Il 19 maggio il Parlamento tedesco discute la legge sull’identità di genere: la lobby all’attacco ovunque<br /><span class='post-summary'>Sostenuta da Die Grünen (Verdi), FDP e Die Linke (Partito Socialista) arriva al Bundestag la proposta di legge che introduce l'autocertificazione di genere. Per la prima volta negati i fondi pubblici al Festival della Primavera Lesbica, meeting storico dal 1974</span>

Il 19 maggio il Parlamento tedesco discute la legge sull’identità di genere: la lobby all’attacco ovunque
Sostenuta da Die Grünen (Verdi), FDP e Die Linke (Partito Socialista) arriva al Bundestag la proposta di legge che introduce l'autocertificazione di genere. Per la prima volta negati i fondi pubblici al Festival della Primavera Lesbica, meeting storico dal 1974

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In Germania dal 1980 al 2011 la legge sui transessuali o “TSG” ha avuto diverse modifiche. Attualmente, la legge è in linea con quelle simili degli altri paesi europei, dove il “cambio di sesso” può avvenire solo dopo due consulenze con diversi medici vicini alla problematica del “sentirsi del sesso opposto” o della transessualità, non necessariamente psicologi. Successivamente il passaggio finale in tribunale che generalmente può durare tra le 8 settimane e i 6 mesi e costa circa 3.300 euro. Il trattamento medico, tuttavia, è coperto dalla Krankenkasse (servizio sanitario privato nazionale obbligatorio) o dall’assicurazione sanitaria del paziente. Una persona che vuole cambiare sesso sul documento d’identità deve dimostrare di avere una forte motivazione a “vivere” come le persone del sesso opposto e di averlo fatto per almeno tre anni.

Prima dell’ultima modifica del 2011 la persona doveva ricorrere a un’operazione di “cambio di sesso” per ottenere il cambio legale, ma dopo quest’ultima riforma non è più obbligatorio “somigliare” al sesso opposto. Oggi, tuttavia, in connessione con le politiche di “auto-identificazione di genere” promosse in particolare dai partiti Die Grünen (i Verdi), FDP e Die Linke (Partito Socialista Tedesco), l’utero e i seni possono essere rimossi su ragazze dai 13 anni in su con l’approvazione dei genitori, poiché non c’è limite di età per questo tipo di interventi chirurgici se sono avallati dai genitori. A Berlino le scuole sono obbligate a rispettare l’“auto-identificazione di genere” dei minori senza il bisogno dell’approvazione dei genitori in base alle norme del Ministero dell’Educazione del distretto.

La somministrazione dei bloccanti della pubertà è diventata popolare tra le raccomandazioni dei medici ai minori e agli adolescenti, anche se potenzialmente scoraggiata dai professionisti medici responsabili dato che non c’è evidneza possa essere cambiato, e mancano studi che dimostrino che sia un trattamento che porti benefici. È ormai noto che tra l’80% e più del 90% dei bambini che affermano di sentirsi dell’“l’altro sesso” rinunciano al termine della pubertà. Ma assumere i bloccanti della pubertà o ormoni crea danni irreversibili, nelle donne aumenta i problemi cardiaci dal 40 al 60%, la loro voce cambia per sempre e tutti i loro tessuti sono coinvolti, con grave rischio di sterilità.

Attualmente in Germania è in vigore una legge contro le “terapie di conversione” originariamente destinata a tutelare la libertà degli omosessuali e dei bisessuali. Ma oggi viene utilizzata per promuovere l’avanzamento della legge di “autoidentificazione di genere” (self-id) insieme alla legge europea contro l'”Hate Speech”, rendendo impossibile per psicologi, educatori e persino per i genitori di contrastare il “sentimento” dei minori di appartenere al  sesso opposto. Anche solo cercare di aiutare il bambino sarà  considerato un crimine, e così ogni trattamento psicologico della “disforia di genere” che sarebbe considerato “oppressione” della espressione di genere percepita, in violazione della legge non ancora approvata.

Lo scorso 11 giugno 2020 Die Grüne, il partito che maggiormente promuove la legge sull’ “autoidentificazione di genere”, ha portato la prima lettura della proposta di legge al Bundestag (il Parlamento tedesco) insieme al FPD, il partito ultra-neoliberale. Anche il partito Die Linke, sinistra socialista tedesca, sostiene questa legge, anche se nel corso dei mesi è diventato chiaro quanto il partito sia diviso su queste politiche. Il secondo maggiore partito tedesco, la SPD, che governa in coalizione con la CDU, è estremamente diviso sulla proposta, mentre il partito di Angela Merkel è l’unico ad opporsi a questa legge insieme all’estrema destra AfD.

