Uomini nelle carceri femminili: le lettere delle detenute californiane

Uomini nelle carceri femminili: le lettere delle detenute californiane

Condividi Articolo:

Vi avevamo già raccontato (vedere qui) dei quasi 300 detenuti californiani che stanno chiedendo di essere trasferiti nelle carceri femminili in base alla nuova legge del Senato, il SB132, che consente a chiunque “si identifichi” come donna -a prescindere dal fatto di avere genitali maschili- di scontare la pena fra le donne. L’applicazione della nuova norma sta sconquassando il sistema carcerario dello Stato americano e terrorizzando le detenute, costrette a condividere spazi angusti con sedicenti “donne”, talora sex offender che minacciano la loro sicurezza. I diritti degli uomini, transgender o meno, vengono sempre prima di quelli delle donne, e questa è una legge che non cambia mai. Qui le lettere, scritte su fogli di quaderno, di due detenute che chiedono di non dover subire questa pena ulteriore e ingiusta. Ecco l'”identità di genere” in azione.

_____________________________________________________________________________________________________________

Egregi presidente Durbin e senatore Grassley, il mio nome è Amie Ichicawa.

Sono la fondatrice della organizzazione no profit Woman II Woman e rappresento 1300 detenute ed ex-detenute della California. Scrivo per evidenziare che se passerà l’Equality Act metterà in pericolo non solo le donne detenute, ma tutte le donne a livello nazionale. Lo so perché sono stata in prigione e quello che sta succedendo nelle prigioni della California come risultato del SB132, la legge del Senato “The Transgender Respect, Agency, and Dignity Act” che è la versione a livello carcerario dell’Equality Act. 

Ciò che stanno già sperimentando le donne nelle prigioni statali è lo state estendendo a livello nazionale. Le scappatoie per aggirare la legge si nascondono dietro un linguaggio ingannevole, ma sono alla luce del sole per chiunque cerchi di manipolarla in modo da avere accesso diretto a possibili vittime.

A prima vista sembrano misure importanti e progressiste per il sistema carcerario. Chi vuole negare a qualcuno rispetto e uguaglianza? Le stesse persone che hanno scritto queste leggi, senza considerare minimamente una delle parti più dimenticate e facilmente sacrificabili della società americana – le donne detenute. Ai transgender incarcerati e alle persone di genere non conforme vengono chiesti pronomi e titoli all’ingresso. Quando io sono stata registrata in prigione mi è stato detto che ero semplicemente X37739. Adesso loro possono scegliere dove stare: “Concedere celle singole, ospitare la persona con un’altra a sua scelta, o spostare chi rappresenta una minaccia dai luoghi da cui potrebbe accedere alla persona che ha espresso preoccupazioni per la propria sicurezza”. 

In questo modo i predatori dentro il sistema carcerario hanno accesso diretto a chi ha espresso problemi di sicurezza, la donna, le cui migliaia di preoccupazioni sono ignorate. Tutte in carcere si trovano faccia a faccia col pericolo ogni giorno. Questa non è uguaglianza. Le richieste di trasferimento si stanno accumulando e nessuna di queste riguarda uomini transgender che vogliono andare in un carcere maschile. Le richieste non possono essere rifiutate per non attuare discriminazioni che riguardano: 1. l’anatomia della persona detenuta, inclusi -ma non limitata a -i suoi genitali o altre caratteristiche fisiche 2. l’orientamento sessuale della persona detenuta.
Questo significa che un uomo che potenzialmente manipola il sistema presentandosi come persona non binaria o di genere non conforme ha tutto il diritto di scontare la sua pena in un carcere femminile. Mentre state leggendo c’è uno stupratore violento e seriale in un carcere della California che ha completamente smesso la terapia ormonale e vive apertamente da uomo in una struttura femminile. Persino uno stupratore violento merita più diritti e più considerazione per la sua sicurezza della comunità delle detenute. 

La maggior parte delle donne detenute soffrono di PTSD, post traumatic stress disorder, hanno una lunga storia di abusi fisici, sessuali e mentali oltre ad aver avuto relazioni che le hanno danneggiate. Queste donne non solo stanno scontando le pene che gli sono state inflitte, ma anche la pena aggiuntiva di vivere costantemente nella paura che uno dei nuovi compagni di cella possa essere una di quelle persone che abusa della nuova legge.

