21 Dicembre 2022

Un esposto contro Beppe Sala

Il sindaco di Milano ha deciso unilateralmente di registrare gli atti di nascita dei figli "di coppie omogenitoriali", compresi i nati da utero in affitto, pratica che in Italia è un reato e che anche l'Europa stigmatizza come sfruttamento. Di fronte al rifiuto di ogni confronto politico la Rete per l'Inviolabilità del Corpo Femminile si rivolge alla magistratura perché valuti un'eventuale violazione della legge: l'anagrafe, infatti, è di stretta competenza dello Stato centrale
Condividi questo articolo

Lo scorso 2 luglio 2022 in occasione del Gay Pride il sindaco di Milano Beppe Sala annunciava pubblicamente dal palco della manifestazione di avere “da ieri riattivato il riconoscimento dei figli nati in Italia da coppie omogenitoriali. È con grande gioia che ho firmato ieri io personalmente nel mio ufficio” aggiungendo che “Milano vuole essere la capitale dei diritti e dei doveri!”.

La pratica dell’utero in affitto -o gestazione per altri- non può essere a nessun titolo considerata un diritto. In Italia costituisce infatti un reato ai sensi della legge 40/2004 (art. 12, comma 6): “Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro”.

Tutte le successive sentenze in materia ribadiscono senza eccezioni in modo inequivoco il divieto e la condanna della gestazione per altri, pratica a cui è attribuito un «elevato grado di disvalore» in quanto «offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane» (Corte Costituzionale, sentenza 272/2017).

Nel maggio scorso una risoluzione del Parlamento Europeo ha ribadito e rafforzato la condanna della pratica “che può esporre allo sfruttamento le donne di tutto il mondo, in particolare quelle più povere e in situazioni di vulnerabilità e ha richiesto all’Unione e agli stati membri di analizzare “le dimensioni di tale industria” e soprattutto di introdurre “misure vincolanti volte a contrastare la maternità surrogata, tutelando i diritti delle donne e dei neonati”.

Lo Stato italiano non riconosce in quanto contrari all’ordine pubblico gli atti di nascita formati all’estero di bambini nati mediante detta pratica, indifferentemente dal fatto che venga intrapresa da coppie eterosessuali o omosessuali, nonché gli atti di nascita di bambini nati per iniziativa di coppie di donne mediante tecniche di fecondazione assistita: per il/la partner del genitore biologico viene indicata la strada dell’adozione in casi particolari (Cassazione a Sezioni Unite, sentenza 12193/2019) oggi pienamente legittimante.

In mancanza tuttavia di una legislazione nazionale ad hoc nonché di precise direttive da parte del Ministero degli Interni, detti atti vengono talora registrati per iniziativa autonoma delle amministrazioni locali creando una situazione a macchia di leopardo: se la Prefettura di Torino ha recentemente bloccato l’iniziativa del sindaco di trascrivere questi atti, non risultano iniziative analoghe da parte dalla Prefettura milanese che a quanto pare non si sarebbe ancora pronunciata riguardo all’iniziativa del sindaco di Milano.

L’autonoma decisione di Beppe Sala sembra esulare dai poteri comunali e dagli incarichi conferitigli in qualità di Sindaco. Ai sensi dell’art. 117 della Costituzione, infatti, lo Stato detiene il potere di legislazione ESCLUSIVA “in materia di cittadinanza, stato civile, anagrafe”.

Non è noto allo stato attuale quanti atti di nascita di figli di “coppie omogenitoriali” siano stati registrati dall’anagrafe milanese, né quanti di questi atti di nascita riguardino nate e nati da utero in affitto.

Benché normalmente orientate alla ricerca di soluzioni politiche, constatata l’impossibilità di un confronto con il sindaco di Milano riguardo alla sua iniziativa unilaterale, come Rete per l’Inviolabilità del Corpo Femminile non vediamo altra strada che rivolgerci alla magistratura con un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Milano perché valuti la eventuale sussistenza di una o più fattispecie di reato, e nel caso ritenga di perseguire penalmente i soggetti responsabili tra i quali anzitutto il sindaco Beppe Sala.

