1946, le Italiane al voto: tranne le prostitute “vaganti” e le suore di clausura<br /><span class='post-summary'>Il primo voto femminile non fu al referendum del 2 giugno, come molti credono, ma alle amministrative del 10 marzo 1946, con un'affluenza dell'89 per cento. Ma non fu una prima volta per tutte </span>

1946, le Italiane al voto: tranne le prostitute “vaganti” e le suore di clausura
Il primo voto femminile non fu al referendum del 2 giugno, come molti credono, ma alle amministrative del 10 marzo 1946, con un'affluenza dell'89 per cento. Ma non fu una prima volta per tutte

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Alle donne “๐Ÿ๐ฎ ๐ฉ๐ž๐ซ๐ฆ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ” votare per la prima volta in Italia il ๐Ÿ๐ŸŽ ๐ฆ๐š๐ซ๐ณ๐จ ๐๐ž๐ฅ ๐Ÿ๐Ÿ—๐Ÿ’๐Ÿ”, e non il 2 giugno come molte-i pensano, per le elezioni amministrative, le prime urne in Italia ๐opo la ๐Ÿ๐ข๐ง๐ž della ๐’๐ž๐œ๐จ๐ง๐๐š ๐ ๐ฎ๐ž๐ซ๐ซ๐š ๐ฆ๐จ๐ง๐๐ข๐š๐ฅ๐ž nel Paese liberato dal fascismo e dall’๐จ๐œ๐œ๐ฎ๐ฉ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ง๐š๐ณ๐ข๐ฌ๐ญ๐š. Solo ๐Ÿ•๐Ÿ“ ๐š๐ง๐ง๐ข ๐Ÿ๐š le italiane poterono ๐ฏ๐จ๐ญ๐š๐ซ๐ž e ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž๐ซ๐ž ๐ฏ๐จ๐ญ๐š๐ญ๐ž.

La prima richiesta per il suffragio femminile fu della Commissione per il voto alle donne dellโ€™๐”๐ƒ๐ˆ, lโ€™Unione donne italiane, nata per iniziativa di alcune esponenti del movimento ๐š๐ง๐ญ๐ข๐Ÿ๐š๐ฌ๐œ๐ข๐ฌ๐ญ๐š: fu sostenuta dalle rappresentanze dei ๐œ๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐ข ๐Ÿ๐ž๐ฆ๐ฆ๐ข๐ง๐ข๐ฅ๐ข ๐๐ž๐ข ๐ฏ๐š๐ซ๐ข ๐ฉ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ญ๐ข e dal Comitato nazionale pro-voto nel quale confluirono le principali organizzazioni.โฃ

Poco prima, ossia il ๐Ÿ‘๐ŸŽ ๐ ๐ž๐ง๐ง๐š๐ข๐จ ๐๐ž๐ฅ ๐Ÿ๐Ÿ—๐Ÿ’๐Ÿ“ -con lโ€™Europa ancora in guerra e il ๐ง๐จ๐ซ๐ ๐ˆ๐ญ๐š๐ฅ๐ข๐š ๐ฌ๐จ๐ญ๐ญ๐จ ๐จ๐œ๐œ๐ฎ๐ฉ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ญ๐ž๐๐ž๐ฌ๐œ๐š- durante una riunione del Consiglio dei ministri si discusse del suffragio femminile, che venne sbrigativamente approvato come qualcosa di ๐จ๐ฏ๐ฏ๐ข๐จ o, a quel punto, di inevitabile.

