Olimpiadi di Tokyo: corpi di uomini negli sport femminili. Il primo è Laurel Hubbard<br /><span class='post-summary'>Atleta mediocre nel sollevamento pesi maschile, Hubbard ovviamente stravince nella categoria femminile. Crescono le proteste, ma altri quattro atleti T si preparano per Tokyo</span>

Olimpiadi di Tokyo: corpi di uomini negli sport femminili. Il primo è Laurel Hubbard
Atleta mediocre nel sollevamento pesi maschile, Hubbard ovviamente stravince nella categoria femminile. Crescono le proteste, ma altri quattro atleti T si preparano per Tokyo

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In seguito alla cancellazione delle ultime gare di qualificazione per le Olimpiadi di Tokyo le pagine sportive riportano che Laurel Hubbard (Nuova Zelanda) potrebbe diventare il primo atleta transgender a qualificarsi per le Olimpiadi di Tokio.

Hubbard, figlio dell’industriale e attuale sindaco di Auckland Dick Hubbard, fino a 34 anni ha praticato il sollevamento pesi con risultati mediocri nella categoria maschile come Gavin Hubbard, nel 2013 ha intrapreso una “transizione di genere” ed è stato ammesso nella categoria femminile dei super-massimi.

Nel 2019 le sue vittorie ai Giochi del Pacifico di Samoa causarono indignazione anche perché Hubbard rubò il podio a una delle atlete favorite che giocavano in casa, Feagaiga Stowers e Iuniarra Sipaia. In quell’occasione il primo ministro Tuilaepa Sailele Malielegaoi dichiarò: “Non importa come guardiamo la questione, è un uomo ed è oltraggioso che questo sia stato permesso in primo luogo”.

Non sfuggì a Malielegaoi che l’ammissione alle gare femminili in base al livello di testosterone è un esempio di come gli organismi sportivi internazionali stabiliscono regole che beneficiano i paesi ricchi e le élite degli sport. L’identità di genere percepita ha permesso a Hubbard, ricco uomo bianco, di salire sul podio al posto di una donna indigena che si era allenata tra grandi difficoltà per quella gara. La stessa cosa potrebbe succedere alle Olimpiadi, di fatto una delle poche occasioni in cui i paesi del sud del mondo possono sfidare e battere i paesi più ricchi sul piano dei meriti atletici.

Il “caso Hubbard” ha suscitato le proteste delle donne, alle quali però viene messo il bavaglio: l’ex sollevatrice di pesi olimpica neozelandese Tracey Lambrechs ha rivelato a Reuters che alle atlete donne viene detto di “stare zitte” quando mettono in dubbio la correttezza della decisione di ammettere Hubbard alle competizioni femminili.

Tale sorte non tocca però agli uomini. L’ex lunghista britannico Chris Tomlinson, che ha partecipato a tre Olimpiadi, è intervenuto pubblicamente su Hubbard: “I vantaggi fisici che gli uomini hanno sulle donne nello sport sono vicini al 10%. Lo sport femminile sarà rovinato e le giovani ragazze (nate femmine) non avranno mai una possibilità. Che vergogna”.

Recentemente anche Caitlyn Jenner, campione olimpico di decathlon nel 1976 come Bruce e dal 2015 “donna trans” attualmente candidata a governatore della California per il partito repubblicano, ha rilasciato una dichiarazione a riguardo: “Mi oppongo all’ammissione dei ragazzi trans dal corpo maschile negli sport femminili. È una questione di correttezza. Semplicemente non è giusto. Dobbiamo proteggere gli sport femminili nelle nostre scuole”.

I nominativi dei partecipanti alle Olimpiadi saranno annunciati il 5 luglio, e tra loro ci potrebbero essere almeno quattro atleti transgender, tutti uomini che sono stati ammessi dal Comitato Olimpico come donne, senza prestare ascolto alle richieste delle atlete e delle organizzazioni femminili. Per ognuno di loro che gareggerà diverse donne verranno private dell’opportunità di competere alla pari sul merito atletico. Le Olimpiadi di Tokyo, che avrebbero dovuto mostrare al mondo la ripresa del Giappone dopo il terremoto e disastro nucleare di Fukushima del 2011, rischiano invece di passare alla storia per questa enorme ingiustizia inflitta alle donne di tutto il mondo.

Maria Celeste

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