Usa. Genitori fanno causa alle scuole che a loro insaputa incoraggiano le transizioni di bambine e bambini<br /><span class='post-summary'>Succede a Kettle Moraine (Wisconsin), dove il distretto scolastico incoraggia le-i minori "non conformi" ad adottare nome e pronomi dell'altro sesso senza informare i genitori. La posizione delle famiglie che rivendicano i propri diritti educativi -insieme a quella dei pediatri contrari alle "terapie" affermative di genere e delle atlete che contro i trans nei loro sport- avrà un peso notevole alle elezioni presidenziali: su questi temi Biden ha già perso la Virginia</span>

Usa. Genitori fanno causa alle scuole che a loro insaputa incoraggiano le transizioni di bambine e bambini
Succede a Kettle Moraine (Wisconsin), dove il distretto scolastico incoraggia le-i minori "non conformi" ad adottare nome e pronomi dell'altro sesso senza informare i genitori. La posizione delle famiglie che rivendicano i propri diritti educativi -insieme a quella dei pediatri contrari alle "terapie" affermative di genere e delle atlete che contro i trans nei loro sport- avrà un peso notevole alle elezioni presidenziali: su questi temi Biden ha già perso la Virginia

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Due gruppi di genitori hanno fatto causa al distretto scolastico di Kettle Moraine (Wisconsin) perché incoraggia gli studenti minorenni confusi riguardo alla loro “identità di genere” a cambiare nomi e pronomi a scuola senza il consenso dei genitori (carriera alias. Vedere qui).

La causa si aggiunge a quelle delle giovani atlete private di potenziali vittorie e borse di studio sportive per l’ammissione di maschi ‘trans-identificati’ nei loro sport (vedere qui) e dei pediatri minacciati di «discriminazione» se non avviano subito i giovani pazienti con disforia di genere a ormonizzazione e chirurgia (vedere qui).

La rabbia delle madri contro la dottrina Lgbtq nelle scuole è così diffusa da avere dato origine a un’organizzazione, Moms for Liberty, per monitorare le politiche sull’identita`di genere dei distretti scolastici, iniziativa che avrà probabilmente un peso politico alle prossime elezioni presidenziali (vedere qui).

I genitori del Wisconsin contestano al distretto scolastico -nel sistema americano, un organismo politico con numerosi poteri, tra cui quello legislativo- di aver “scavalcato i genitori riguardo a decisioni importanti sui loro figli”.

Tra i querelanti, i genitori di una ragazza di 12 anni che a scuola veniva chiamata con nome e pronomi maschili. Questo «nuovo nome» e il cambio dei pronomi di norma è il primo passo verso la medicalizzazione, che negli Stati Uniti viene avviata dopo una breve valutazione secondo il modello «affermativo» di “cura”, basato sul «consenso» dei minori (vedere qui). I genitori hanno deciso di ritirare la figlia da scuola per proteggerla e perché contrari alla gestione da parte del distretto scolastico di una situazione così situazione delicata.

Secondo i loro avvocati, la Costituzione degli Stati Uniti e quella dello stato del Wisconsin riconosce ai genitori il “diritto intrinseco di dirigere l’educazione e l’istruzione dei bambini sotto il loro controllo” e di essere i principali responsabili delle decisioni riguardo ai figli minori.

Maria Celeste


 

 

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