Gran Bretagna, Lgbtq+ contro le donne: stop fondi pubblici alle case antiviolenza perché “non includono” gli uomini

Gran Bretagna, Lgbtq+ contro le donne: stop fondi pubblici alle case antiviolenza perché “non includono” gli uomini

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In Gran Bretagna, nonostante l’aumento di violenza domestica durante il lockdown -un femminicidio ogni 3 giorni, media pari a quella italiana- due case-rifugio per donne maltrattate sono state smantellate in quanto non sufficientemente “neutrali rispetto al genere”.

Il consiglio comunale di Brighton ha dichiarato all’ente Rise che nonostante 25 anni di accoglienza e nonostante sia stato trans-inclusivo, resta comunque “molto più accessibile alle donne“. Per includere “sopravvissuti maschi sia eterosessuali che gay” i servizi comunali dovranno diventare “non di genere”. Nel frattempo nel North Lanarkshire dopo 40 anni di servizio Monklands Women’s Aid ha perso i fondi pubblici, dirottati a un ente che sostiene anche uomini.

Una legge del 2010 autorizzava rifugi solo per donne: un rapporto della Commissione per l’Uguaglianza e i Diritti Umani ha rilevato che il 95 per cento delle ospiti ha affermato di preferire spazi separati in cui si sentirsi al sicuro, supportate e libere di parlare apertamente. Eppure di qualunque cosa le donne abbiano bisogno oggi molti rifugi temono di dichiararsi apertamente single-sex. Sanno che i transattivisti li denunceranno come transfobici e li attaccheranno sui social. A Vancouver, Canada, il centro antiviolenza è stato perseguitato per il suo separatismo, perfino un topo inchiodato sulla porta. “E’ come essere in una relazione violenta” dice la presidente di un rifugio “sei costantemente sotto minaccia“.

In un dibattito alla Camera dei Lord nei giorni scorsi l’ex-ministro del Lavoro Philip Hunt ha denunciato il fatto che i centri antiviolenza riservati alle donne “temono la perdita di fondi e commissioni”Gli enti pubblici e le autorità locali vengono pesantemente influenzate da Stonewall che si batte per abolire gli spazi riservati a un solo sesso, pertanto un rifugio perderà punti in una gara d’appalto se darà priorità ai bisogni delle donne.

Stonewall promuove servizi “neutri rispetto al genere” perché nega la realtà del sesso biologico. In questo gli attivisti trans trovano alleati negli uomini misogini che accusano le femministe di esagerare nella denuncia degli abusi domestici.

Le case antiviolenza per le donne hanno accumulato decenni di esperienza e competenze, ma oggi sono oggetto di furia iconoclasta. Coloro la cui idea di attivismo sono gli hashtag e le pile-on di Twitter non costruiscono servizi, distruggono solo le cose, compresi i luoghi in cui le donne fuggono per salvare la propria vita. Luoghi di cui probabilmente loro non avranno mai bisogno.

Janice Turner

(l’articolo originale qui)

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