Uomo “buono”: parlo con te

Uomo “buono”: parlo con te

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Moltissimi uomini tendono a mettersi sulla difensiva ogni volta che si affronta il tema del dominio maschile. “Non siamo tutti così” ripetono all’unisono. Riportano aneddoti delle loro “buone azioni” verso le donne, sostenendo di non averle mai aggredite verbalmente e/o fisicamente, di averle ascoltate, di averle trattate come persone. Ma è sufficiente? Certo che no.

È anzitutto doveroso riconoscere che, a prescindere dalle loro azioni, gli uomini godono di un privilegio legato al fatto di appartenere al sesso maschile, per cui un comportamento decente da parte loro non scalfisce il sistema patriarcale. Il voler dimostrare a tutti i costi di essere diversi dalla massa, o di non avere nessuna colpa per le azioni dei loro simili, è un maldestro tentativo di deresponsabilizzazione che utilizzano per sentirsi con la coscienza pulita. Insomma, cercano di tirarsene fuori. Mettere in discussione il proprio privilegio significa aver preso coscienza del mondo ingiusto in cui viviamo, ma, come ho scritto sopra, non basta. Il privilegio continua ad esistere e gli uomini continuano a non subire le discriminazioni e le violenze cui sono sottoposte le donne.

Dunque la domanda è: ha senso narrare le vostre “prodezze” quando il vostro privilegio rimane intatto, per giunta avallato dal comportamento negativo di altri cento uomini? No. L’approccio è sbagliato. Se siete consapevoli di godere di una condizione privilegiata rispetto a un’altra categoria di persone e volete rovesciare questa situazione, la prima cosa da fare è continuare a comportarvi da persone decenti, senza sbandierarlo ai quattro venti. Mettere al centro voi e i vostri comportamenti “buoni” non vi farà sembrare migliori o diversi, bensì degli egocentrici che a parole promuovono l’uguaglianza e il rispetto, mentre nei fatti continuano a rimanere fedeli alla loro socializzazione.

Qualsiasi azione misogina di un uomo coinvolge tutti gli altri: chi tace, chi ride, chi si mostra indifferente, anche chi interviene per rimproverarlo. Not all men” (“non tutti gli uomini”) è uno slogan di cui si servono gli uomini per negare le loro responsabilità ogni volta che potrebbero fare la differenza biasimando i commenti maschilisti dei loro amici o aiutando una donna vittima di violenza maschile. A questo slogan si contrappongono i sopra menzionati “uomini buoni”, ansiosi di dimostrare alle donne di essere diversi, quando invece dovrebbero rendere migliori i loro spazi e, soprattutto, i loro simili.

Vincenzo Postiglione

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Questo articolo ha un commento

  1. ned

    cosa che cerco di fare

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