Il carcere femminile ha un layout completamente diverso da quello maschile. Nel braccio femminile le donne sono ospitate in unità con quattro corridoi. Ogni corridoio ha 8 stanze. Ogni stanza ha 4 letti a castello, un wc, due lavabi e una doccia. Wc e docce non hanno porte. Ci sono dei divisori che coprono solo la parte centrale del corpo lasciando scoperti sotto e sopra.  Ci si fa la doccia e ovviamente si va in bagno in cella. Non c’è modo di evitare di esporsi ai compagni di cella che se ne abbia o meno l’intenzione. Ci sono  celle da due persone con docce alla fine di ciascun corridoio. I wc sono alla testa del letto. Non c’è nessuna separazione tra letto e wc. Sommare a queste condizioni già di per sé dure altre attività quotidiane come fare una doccia alla presenza di qualcuno con genitali diversi è un’enorme omissione da parte dei legislatori per la sicurezza e della salute mentale delle donne.

Le carceri hanno raggiunto la capienza massima. Ci sono atti che dimostrano che nel 2020 il carcere femminile della California funzionava al 131,7% della capacità. Questa è una forma di punizione aggiuntiva, un’assoluta e intenzionale indifferenza nei confronti delle donne. Il mio team riceve nuove informazioni ogni giorno da donne che hanno completamente perso fiducia nel sistema, che vivono nella paura e che si chiedono come potranno difendersi quando le cose si metteranno male. Si sentono tradite perché non sono state coinvolte nelle discussioni e nei sondaggi sul SB132. Le donne sono escluse dalla protezione promessa dal Department of Corrections con le formule verbose usate dal SB132 che rispecchia l’Equality Act. 

Ciò che sta accadendo nelle carceri femminili della California è la cancellazione dei diritti delle donne. Si comincia dal livello più basso della società rimuovendo i diritti delle donne che sono state dimenticate. Questo è ciò che succederà nell’intero stato quando la legge passerà così come è. 

Grazie per l’attenzione e l’opportunità di condividere le preoccupazioni della mia comunità e di dare voce a chi non ne ha. Vi prego di leggere le lettere allegate A e B di donne detenute che spiegano cosa sta succedendo a causa della legge.
Con rispetto, Amie Ichicawa Fondatrice di Woman II Woman

LETTERA A

Il mio nome è Danielle F., sono detenuta nel CIW (California Institution for Women). Non condivido la legge 132 del Senato scritta dal senatore Scott Weiner e firmata irresponsabilmente dal governatore Newson. Non la condivido. Ho paura di questa cosa. Sono una vittima di violenza domestica e stupro. Che succederà se uno di questi sex offenders che hanno il pene ci violenta? Chiedo che vengano fatte delle revisioni al SB132 che rispondano a queste serie preoccupazioni sulla sicurezza. Grazie per il vostro tempo.

Cordialmente, Danielle F, 1822

LETTERA B
A chi di competenza
Il mio nome è Heather Knauff, WF 7697. Sono detenuta nel CWI. Non sono d’accordo con la legge del Senato 132 scritta dal senatore Scott Weiner e firmata irresponsabilmente dal Governatore Newson che dice che la legge supporterà la comunità CDCR di detenuti transgender, non binari e intersex. Questo permetterà ai sex offenders di sfruttare le donne che sono svantaggiate fisicamente rispetto agli uomini. Condividiamo degli spazi molto ristretti cioè con privacy e protezione limitata. Permettere questo è oltraggioso e non etico. Ci sono già uomini che sono diventati donne che sono tornate a essere uomini per sfruttare questo sistema debole che abbandona la popolazione delle donne già svantaggiate a soffrire ancora di più a causa dei sex offender.

Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerete altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento. Se pensate che il nostro lavoro possa essere utile per la vostra vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.  

Potete inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE

CAUSALE OBBLIGATORIA: FEMINIST POST

IBAN: IT80C0200812914000104838541

Condividi Articolo:

Lascia un commento