UK come Canada e California: corpi maschili nelle carceri femminili. Lo ribadisce la Camera dei Lord<br /><span class='post-summary'>Basta l'autoidentificazione per chiedere di essere detenuti insieme alle donne. "Il mondo è impazzito?"  ha contestato la pari Claire Fox di Buckley. "Come possiamo parlare di lotta alla violenza sulle donne se consentiamo questo?". Ma il governo non intende cambiare idea</span>

UK come Canada e California: corpi maschili nelle carceri femminili. Lo ribadisce la Camera dei Lord
Basta l'autoidentificazione per chiedere di essere detenuti insieme alle donne. "Il mondo è impazzito?" ha contestato la pari Claire Fox di Buckley. "Come possiamo parlare di lotta alla violenza sulle donne se consentiamo questo?". Ma il governo non intende cambiare idea

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Uk. I detenuti con corpo maschile che “si auto-identificano” come donne potranno continuare ad essere alloggiati in carceri femminili. Lo ha ribadito la Camera dei Lord.

Alcuni mesi fa l’Alta Corte aveva già confermato la legalità della pratica: condannati con corpo maschile possono essere detenuti insieme alle donne“indipendentemente dal fatto che abbiano adottato misure legali o mediche per acquisire il loro nuovo genere”, quindi sulla base di una libera autodichiarazione.

Il sottosegretario alla giustizia, il Tory Lord Wolfson di Tredegar, ha respinto l’ipotesi che le donne si trovino a condividere i loro alloggi con stupratori e sex-offender, sostenendo che ogni richiesta viene attentamente valutata (ma quello che accade nelle carceri femminili canadesi racconta ben altra realtà: vedere qui)

L’ex ministro degli Interni Tory Lord Blencathra ha dichiarato: “Non sono uno di quelli che crede che le donne non dovrebbero essere mandate in prigione. Quando il crimine lo giustifica, le donne devono andare in prigione ed essere punite. Ma quella punizione non dovrebbe includere la minaccia di violenza da parte di stupratori brutali che hanno deciso di identificarsi come donne e di chiedere di essere mandati in un’unità femminile. Le carceri femminili sono attualmente gestite come istituti di sesso misto. Questo perché le politiche del Ministero della Giustizia consentono ai prigionieri di sesso maschile che si identificano come transgender e soddisfano determinati criteri di essere assegnati al carcere femminile e detenuti insieme a donne vulnerabili“. E ha concluso: “Il Ministero della Giustizia può agire legalmente, ma non agisce in modo decente né fa il suo dovere di proteggere le donne“.

L’ex-eurodeputata del Brexit Party baronessa Fox di Buckley ha aggiunto: “Quando parlo in pubblico e dico che la politica del Ministero della Giustizia consente ai prigionieri di sesso maschile di essere ospitati in un carcere femminile in base all’identità di genere autodichiarata … chi ascolta è atterrito. Della serie: ‘Il mondo è impazzito?’. E ha concluso: “Non ha davvero senso che il governo spenda tante parole e concepisca strategie contro la violenza su ragazze e donne se non ha scrupoli nel permettere a stupratori di condividere gli stessi alloggi di donne vulnerabili in carcere. Donne che, diciamolo, non possono andarsene, non possono scappare, perché sono rinchiuse dallo Stato».

Lord Wolfson ha replicato: “La nostra politica non è guidata dall’ideologia, ma dal rispetto della legge del Paese e dal l’intento di proteggere tutti i prigionieri. Il mondo non è impazzito. È un grave errore ritenere che il governo non abbia ‘scrupoli’ nel lasciare che stupratori condividano gli alloggi con le donne. La nostra politica è che i prigionieri transgender vengano assegnati a una prigione corrispondente al loro genere legale, ma si può decidere diversamente laddove questo costituisse un rischio per gli altri detenuti“.

Marina Terragni

articolo integrale qui

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