Vancouver: padre incarcerato per aver nominato al femminile la figlia adolescente in transizione

Vancouver: padre incarcerato per aver nominato al femminile la figlia adolescente in transizione

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Un fantasma si aggira per il mondo: l’identità di genere, impalpabile surrogato dell’anima in base al quale chiunque può decidere a quale genere appartenere indipendentemente dal sesso biologico. Una seconda nascita nel self-id che alimenta un business in crescita costante -una vera e propria produzione di persone T- i cui clienti sono sempre più spesso bambine e bambini indirizzate-i precocemente per questa strada e ormonizzati anche grazie al libero accesso della propaganda nelle scuole -per non parlare dei social network e di un martellamento mediatico senza precedenti, un esempio qui– e a legislazioni che consentono di esautorare i genitori. E perfino di sanzionarli fino al carcere quando provano a contrastare questo mainstream: la storia che raccontiamo oggi è esemplare.

La legge italiana contro l’omobitransfobia (legge Zan) già approvata alla Camera dovrebbe a breve riprendere il suo percorso al Senato. Non introduce il self-id ma potrebbe aprirgli la strada (è già pronta una proposta in questo senso) tenendo al suo centro proprio il concetto di identità di genere. Su una legge simile (Ley Trans) come qui abbiamo raccontato più volte, si sta battagliando in Spagna: tutto il femminismo è mobilitato contro e la maggioranza di governo è spaccata tra favorevoli (Podemos) e contrari (Psoe). Inoltre la legge Zan istituzionalizza la “formazione” Lgbtq+ nelle scuole.

La grande parte del femminismo italiano ha richiesto di sostituire il concetto di identità di genere, architrave della legge, con quello di transessualità (questione regolata dalla legge 164/82 e successive sentenze: la petizione qui) e ha più volte sollecitato un confronto con i firmatari della legge, confronto che è sempre stato negato.

L’incredibile vicenda che raccontiamo prospetta uno scenario con cui potremmo ritrovarci a fare i conti anche in Italia: ricordiamo che l’uso dei puberty blocker è già autorizzato e praticato da tempo nel nostro Paese, e che la platea interessata (soprattutto ragazze) cresce di giorno in giorno.

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Un padre canadese, che ha recentemente perso una battaglia in tribunale per impedire che alla figlia adolescente venisse somministrato il testosterone come parte della sua “transizione di genere”, è stato incarcerato a Vancouver per aver parlato pubblicamente del caso.

Robert Hoogland, che nel 2019 era stato condannato per violenza familiare per aver rifiutato di riferirsi a sua figlia come “lui” in privato e per aver messo in discussione la sua “identità di genere” percepita (misgendering) ha detto: “Supponiamo che tra cinque o dieci anni mia figlia decida di fare la detransizione (vedi qui) e ritornare donna (qui) e mi chieda: ‘perché non hai fatto niente per impedirlo? Perchè non hai combattuto per me, in quel momento?’”

Il Canada ha adottato con entusiasmo il curriculum SOGI (Sexual Orientation & Gender Identity) e ai bambini di tutte le età viene insegnato che hanno un’“identità di genere” che è più significativa del sesso biologico. Molte di queste attività didattiche sono nascoste ai genitori, e Hoogland ne è venuto a conoscenza solo quando ha visto che sua figlia veniva chiamata con un nome maschile nell’annuario della settima classe (la seconda media italiana). In accordo con la politica della scuola, il consulente scolastico aveva fatto fare alla bambina una “transizione sociale” all’insaputa dei genitori, e lei pensava a se stessa come un ragazzo dall’età di 11 anni.

La notizia che a dicembre 2020 l’Alta Corte del Regno Unito ha deliberato che i bambini sotto i 16 anni non possono dare il consenso ai bloccanti della pubertà e agli ormoni (caso Keira Bell) non è stata riportata dalla stampa mainstream in Canada. Invece la transizione dei bambini è presentata come un “diritto umano” e l’emittente pubblica CBC ha rinominato l’intervento di doppia mastectomia elettiva come chirurgia di ricostruzione del torace che afferma il genere”.

Le interviste rilasciate da Hoogland ai media canadesi, per le quali è stato condannato, sono state rimosse da YouTube (qui una versione piratata) e gli articoli che raccontano la notizia online sono di media inglesi (ad esempio qui ) e americani (qui).

