L’abolizione del genere ci renderà libere-i

L’abolizione del genere ci renderà libere-i

Condividi Articolo:

Un testo di Mujeres por l’Aboliciòn

Viviamo in una società patriarcale che si è mantenuta inalterata dalla preistoria ai giorni nostri, in cui è stata stabilita una gerarchia tra gli uomini, coloro che esercitano l’autorità; e le donne, coloro che sono soggette a tale autorità. Questo sistema gerarchico è un costrutto sociale, che è stato riprodotto nel corso della storia assegnando ruoli diversi nella società a donne e uomini: ruoli di genere. Queste convinzioni sono così radicate che abbiamo sostituito il sesso con il genere, nella nostra lingua, quando invece sono realtà diverse.

Il sesso è una realtà biologica. Nel regno animale ci sono due sessi: maschio e femmina. Il sesso è determinato da una coppia di cromosomi sessuali: nei mammiferi, le femmine hanno XX e i maschi hanno XY. Questi cromosomi determinano il sesso con cui nasciamo e le differenze di sesso tra maschi e femmine.

Nel caso della specie umana, le femmine sono chiamate donne e i maschi sono uomini. Poiché il sesso è determinato nella fecondazione, in base alla coppia di cromosomi sessuali che abbiamo ereditato, il sesso non viene scelto. Siamo nati uomini o donne casualmente e per natura.

D’altra parte, il genere non è una realtà biologica verificabile, ma è una costruzione sociale basata su una realtà biologica, il sesso.

Dal momento del concepimento speriamo di conoscere il sesso del feto per decidere di che colore dipingeremo la sua stanza, quali vestiti compreremo o che nome avrà. Quindi, quando nasci bambino, nasci nel mondo blu. Non ti mettono orecchini alla nascita e ti tagliano i capelli. I toni blu e scuri saranno i colori dei tuoi vestiti e dei tuoi giocattoli. Non sei sensibile e delicata come le ragazze, non è permesso piangere perché è un sintomo di debolezza: cose da ragazzina.

Invece, quando nasciamo ragazze, nasciamo nel mondo rosa. Ci lasciano i capelli lunghi, ci mettono gli orecchini, il rosa predomina nei nostri vestiti e giocattoli e siamo emotivamente educate in un modo diverso. Si ritiene che le ragazze siano più dolci e più sensibili.

LABOLIZIONE DEL GENERE CI RENDERALIBERE

Man mano che si cresce le donne adottano questo ruolo passivo nella società, i loro compiti sono riproduttivi, sessuali; e quelli dell’uomo sono di essere dominante e di prendere le decisioni per il controllo della società. Ecco perché siamo cresciuti fin dall’infanzia con questi ruoli di genere distintivi. Bambole per lei, macchine per lui. Impariamo che la maternità e la cura sono i nostri compiti mentre gli uomini imparano a essere i procacciatori da cui dipendiamo e quindi coloro che dirigono e controllano le nostre vite.

Il sesso è una realtà biologica e il genere è l’insieme di norme, credenze e modi di agire che sono nell’immaginario collettivo e vengono assegnati con l’educazione in base al sesso con cui si nasce.

Il sesso non è né buono né cattivo, è naturale ed è la forma di conservazione della specie. Il genere è la creazione del patriarcato al fine di sfruttare le donne in modo sessuale e riproduttivo, relegando il loro ruolo nella società alla sottomissione e all’inferiorità agli uomini. Il genere ha dato inizio al patriarcato ed è ciò che lo ha mantenuto fino ad oggi; ecco perché il genere è ciò che noi femministe vogliamo abolire per creare una società più giusta ed egualitaria in cui le donne siano uguali agli uomini e non subordinate.

E ora dobbiamo analizzare il punto più controverso delle differenze tra sesso e genere. Se non si sceglie il sesso, si può scegliere il genere che è una costruzione sociale? Sebbene sia vero che il genere è culturale, è predeterminato e assegnato al sesso con cui sei nato. Infatti, come abbiamo visto è stato creato proprio per differenziare le donne dagli uomini. Pertanto, non scegli il tuo genere, cioè non scegli l’insieme di ruoli che ti verranno assegnati dal momento in cui nasci. È determinato dal tuo sesso. Il genere ci opprime, costringendoci a vivere in un certo modo che non è sempre quello che vogliamo. Grazie alla lotta femminista, che ci sta rendendo sempre più libere, molte ragazze vogliono il colore blu e giocano a calcio e tanti ragazzi vogliono portare i capelli lunghi, dipingersi le unghie e giocare con le bambole. La società punisce con la discriminazione o addirittura l’esclusione sociale chi osa disobbedire ai ruoli patriarcali, ma che tu preferisca un “colore da ragazza” o abiti simili non ti rende una ragazza. I tuoi cromosomi sono ancora XY, il tuo sesso è ancora maschile, quello che ti ha dato la natura. E non importa quanto ti piacciano il rosa o le fasce per la testa, non cambierai il ruolo che ti è stato assegnato alla nascita in base al tuo sesso, il genere maschile. Il genere è molto più di un colore o di un vestito, è un ampio insieme di norme sociali che impari dal momento in cui nasci e che, sebbene indossi il rosa e glitter, il tuo ruolo sociale è quello del dominio.

Se le donne potessero scegliere il sesso, sceglieremmo tutte quello che è al di sotto dell’altro? Penso di no. Quello che succede è che il patriarcato, per aggrapparsi al suo potere, preferisce espandere le idee di identità di genere e creare ragazze e ragazzi transgender piuttosto che presumere che ragazze e ragazzi, donne e uomini, siano uguali.

(traduzione di Alessia Lento)

Condividi Articolo:

Lascia un commento