che si occupa di emettere raccomandazioni sui servizi che dovrebbero essere inclusi nella sanità pubblica – è stato incaricato di creare un gruppo di esperti per valutare le linee guida cliniche riguardanti il trattamento medico per le persone con disforia di genere e la capacità delle persone di accedere al sistema sanitario finanziato pubblicamente per tale trattamento.

COHERE ha dichiarato che “il problema di salute è la disforia di genere, la variazione dell’identità di genere in quanto tale non è un problema di salute. La raccomandazione è focalizzata sul trattamento della disforia di genere e quindi anche la gravità della disforia è stata definita e anche i prerequisiti per essere in grado di diagnosticare la disforia di genere e per essere trattati. […] In Finlandia non abbiamo una legislazione che dia alla persona il diritto di decidere quali servizi può ottenere dall’assistenza sanitaria finanziata pubblicamente. Ci deve essere una base medica sia per la diagnosi che per il trattamento“. 

COHERE ha presentato tre report: il primo chiarisce i ruoli dei diversi fornitori di assistenza sanitaria in una situazione in cui un minore è incerto sulla sua identità di genere, il secondo report si concentra sul fornire raccomandazioni generali per il trattamento delle persone transgender adulte ed, infine, una terza pubblicazione da raccomandazioni per il trattamento della disforia di genere relativa alle persone non binarie e alle persone con identità di genere diverse da quelle di sesso opposto.

In tutti i report viene specificato che per migliorare l’allocazione appropriata delle risorse sanitarie e garantire la tempestività del processo diagnostico e di trattamento, qualsiasi valutazione del bisogno di assistenza psichiatrica e psicosociale, e qualsiasi trattamento ritenuto necessario, dovrebbe essere organizzato prima che la persona sia indirizzata alla clinica centralizzata di ricerca, in modo che il periodo di valutazione possa essere iniziato. È giustificato dal punto di vista medico inviare le persone alle cliniche di ricerca multiprofessionali dell’HUS (Helsinki University Hospital) e del TAYS (Tampere University Hospital) se soddisfano i seguenti criteri: la persona ha un conflitto di genere significativo e prolungato che causa una sofferenza identificabile in modo dannoso nelle situazioni quotidiane; la persona è stata sottoposta a diagnosi e trattamento di possibili sintomi psichiatrici concomitanti e la loro continuazione durante e dopo il trattamento, se necessario, è stata accertata; è confermato che la persona ha le condizioni psicologiche e una capacità funzionale sufficiente per una valutazione impegnativa.

Ci sono inoltre indicazioni specifiche sviluppate per il trattamento dei bambini: i trattamenti chirurgici non fanno parte dei metodi di trattamento della disforia causata dai conflitti di genere nei minori; l’inizio e il monitoraggio dei trattamenti ormonali devono essere centralizzati presso le cliniche di ricerca sull’identità di genere dell’HUS e del TAYS. Sulla base di un esame approfondito e caso per caso, l’inizio di interventi ormonali che modificano le caratteristiche sessuali può essere preso in considerazione prima che la persona abbia compiuto 18 anni solo se si può accertare che la sua identità come l’altro sesso è di natura permanente e causa una grave disforia. Inoltre, deve essere confermato che il giovane sia in grado di comprendere il significato dei trattamenti irreversibili e i benefici e gli svantaggi associati alla terapia ormonale a vita, e che non vi siano controindicazioni. Se un giovane (minorenne o maggiorenne) che soffre di ansia legata al genere ha sperimentato o sta sperimentando contemporaneamente sintomi psichiatrici che richiedono cure mediche specializzate, una valutazione dell’identità di genere può essere presa in considerazione se la necessità di tale valutazione continua dopo che gli altri sintomi psichiatrici sono cessati e lo sviluppo dell’adolescente procede normalmente.

Per coloro che non sono ancora entrati nella pubertà e hanno sperimentato sintomi di ansia persistente legata al conflitto di genere e/o all’identificazione come l’altro sesso, possono essere inviati per una visita di consultazione al gruppo di ricerca sull’identità di genere dei minori al TAYS o HUS. Se ad un bambino prima dell’inizio della pubertà viene diagnosticata un’esperienza persistente di identificazione come l’altro sesso e mostra sintomi di ansia legata al genere, che aumenta in gravità nella pubertà, il bambino può essere guidato all’inizio della pubertà al gruppo di ricerca sull’identità di genere dei minori al TAYS o HUS per una valutazione della necessità di un trattamento per sopprimere la pubertà. Sulla base di queste valutazioni, il trattamento di soppressione della pubertà può essere iniziato caso per caso, dopo un’attenta considerazione e appropriati esami diagnostici, se le indicazioni mediche per il trattamento sono presenti e non ci sono controindicazioni. I giovani che invece hanno già superato la pubertà possono essere inviati alla clinica di ricerca sull’identità di genere dei minori al TAYS o HUS per studi approfonditi sull’identità di genere se la variazione dell’identità di genere e la relativa disforia non riflettono la temporanea ricerca di identità tipica della fase di sviluppo dell’adolescenza e non si placano una volta che il giovane ha avuto l’opportunità di riflettere sulla sua identità, ma piuttosto la sua identità e lo sviluppo della personalità sembrano essere stabili.

Articolo originale qui, traduzione di Angela Tacchini

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