Femminista scozzese rischia 2 anni di carcere per attivismo contro l’autoidentificazione di genere<br /><span class='post-summary'>Marion Millar è stata arrestata e rilasciata su cauzione. Sotto accusa alcuni post ritenuti omotransfobici. Il caso all'attenzione del femminismo di tutto il mondo, hashtag #WomenWontWheesht, le donne non staranno zitte </span>

Femminista scozzese rischia 2 anni di carcere per attivismo contro l’autoidentificazione di genere
Marion Millar è stata arrestata e rilasciata su cauzione. Sotto accusa alcuni post ritenuti omotransfobici. Il caso all'attenzione del femminismo di tutto il mondo, hashtag #WomenWontWheesht, le donne non staranno zitte

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Marion Millar, nota femminista scozzese, è stata accusata di crimine d’odio per presunti post omofobici e transfobici. Rischia fino a due anni di carcere.

Millar è stata accusata ai sensi del Malicious Communications Act per tweet pubblicati nel 2019 e nel 2020. I messaggi per i quali è indagata includerebbero una fotografia di nastri nei colori verde, bianco e viola, simbolo delle suffragette, legati attorno a un albero fuori dallo studio di Glasgow dove viene girata una soap opera della BBC. Secondo la denuncia alla polizia i nastri rappresentavano un cappio. Gli altri tweet incriminati non sono noti.

Questo uno dei tweet incriminati. Secondo i transattivisti questo nastrino delle suffragette è legato a forma di cappio

Millar è stata arrestata e rilasciata su cauzione e dovrà comparire di fronte alla corte dello sceriffo di Glasgow il 20 luglio. Le sue sostenitrici hanno affermato che l’accusa è stata un attacco ai diritti di espressione delle donne.

Millar è uscita dalla stazione di polizia di Coatbridge dopo un’interrogatorio di quasi due ore, accolta dagli applausi di un gruppo di sostenitrici, molte delle quali indossavano magliette con le parole con l’hashtag “#WomenWontWheesht” -le donne non staranno zitte-.

Secondo Marion Calder di For Women Scotland, è incredibile che la polizia abbia scelto di sporgere denuncia. “Queste accuse sono un attacco fondamentale ai nostri diritti umani. Abbiamo ancora il diritto alla libertà di pensiero e la capacità di dire quello che pensiamo“.

Millar è stata molto attiva nel dibattito sulla riforma del Gender Recognition Act e dell’Hate Crime Bill scozzese, opponendosi all’autoidentificazione di genere.

Il suo caso ha già attirato l’attenzione di tutto il mondo e l’hashtag #WomenWontWheesht era di tendenza su Twitter mentre Millar si trovava all’interno della stazione di polizia.

Ci sono state anche reazioni ostili, con post che definivano Terf Millar e le sue sostenitrici.

Uno studente in dottorato a Coventry ha pubblicato la foto di una mitragliatrice e ha twittato: “Fare una bella lista di terf twittando @WomenWontWheesht perché ho bisogno di fare pratica di tiro”. Il messaggio è stato rimosso per violazione delle regole di Twitter.

Mentre Millar veniva interrogata, le sue compagne hanno legato nastri di suffragette attorno a dissuasori e alberi e c’è stato un photocall improvvisato con alcune donne che indossavano baffi finti.

Millar è madre di due gemelli autistici.

l’articolo integrale qui , traduzione di Marina Terragni

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