Il decreto, firmato dal Luogotenente generale del ๐‘๐ž๐ ๐ง๐จ ๐โ€™๐ˆ๐ญ๐š๐ฅ๐ข๐š ๐”๐ฆ๐›๐ž๐ซ๐ญ๐จ ๐ˆ๐ˆ ๐๐ข ๐’๐š๐ฏ๐จ๐ข๐š, entrรฒ in vigore il ๐Ÿ ๐Ÿ๐ž๐›๐›๐ซ๐š๐ข๐จ: potevano votare le ๐๐จ๐ง๐ง๐ž ๐œ๐จ๐ง ๐ฉ๐ขรน ๐๐ข ๐Ÿ๐Ÿ ๐š๐ง๐ง๐ข a eccezione delle prostitute ๐œ๐ก๐ž ๐ž๐ฌ๐ž๐ซ๐œ๐ข๐ญ๐š๐ฏ๐š๐ง๐จ “๐ข๐ฅ ๐ฆ๐ž๐ซ๐ž๐ญ๐ซ๐ข๐œ๐ข๐จ” fuori dai ๐ฅ๐จ๐œ๐š๐ฅ๐ข ๐š๐ฎ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐ณ๐ณ๐š๐ญ๐ข, mentre quelle nelle case chiuse erano ammesse al voto.

All’epoca i bordelli, chiamati “case chiuse o di tolleranza”, erano legali. Furono messi fuori legge nel ’58 da ๐‹๐ข๐ง๐š ๐Œ๐ž๐ซ๐ฅ๐ข๐ง, che abolรฌ anche la regolamentazione della prostituzione introducendo i ๐ซ๐ž๐š๐ญ๐ข ๐๐ข ๐ฌ๐Ÿ๐ซ๐ฎ๐ญ๐ญ๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ ๐ž ๐Ÿ๐š๐ฏ๐จ๐ซ๐ž๐ ๐ ๐ข๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ.โฃ

๐‹๐ข๐ง๐š ๐Œ๐ž๐ซ๐ฅ๐ข๐ง fu la prima donna a essere ๐ž๐ฅ๐ž๐ญ๐ญ๐š ๐š๐ฅ ๐’๐ž๐ง๐š๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐‘๐ž๐ฉ๐ฎ๐›๐›๐ฅ๐ข๐œ๐š e a lei dobbiamo la tutela delle donne sancita nell’๐š๐ซ๐ญ. ๐Ÿ‘ della Costituzione Italiana:Tutti i cittadini…sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di ๐ฌ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ”. Oggi leggi come la Zan puntano a calpestare inserendo l’identitร  di ๐ ๐ž๐ง๐ž๐ซ๐ž nella legislazione, sminuendo o puntando a sostituire il sesso, in base al quale veniamo tutelate in quanto donne.

Nel primo decreto tuttavia (quello del 30 gennaio), venne dimenticato un particolare non da poco: ๐ฅโ€™๐ž๐ฅ๐ž๐ ๐ ๐ข๐›๐ข๐ฅ๐ข๐ญร  ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž ๐๐จ๐ง๐ง๐ž.

“Svista” che non era esattamente una casualitร : lโ€™idea che se le donne avessero conquistato il diritto di essere ๐ž๐ฅ๐ž๐ญ๐ญ๐ซ๐ข๐œ๐ข avrebbero potuto anche conquistare quello di essere ๐ž๐ฅ๐ž๐ญ๐ญ๐ž inquietava gli uomini che vedevano ridotto il loro spazio decisionale.

La loro eleggibilitร  venne stabilita solo con un ๐๐ž๐œ๐ซ๐ž๐ญ๐จ ๐ฌ๐ฎ๐œ๐œ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ข๐ฏ๐จ, il numero ๐Ÿ•๐Ÿ’ del ๐Ÿ๐ŸŽ ๐ฆ๐š๐ซ๐ณ๐จ ๐๐ž๐ฅ ๐Ÿ๐Ÿ—๐Ÿ’๐Ÿ” (un anno dopo).

Il decreto stabilรฌ sia il sistema elettorale delle prime elezioni amministrative postbelliche sia che le donne con almeno ๐Ÿ๐Ÿ– ๐š๐ง๐ง๐ข di etร  potevano eleggere e quelle con almeno ๐Ÿ๐Ÿ“ ๐š๐ง๐ง๐ข potevano essere elette.