Le femministe hanno tirato un sospiro di sollievo quando, lo scorso aprile, si è appreso che la discussione di questa legge sarebbe stata messa in standby fino a dopo le elezioni del prossimo settembre 2021. Purtroppo però, sapendo di non avere l’approvazione del governo di coalizione, Die Grüne intende presentare di nuovo la discussione della legge “Self-ID” al Bundestag il 19 maggio 2021 e visto che si tratterebbe della terza presentazione della proposta di legge, diviene automatica la messa ai voti, con possibilità di approvazione.

Intervistando diversi politici e comunicando attraverso vari media, noi femministe abbiamo ottenuto risposte favorevoli ma anche inquietanti. Da un lato gli stessi politici ci hanno comunicato che la legge viene spinta da una lobby molto ben organizzata, intelligente e tenace che rende molto difficile gestire un’opposizione immediatamente bollata di fobia, screditata come di estrema destra e contraria ai diritti umani. In ogni modo la legge non dovrebbe essere approvata nei prossimi giorni per diverse ragioni: una ragione rilevante è che la SPD, che governa in coalizione con la CDU, dovrebbe votare contro insieme alla CDU. Un altro elemento importante è la pressione delle femministe e delle-dei gender critical nell’educazione e nella società in generale, insieme ad alcuni media che hanno approfondito i rischi per donne e ragazze, come la storica rivista femminista EMMA Magazin diretta da Alice Schwarzer o il giornale F.A.Z. che ha condotto inchieste molto forti sui pericoli che l’approvazione di una tale legge implicherebbe per la società.

Noi di Radfem Berlino stiamo chiedendo alle femministe che vivono in Germania di scrivere ai politici del Bundestag (indirizzo email qui) per invitarli a impedire l’approvazione di una legge che cancella legalmente le donne, che espone le lesbiche a dover accettare le “donne con il pene” per non essere bollate come “transfobiche”, che vedrebbe violati dagli uomini gli spazi sicuri che le donne sono riuscite a conquistare in decenni di lotta, che impedirebbe loro di scegliere ciò che vogliono per se stesse e per i loro figli. Se le ragazze e i ragazzi dovessero essere ulteriormente influenzati da un’ideologia che si sta diffondendo da anni e senza sosta su internet, noi come genitori non potremmo fare nulla, perché le conseguenze  sarebbero estreme: multe, reclusione o addirittura la perdita della  custodia dei figli.

La legge sull’identità di genere ha già dimostrato in altri paesi, come Argentina e Canada, di essere una terapia di conversione per i ragazzi gay e le ragazze lesbiche che ora devono identificarsi come “non-binari” o “uomini trans”. In questi paesi le donne detenute vengono violentate e aggredite da uomini che hanno commesso i peggiori crimini contro le donne e che solo per aver affermato di “sentirsi” del sesso opposto, possono avere accesso alle prigioni femminili dove perpetuano i loro crimini. Nulla può essere fatto a causa di questa leggi misogine che autorizzano la tortura delle donne.

Attualmente in Germania gli uomini che hanno fatto il cambio legale di “sesso” possono entrare nelle prigioni femminili purché non abbiano commesso crimini come stupro, omicidio o violenza sessuale. Tuttavia, una volta che la legge sull’ “auto-identificazione di genere” proposta da Die Grüne sarà approvata, qualsiasi uomo con un documento “femminile” sarà trattato come donne anche dalla legge carceraria. 

Nonostante la legge debba ancora essere approvata, gli attacchi alle donne sono in corso da anni.  Il più recente attacco transattivista ha avuto come obiettivo il Festival della Primavera Lesbica, che si tiene dal 1974 in Germania. Quest’anno in particolare l’organizzazione dell’evento che si terrà a Brema non ha incluso gli uomini che si percepiscono donne, e per questo il transattivismo ha attaccato duramente l’organizzazione riuscendo a ottenere che le istituzioni governative come l’ente Die Bundesstiftung Magnus Hirschfeld (BMH), fondato per difendere i diritti della  comunità LGB, e anche lo stesso stato di Brema, su richiesta della senatrice Claudia Bernhard (Die Linke), ritirassero i contributi finanziari all’evento.

E’ importante supportare il Lesbenfrühlingstreffen che quest’anno si terrà online causa situazione pandemica. Chiunque potrà comprare il biglietto e godersi le diverse artiste, i discorsi, la musica e altro. il Lesbenfrühlingstreffen è storicamente un luogo di incontro per discutere idee e politiche di e per le donne. Biglietti acquistabili qui.

di Ana Julia Di Lisio – RadFem Berlino 

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