Robert Hoogland con Cristophe Elston, picchiato dai transattivisti perché lotta contro i bloccanti della pubertà ai bambini (video qui)

Molte e molti canadesi hanno espresso sui social network la loro preoccupazione per la bambina perché in futuro potrebbe sentirsi responsabile di aver mandato suo padre in prigione e in bancarotta, e di avergli causato problemi. Non è la figlia che ha scelto di mandare Robert Hoogland in prigione, ma un sistema giudiziario al soldo della lobby dell’identità di genere. Recentemente è stato stabilito l’uso dei “pronomi preferiti” durante i processi, che potrebbe obbligare le donne a chiamare il loro stupratore “lei”. Inoltre è in preparazione una legislazione che criminalizzerebbe qualsiasi medico, terapeuta, genitore, ecc. che non afferma immediatamente l’identità di genere percepita di un bambino.

In Canada la dittatura dell’identità di genere ha raggiunto un potere schiacciante ed è in grado di scavalcare i diritti fondamentali dei genitori e la libertà di parola. Se crediamo che i genitori non abbiano a cuore gli interessi dei loro figli, come possiamo essere sicuri che li abbia a cuore l’industria della transizione?

Tania Alessandrini (traduzione di Maria Celeste)

Vancouver: father jailed for speaking out against his teenage daughter’s medical transition

March 24th, 2021

A ghost is roaming the world: gender identity, an intangible surrogate of the soul whereby anyone can decide which gender they are, regardless of biological sex. A rebirth in a new identity that feeds a constantly growing business, a veritable production line of the trans-identified, whose clients are more and more often little girls and boys. These children have been precociously led in this direction of experimental drugs and hormones by propaganda, widely disseminated in schools, not to mention social networks, unprecedented media hammering and legislation that deprives parents of their authority. And even punishes them with jail when they try to oppose this torrent: the story we are telling today is exemplary.

The Italian law against homophobia/transphobia (Zan law), already approved by the Chamber of Deputies, should soon resume its path in the Senate. It does not introduce self-id, but could pave the way for it (a proposal to this effect is already prepared), with the concept of gender identity at its core. On a similar law (Ley Trans), as we have reported several times here, there is a battle going on in Spain: all feminism is mobilised against it and the government majority is split between those in favour (Podemos) and those against (Psoe). In addition, the Zan law institutionalizes LGBTQ+ “education” in schools.

Many Italian feminists have demanded that the concept of gender identity, the lintel of the law, be replaced with that of transsexuality (a matter regulated by law 164/82 and subsequent rulings: the petition here) and have repeatedly called for open discussion with the signatories of the law, a discussion that has always been denied.

The unbelievable story that we are recounting is a situation that we could also have to deal with in Italy: we should remember that the use of puberty blockers has already been authorized and practised for some time in our country, and that the number of people affected (especially girls) is growing every day.

[Marina Terragni]

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A Canadian father, who recently lost a court battle to prevent his teenage daughter from getting life-altering testosterone injections as part of her “gender transition”, has now been jailed for speaking publicly about the case.

Robert Hoogland, who in 2019 was convicted of family violence for refusing to refer to his daughter as “he” in private and for questioning her perceived “gender identity” (misgendering) said, “Suppose in five or 10 years my daughter is detransitioning (see here) and asks me, ”Why didn’t you do anything to stop this? Why none of you stuck your neck out for me back then?'”

Because Canada has eagerly adopted the SOGI (Sexual Orientation & Gender Identity) curriculum, all grades and ages of children are taught that they have a gender identity, which is more significant than biological sex. Many of these resources and lessons are hidden from parents, and Hoogland only learned of them when he read in his daughter’s 7th grade yearbook that she was being called a male name. In accordance with school policy, the school counsellor had “socially transitioned” his daughter in secret, and she had been thinking of herself as a boy from the age of 11.

The news that in December 2020 the UK High Court ruled that children under 16 cannot give consent to puberty blockers and hormones (Keira Bell case) was not reported in the mainstream press in Canada. Instead, the transition of children is presented as a ‘human right’ and the public broadcaster CBC renamed the elective double mastectomy surgery as ‘gender-affirming chest reconstruction surgery’.

Hoogland’s interviews with Canadian media, for which he was convicted, have been removed from YouTube (a pirated version here) and the articles reporting the news online are from British (e.g. here) and American (here) media.

[Picture: Robert Hoogland with Cristophe Elston, beaten by transactivists for fighting against puberty blockers for children (video here) ]

Many Canadians have expressed their concern for the child on social media because in the future she might feel responsible for sending her dad to prison, for bankrupting him and causing him trouble. It wasn’t her choice to jail him, but a justice system in the pocket of the gender identity lobby. Recently, the use of ‘preferred pronouns’ during trials was established, which could force women to call their rapist ‘she’. In addition, legislation is in the pipeline that would criminalize any doctor, therapist, parent, etc. who does not immediately affirm a child’s perceived gender identity.

In Canada, the dictatorship of gender identity has achieved overwhelming power and is capable of overriding basic parental rights and free speech. If we believe that parents do not have their children’s best interests at heart, how can we be sure that the transition industry has them at heart?

Tania Alessandrini

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