2020: un anno storico per il femminismo gender critical

2020: un anno storico per il femminismo gender critical

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Nel 2020 si sono registrate molte vittorie del buon senso contro follia trans. (…) La maggior parte delle persone concorderà sul fatto che il 2020 è stato un anno schifoso, ma per quelle tra noi che sono in prima linea nelle “guerre TERF” si sono registrati enormi guadagni contro i fascisti di genere incapaci di gioia. Sembra che i germogli verdi della ragione siano finalmente visibili.

Alla fine del 2019 JK Rowling ha twittato il suo sostegno per Maya Forstater, consulente fiscale che aveva perso il lavoro in un think tank dopo aver espresso sui social media la sua opinione, e cioè che gli esseri umani non possono cambiare sesso. Gli “woke” cacciatori di streghe hanno puntato a lungo JK Rowling, che pure in precedenza non aveva sostenuto i diritti delle donne basati sul sesso definendoli una “cosa di mezza età”.

A giugno 2020 probabilmente l’autrice di best seller ne ha avuto abbastanza. Non avendo bisogno né dei soldi né dell’approvazione dei monelli brufolosi che avevano giurato di bruciare i suoi libri, Rowling ha risposto alle accuse di “transfobia” con un breve saggio. In 3.600 parole Rowling ha spiegato perché, in quanto donna vittima di violenza domestica, non era così entusiasta dell’idea che gli uomini potessero cambiare legalmente sesso ricorrendo alla formula magica “mi identifico come”. Nonostante le minacce di cancellazione e il grande numero di molestie, Rowling si è innalzata come un’eroina della realtà ripetto al mondo fantasy e da incubo dei troll e dei Dissennatori di genere.

L’ideologia dell’ “identità di genere” va ben oltre i social media. Ha il sostegno di ONG internazionali, di aziende farmaceutiche e persino delle Nazioni Unite. Ma quest’anno attiviste di base di tutto il mondo si sono unite per combattere contro l’idea che l’identità di genere possa prevalere sulla realtà materiale. La “Dichiarazione sui Diritti delle Donne Basati sul Sesso” è stata redatta da accademiche e attiviste nel Regno Unito, e ora -dalle Bahamas alla Svezia- ci sono gruppi gemelli che respingono l’ideologia transgender. Allo stesso modo l’Alleanza LGB, fondata nel 2019, quest’anno ha colpito il mainstream sfidando la narrativa delle lobby transgender come Stonewall e ispirando realtà simili in tutto il mondo (almeno 14 gruppi nazionali). L’Alleanza LGB sostiene il diritto di essere attratti dallo stesso sesso, cosa che non dovrebbe essere rivoluzionaria nel 2020 ma che viene osteggiata con forza dalle charity LGBT finanziate dal governo.

Dopo innumerevoli rinvii il 2020 è stato anche l’anno in cui il Ministro delle Donne e delle Pari Opportunità del Regno Unito Liz Truss ha risposto al governo sulla proposta di riforma del Gender Recognition Act, processo avviato circa cinque anni prima dalla sua non troppo brillante predecessora Maria Miller. Sfidando chi chiedeva le sue dimissioni e la calunniava anche dall’interno del suo stesso partito, Truss si è mostrata risoluta ed ha annunciato che la cosiddetta “autoidentificazione di genere” non era in programma. Ha piuttosto impegnato il governo a istituire un maggior numero di cliniche sanitarie per coloro che soffrono di disforia di genere, a ridurre le tariffe per il cambiamento del genere legale e a fermare la medicalizzazione dei bambini confusi sulla loro “identità di genere”.

Questo nuovo approccio alla questione delle identità transgender ha influenzato anche l’orientamento del Dipartimento per l’Istruzione che ora consiglia alle scuole di non utilizzare gruppi di consulenza esterni che promuovono l’idea che sia possibile nascere nel “corpo sbagliato”.

