Lo scandaloso 8 marzo transfemminista: fuori il sistema prostituente dal femminismo! Non Una di Meno si liberi da parassiti e sfruttatori. O le ragazze si liberino da Non Una di Meno
Ieri a Firenze, manifestazione di Non Una di Meno

Lo scandaloso 8 marzo transfemminista: fuori il sistema prostituente dal femminismo! Non Una di Meno si liberi da parassiti e sfruttatori. O le ragazze si liberino da Non Una di Meno

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Ieri a Firenze nel corso della manifestazione per 8 marzo alcune giovani femministe radicali che protestavano contro il sistema prostituente e a favore del modello abolizionista nordico sono state attaccate da un gruppo di attiviste di Non Una di Meno che ha strappato i loro cartelli.

Nel commando anche un uomo che aveva parlato nel corso della manifestazione (guardate qui) e che le ragazze indicano in questa persona.

Non una di Meno è invasa da uomini che portano avanti i loro interessi di prostituti e di prostitutori. Da tempo Nudm chiede l’abolizione della legge Merlin e la decriminalizzazione del reato di sfruttamento, ma la gran parte delle ragazze che aderiscono con sincero slancio a questo movimento non ne sono consapevoli.

Anche la Casa Internazionale delle Donne di Roma milita contro l’abolizionismo e per la regolarizzazione dello stupro a pagamento che è la prostituzione. Anche qui molte donne, perfino tra le pioniere fondatrici, non sono consapevoli di quello che accade o fingono di non sapere, lasciando le redini alle “trasfemministe” di Non Una di Meno.

Questo non è femminismo. E’ molto difficile spiegare alle femministe del resto del mondo che Nudm-Italia è invasa da uomini che difendono la prostituzione, alleati ideali dei misogini di destra che ne chiedono la regolarizzazione a vantaggio degli sfruttatori e di quei torturatori di donne detti clienti. Le giovani attiviste di Nudm dovrebbero prendere coscienza del problema ed espellere una volta per tutte dalle loro file questi parassiti, o il loro femminismo sarà sempre meno credibile.

Qui, 8 marzo 2019 a Milano, vedete il travestito Efe Bal testimonial del libero “sex work” alla manifestazione di Non Una di Meno per le ragazze delle scuole superiori, 14-19 anni.

Purtroppo il transfemminismo è molto aggressivo e fa scuola: ieri si sono verificati episodi simili in Francia. Nelle manifestazioni di Tours, Montpellier, Paris le sopravvissute di prostituzione e le femministe abolizioniste sono state zittite, intimidite, insultate, minacciate, aggredite e i loro cartelli sono stati strappati

Qui un’attivista francese racconta delle aggressioni subite a Julie Bindel.

Anche a Barcellona le femministe radicali sono state aggredite dalle libfem transfemministe in difesa del libero “sex work”.

I prostitutori stanno inquinando il femminismo in tutta Europa. Le donne e le ragazze devono liberarsi di loro e del transfemminismo.

La redazione di Feminist Post

Aggiornamento 10 marzo 2021:

Ecco la rivendicazione delirante dell’aggressione di Firenze. Ragazze per favore rendetevi conto di come vi stanno usando

