Montagne di soldi per la Lobby Trans<br /><span class='post-summary'>Qui i rendiconti delle centinaia di migliaia di dollari erogati dall'ente di beneficenza Arcus ai movimenti LGBTQ per sostenere l'identità di genere. Lettura consigliata soprattutto a quelle-i che credono che si tratti di una battaglia di sinistra</span>

Montagne di soldi per la Lobby Trans
Qui i rendiconti delle centinaia di migliaia di dollari erogati dall'ente di beneficenza Arcus ai movimenti LGBTQ per sostenere l'identità di genere. Lettura consigliata soprattutto a quelle-i che credono che si tratti di una battaglia di sinistra

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La Fondazione Arcus è un grande ente di beneficenza che sostiene la causa Lgbtq, le questioni di giustizia sociale e la conservazione dell’ambiente. Arcus è fortemente coinvolta nel sostegno attivo all’ideologia transgender. In questi articoli di Jennifer Bilek potrete saperne di più: vedere qui e qui. Se volete verificare chi sono i beneficiari di Arcus, l’elenco lo trovate qui. Tra il 2016 e l’aprile 2021 Arcus ha investito quasi 74 milioni di dollari in promozione della giustizia sociale. La maggior parte di questi beneficiari avevano a che vedere con l’ideologia dell’identità di genere.

Molti tra i beneficiari di Arcus hanno a loro volta erogato sovvenzioni: se un Paese non figura tra i destinatari diretti dei fondi, potrebbe avere ricevuto denaro indirettamente. In molti casi si apprlica la tattica del teaming forzato -fare forzosamente squadra-. Capita per esempio quando sostenitori dell’ideologia trans fingono un’alleanza e una causa comune con movimenti più affermati, allo scopo di sfruttare la loro reputazione. Il caso più frequente è l’alleanza con gruppi che sostengono i diritti gay. Per esempio Arcus ha donato 142.000 di dollari a Stonewall (ex-ente di beneficenza per i diritti dei gay nel Regno Unito). Questo è accaduto appena prima che Stonewall aggiungesse la T a LGB e ampliasse il suo mandato per coprire le questioni transgender. Sono stati erogati anche altri 42.000 dollari per sostenere un progetto chiamato “Rainbow Laces” finalizzato a portare le persone LGBTQ nello sport.

Arcus ha anche erogato a Stonewall 75.000 di dollari perché partecipasse tavole rotonde per convincere il business a sostenere la causa LGBTQ dipingendola come “una buona strategia commerciale”.

Potrebbe sembrare che Stonewall abbia cambiato strada in direzione dell’identità di genere, perché la battaglia per i diritti Lgbt nel Regno Unito era stata vinta. Non sono d’accordo.  L’omofobia che danneggia i giovani gay non è sparita. Forse non era più una causa così vantaggiosa economicamente, ma si sarebbe potuto fare ancora un buon lavoro nel Regno Unito. Su sarebbe potuto anche fare una campagna a favore dei diritti dei gay e delle lesbiche all’estero. Si sarebbe potuto lavorare per fermare gli orrendi abusi contro i gay e le lesbiche in Iran, dove non vengono accettati come omosessuali ma possono ottenere l’intervento chirurgico se accettano l’identità trans. Invece Stonewall ha optato per un percorso più redditizio. Sembra che ai pezzi grossi dell’organizzazione non sia venuto in mente che lottare per difendere l’orientamento omosessuale comporta il riconoscimento che il sesso è una realtà materiale. L’ideologia transgender invece nega la realtà del sesso e quindi l’attrazione basata sul sesso. Questo è uno dei tanti conflitti tra i diritti trans e quelli degli omosessuali.

Ma torniamo alla Fondazione Arcus: guardando nel dettaglio questi progetti è raro trovarne uno che si concentri esclusivamente sull’orientamento sessuale. Al contrario, compaiono somme considerevoli spese esclusivamente per questioni “transgender”, oltre 9 milioni di dollari.

È interessante notare che se cercate la menzione di progetti specifici per “transmen” non ne troverete nessuno. Tuttavia, alcuni dei progetti specificano l’attenzione alle “Transwomen”, di solito Transwomen di colore. I “transmen” tendono ad essere utilizzatI quando sono incinte o quando rendono facile argomentare contro i diritti basati sul sesso delle donne biologiche. L’omissione di qualsiasi progetto specifico mirato ai bisogni dei “transmen” grida: “buon vecchio sessismo!”. Un’altra tattica è stata unirsi alle donne che lottano per la giustizia riproduttiva. La lotta delle donne per controllare la loro fertilità viene dirottata dalle organizzazioni trans che agganciano il loro vagone a queste campagne di lunga durata.

Un’altra sorpresa è la percentuale che va alle organizzazioni religiose, compresi i cristiani evangelici e le organizzazioni musulmane. La prossima volta che qualcuno vi dice che siete alleate con gruppi religiosi, ecco uno screenshot da condividere! Più di 10 milioni e mezzo di dollari ad organizzazioni religiose.

Organizzazioni da cui non ci si aspetterebbero opinioni liberali e progressiste sull’omosessualità o sull’identità di genere. Piuttosto molte tra queste, negli Stati Uniti, erano organizzazioni cristiane evangeliche profondamente coinvolte nel sostegno a Trump. Un paio di esempi appaiono qui sotto da Atlanta a Georgia e Texas

Troverete altri esempi di “teaming forzato” tra le sovvenzioni incentrate sulla giustizia razziale o per i senza fissa dimora. Ci sono anche molte sovvenzioni a organizzazioni che si occupano di contenziosi strategici nell’area delle organizzazioni LGBTQ o esclusivamente “transgender”. Alcuni progetti sono finalizzati a educare/fare lobbying -coinvolgere- i dipendenti delle Nazioni Unite.

Molte delle entrate parlano anche di finanziamenti per creare movimenti dal basso. Qualcuno dovrebbe spiegare che i movimenti dal basso crescono spontaneamente. Quando si investono milioni di dollari per fare crescere un movimento si tratta di un’erba artificiale, non in un movimento di base.

Anche la narrazione dei media è oggetto di un’abile manipolazione. Queste sono le organizzazioni coinvolte nel giornalismo o nella produzione di film documentari che stanno ricevendo denaro da Arcus. Lo scopo esplicito è quello di assicurarsi che la copertura mediatica sia modellata dalla Lobby Trans.

Ecco un esempio di come vengono descritte queste sovvenzioni: Per “assicurare che la copertura sia neutrale o positiva”. E per organizzarsi a essere pronti nel rispondere a qualsiasi copertura mediatica negativa. Giornalismo o patrocinio?

Come molte di noi stanno cercando di far notare ai gruppi della sinistra radicale che urlano “le trans sono donne” o altri mantra senza senso, e soprattutto alle femministe di sinistra: siete oggetto di una manipolazione da parte di miliardari. Questo non è un movimento di base, è un progetto di élite, vengono investiti moltissimi soldi per promuovere una condizione corporea dissociativa che ci slega dai nostri corpi sessuati.

tutto l’articolo di Gendercriticalwoman potete leggerlo qui

traduzione di Sara Punzo e Marina Terragni

DIVERSAMENTE DALLA LOBBY TRANS, NOI LOTTIAMO A MANI NUDE E SENZA SOLDI

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