Ci sono state anche alcune storiche sconfitte legali per i promotori dell’identità di genere. Ad aprile, Freddy McConnell, una donna che si identifica come uomo trans, ha dato alla luce un bambino nel solito modo (partorendolo, ndr) e ha poi avuto il dispiacere di perdere l’appello con cui chiedeva di essere registrato come padre del bambino. Altra notizia: Christie Elan-Cane, che si identifica come non-binaria, ha perso la causa promossa presso la Corte d’Appello per ottenere di essere indicata come genere neutro sul passaporto.

Probabilmente la vittoria più significativa per il buon senso quest’anno è stata il caso di Keira Bell e “Mum A” contro il Tavistock ed il Portman NHS Foundation Trust (dove ha sede il GIDS – Gender Identity Development Service della NHS, il servizio sanitario nazionale britannico). Dopo un esame approfondito i giudici dell’Alta Corte hanno concluso che i minori non sono in grado di dare consenso informato riguardo all’ impatto a lungo termine dei farmaci che bloccano la pubertà e di fatto hanno vietato il loro uso per trattare la disforia di genere dei bambini. Da Liberty ad Amnesty International, l’élite illiberale ha espresso la sua indignazione con dichiarazioni pubbliche redatte in fretta e furia che probabilmente invecchieranno quanto il sostegno espresso per la PIE (la Paedophile Information Exchange, gruppo di attivisti britannici pro-pedofilia fondato nel 1974) e NAMBLA (North American Man/Boy Love Association, associazione statunitense in difesa della pedofilia, fondata nel 1978). Su Susie Green, amministratore delegato dell’associazione di beneficenza transgender per bambini Mermaids, è stata costretta ad ammettere nella trasmissione “Newsnight” che quanto aveva sempre affermato sul suicidio di bambini T, notizie vomitate irresponsabilmente in ogni occasione (anche in Parlamento) erano informazione solo “aneddotiche”. Sembra quindi che il canto della “sirena” sia alla fine.

Le affermazioni degli attivisti transgender si sono sgretolate a causa dell’esame minuzioso politicamente trasversale – dai circa mille partecipanti di sinistra della “Conferenza di Liberazione delle Donne” di Woman’s Place UK a febbraio, alle posizioni Tory della baronessa Emma Nicholson-. Alcune attiviste come Posie Parker (Kellie-Jay Minshull), sono state arrestate per presunta violazione delle norme sul coronavirus mentre cercavano di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’aggressione ai diritti delle donne da parte dell’ideologia transgender.

Se gli enormi passi avanti compiuti quest’anno in direzione del buon senso vanno accolti con favore, gli ultimi 10 anni di “nessun dibattito” sulla questione trans dimostrano che sfidare l’ideologia trans può ancora provocare la perdita di posti di lavoro, cancellazioni e ostracismo sociale. Per alcune, come Keira Bell, il prezzo pagato a causa un’ideologia trans incontrastata è stato personale e permanente.

Sembra che un numero crescente di persone si sia ritrovata nella lista dei cattivi di Babbo Natale, risvegliate alla realtà dal fatto che il sesso biologico non può essere cambiato da vestiti o pronomi, così come un paio di corna natalizie non rende una renna. Tutto quello che noi eretiche di genere, femministe “cattive” e libere pensatrici abbiamo chiesto per questo Natale è che i politici mostrino un po ‘di buon senso e affermino pubblicamente che una “donna è una umana adulta di sesso femminile”.

Auguri per una stagione festiva TERF-icante!

Jo Bartosch (qui l’articolo originale pubblicato da “Spiked”, traduzione di Emma Hamilton).

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Questo articolo ha un commento

  1. armida gargani

    Sono felice di leggere che almeno ci stiamo battendo.contro questa follia. Non ho un sito web ma solo un profilo facebook dove ho un certo numero di amici. Sto tentando di sensibilizzare il più possibile tutti quelli che conosco su questi temi. Non sono più sola.

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