Con il secondo decreto anche alle ๐ฌ๐ฎ๐จ๐ซ๐ž ๐๐ข ๐œ๐ฅ๐š๐ฎ๐ฌ๐ฎ๐ซ๐š -all’epoca ๐ฉ๐ซ๐ข๐ฏ๐ž ๐๐ข ๐๐จ๐œ๐ฎ๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ข ๐๐ข ๐ข๐๐ž๐ง๐ญ๐ข๐ญร  e dimenticate anche loro insieme alle prostitute “vaganti”- fu concesso il voto. Molte di loro da decenni non uscivano dai loro conventi. โ€œSpiccavano le suore di clausura che, disciplinatamente inquadrate dai confessori, si sono recate a votare per le liste democraticheโ€ (L’Unitร ).

๐‘๐ž๐ฌ๐ญรฒ ๐ข๐ง๐ฏ๐ž๐œ๐ž ๐ข๐ฅ ๐๐ข๐ฏ๐ข๐ž๐ญ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ๐ž ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข๐ญ๐ฎ๐ญ๐ž “vaganti” -come si definiscono nel linguaggio della pubblica sicurezza-.

Nel 1947, (2 anni dopo), fu rimossa anche questโ€™ultima esclusione, specchio di una societร  intrisa di perbenismi e ipocritamente cattolica.

Le donne si presentarono alle amministrative in massa, e lโ€™affluenza generale superรฒ lโ€™89%.

Circa 2 mila candidate vennero elette nei consigli comunali, ๐ฅ๐š ๐ฆ๐š๐ ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐š๐ง๐ณ๐š nelle liste di ๐ฌ๐ข๐ง๐ข๐ฌ๐ญ๐ซ๐š.

Vennero anche elette le prime sindache della storia dโ€™Italia: ๐Œ๐š๐ซ๐ ๐ก๐ž๐ซ๐ข๐ญ๐š ๐’๐š๐ง๐ง๐š a Orune, in provincia di Nuoro; ๐๐ข๐ง๐ž๐ญ๐ญ๐š ๐๐š๐ซ๐ญ๐จ๐ฅ๐ข a Borutta, in provincia di Sassari; ๐€๐๐š ๐๐š๐ญ๐š๐ฅ๐ข, a Massa Fermana, in provincia di Fermo; ๐Ž๐ญ๐ญ๐š๐ฏ๐ข๐š ๐…๐จ๐ง๐ญ๐š๐ง๐š a Veronella, in provincia di Verona; ๐„๐ฅ๐ž๐ง๐š ๐“๐จ๐ฌ๐ž๐ญ๐ญ๐ข a  Fanano, in provincia di Modena; ๐‹๐ฒ๐๐ข๐š ๐“๐จ๐ซ๐š๐ฅ๐๐จ ๐’๐ž๐ซ๐ซ๐š a Tropea, allโ€™epoca in provincia di Catanzaro.

A differenza di quanto si pensi, il ๐ฌ๐ฎ๐Ÿ๐Ÿ๐ซ๐š๐ ๐ข๐จ ๐Ÿ๐ž๐ฆ๐ฆ๐ข๐ง๐ข๐ฅ๐ž non debuttรฒ con il referendum del 2 giugno 1946 per la scelta tra ๐‘๐ž๐ฉ๐ฎ๐›๐›๐ฅ๐ข๐œ๐š ๐ž M๐จ๐ง๐š๐ซ๐œ๐ก๐ข๐š, e che registrรฒ la stessa grande partecipazione da parte delle donne.

La storia insegna che le donne hanno sempre dovuto lottare per ottenere i diritti fondamentali che agli uomini vengono invece attribuiti alla nascita. Per le donne invece c’รจ sempre una sorta di “double check”, ossia una valutazione doppiamente rigorosa riguardo ai diritti, che vengono “concessi” anzichรฉ riconosciuti.

La resistenza che il potere esercita a fronte del desiderio e della volontร  femminili si manifesta in modo eclatante nel fatto che le donne devono regolarmente chiedere che il loro volere venga “ascoltato”.ย 

Per molte donne, attive nella Resistenza o nel lavoro di cura sanitaria al fronte, usate dal dominio maschile per i propri obiettivi di espansione, il dopoguerra รจ stato il ritorno nello spazio domestico, e sicuramente questo creรฒ non poco malcontento.

Sara Punzo

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