La Magnifica Occupata casa delle Donne tfq

23 h  · SEBBEN CHE SIAM PUTTANE PAROLA NOI PRENDIAMOl’8 marzo è un giorno transfemminista di lotta contro la violenza maschile sulle donne.E’ un giorno di lotta, di festa tra di noi, ma anche di rabbia pensando a chi non può essere nelle piazze con noi per colpa della violenza maschile. L’8 marzo scendiamo in piazza anche noi magni*fiche, al fianco di nudm, come donne, come casa delle donne*, ma anche come froce, come transfemministe. Ma scendiamo in piazza anche con una componente della nostra assemblea che ci tiene a prendere parola riguardo dei fatti mistificati da 3 persone che non ci vergogniamo a definire fasciste. Perchè nella nostra assemblea ci sono anche compagnx sex workers. Durante la manifestazione in piazza è apparso un cartello a opera di 3 persone con scritto “prostituzione= stupro a pagamento”, che ha destato la rabbia di alcune persone sex workers presenti in piazza. Essendo l’8 marzo per noi una piazza transfemminista, è chiaro che quel cartello in piazza non ci dovesse stare. Seppur due compagne sex workers hanno provato a tentare di arrivare col dialogo alla rimozione del cartello, non è stato possibile per via di queste figure. Abbiamo quindi scelto di strappare il cartello ribadendo che il dialogo lo teniamo fino a un certo punto. Queste soggette oggi millantano un’aggressione, un attacco alla libertà di opinione, accusano di fascismo persino le compagne di nonunadimeno firenze. Ebbene chiariamo da subito che la libertà di opinione non è la libertà di spargere schifezze stigmatizzanti e fasciste. Come sex workers noi non ci sentiamo stuprate, ci sentiamo autodeterminate. Autodeterminate come sex workers a combattere la tratta così come tutto il sistema capitalista. Il lavoro salariato è sempre sfruttamento. Ma come vendere il nostro corpo, che sia in una forma di precariato a vita, 8 ore in fabbrica per 6 euro l’ora, o vendendo prestazioni sessuali, è una cosa che decidiamo noi con i nostri corpi e nessun altro. Per noi l’8 marzo è anche significativo per la presa di parola. Presa di parola di donne*, persone lgbtqia+ e anche noi puttane. Che persone non sex workers si arroghino il diritto di dire cosa sia il sex work in pubblica piazza chiamandoci vittime inconsapevoli, persone stuprate a pagamento e altre idiozie non lo accettiamo. La prostituzione non è la tratta e la tratta non è la prostituzione. Che queste soggette accusino compagne sex workers e nonunadimeno di un’aggressione violenta è vergognoso.Violento è parlare per noi, è stigmatizzarci, è volerci criminalizzare. Violento è insultare in maniera transfobica dellx compagnx, urlare che noi siamo amiche di stupratori e papponi. Violento è chiamarci serve del patriarcato in quanto sex workers. Siamo puttane e nel nostro esserlo ci rivendichiamo politicamente una lotta per la libertà e la sicurezza ad essere puttane. Lottiamo contro la tratta e festeggiamo ad ogni pappone morto, mentre queste soggette che urlano di legalizzare il modello nordico di criminalizzazione dei clienti sono loro che spingono per metterci meno in sicurezza e farci rischiare la pelle ancora di più. Non siamo vittime inconsapevoli di un sistema, siamo sex workers femministe e autodeterminate, ben conscie di odiare il lavoro salariato in ogni sua forma, ma altrettanto conscie che il problema è il capitalismo, e che finché esisterà, almeno il prezzo a cui vendere i nostri corpi vogliamo deciderlo NOI!Prendiamo parola contro queste vili fasciste transfobiche e swerf (sex workers excludent “radical feminists”), ribadendo che siam puttane antifasciste, anti transfobiche e transfemministe, e rispediamo alle mittenti tutte le accuse. La piazza di ieri era transfemminista e l’ha ribadito gioendo alla distruzione di quel cartello infame! Chi esclude le identità trans, chi attacca lx sex workers NON E’ FEMMINISTA, e lo ribadiamo. C’è una palese differenza tra femminismo e “donnismo” becero, bigotto e moralista!SEBBEN CHE SIAM PUTTANE PAURA NON ABBIAMO! FUORI LE SWERF E LE FART DALLE PIAZZE TRANSFEMMINISTE!Riportiamo il post di una di queste simpaticone per ribadire quanto il vittimismo stile fascista del “prima discriminiamo poi ci lamentiamo se ci offendono” sia una pratica sempre comune tra chi strizza gli occhi al bigottismo, al moralismo e alle idee fasciste.Ombre RosseNon Una Di Meno Firenze

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