Esprimendo l’auspicio che il Parlamento legiferi finalmente in modo inequivoco in materia, tenendo ben fermo il punto che il primo interesse del bambino (a tutela del quale, si sostiene, questi atti di nascita vengono registrati) è piuttosto quello di non essere fatto oggetto di mercato, di non essere separato alla nascita dalla madre che lo ha partorito e di conoscere la verità sulle proprie origini; sottolineando che qualunque madre dichiari il falso sulla paternità del proprio figlio è perseguibile per falso in atto pubblico, pertanto il trattamento riservato alle coppie omogenitoriali si configurerebbe come “diseguale” in contrasto con l’art. 3 della Costituzione che ci vuole uguali davanti alla legge; avendo ben presente che la registrazione integrale di questi atti di nascita realizzati all’estero rimuove di fatto un significativo ostacolo al ricorso alla pratica dell’utero in affitto, finendo anzi per normalizzarla e incoraggiarla, attendiamo con fiducia una pronuncia della magistratura.

RETE PER L'INVIOLABILITA' DEL CORPO FEMMINILE


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
   — oppure —
Puoi inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE
Causale obbligatoria: FEMINIST POST
IBAN: IT80C0200812914000104838541
Potrebbe interessarti anche
2 Febbraio 2023
Nascere da "madre surrogata" morta
Docente dell’università di Oslo propone di utilizzare corpi di donne in coma irreversibile, danneggiabili senza complicazioni etiche, per condurre gravidanze per conto terzi. Ma anche uomini in stato vegetativo (così le femministe non si arrabbiano) innestando gli embrioni nel fegato. E i bambini? Tema non considerato
Può essere stato d'ispirazione Habla con ella, film di Pedro Almodovar in cui la giovane danzatrice Alicia, in coma per un incidente, resta incinta a opera di Benigno, l'infermiere che si occupa di lei. Anna Smajdor, docente di Bioetica Medica Università di Oslo, riprende e approfondisce un suggerimento avanzato nel 2000 dalla ricercatrice israeliana Rosalie Ber "per aggirare i problemi morali della maternità surrogata gestazionale" utilizzando come uteri in affitto donne in stato vegetativo persistente (PVS). Alla pratica dà il […]
Leggi ora
30 Gennaio 2023
Nasce GenerAzioneD, associazione italiana di genitori di minori che si definiscono "trans"
Un sito di orientamento e di informazione per sostenere e accompagnare madri e padri che si trovino a vivere questa complessa esperienza: testimonianze, interviste, e link per contribuire a un dibattito approfondito che oggi non trova spazio sui media mainstream
Si è costituita l’associazione culturale, apolitica, aconfessionale e priva di scopi di lucro GenerAzioneD Scopo primario dell’associazione è quello di informare in merito alle problematiche della disforia/incongruenza di genere in bambini, adolescenti e giovani adulti. Attraverso la divulgazione di testimonianze, notizie, articoli nazionali e internazionali in traduzione e la promozione di occasioni di confronto, GenerAzioneD si propone di favorire la trasparenza necessaria affinché venga garantita la migliore assistenza possibile alle persone coinvolte.  GenerAzioneD nasce infatti dall’incontro di alcuni genitori accumunati dall’esperienza di avere figli […]
Leggi ora
24 Gennaio 2023
Il problema non è il rooming-in ma la solitudine delle mamme
Dopo la triste vicenda del neonato morto accanto alla mamma al Pertini di Roma per alcune/i la soluzione è tenere i bambini nei nidi e non in stanza. Ma il rooming-in è stato fortemente voluto dalle donne che un tempo in ospedale venivano separate dai bambini. Si tratta semmai di consentire alle neomamme di avere vicino una congiunta/o che le assista. Specie in tempi di personale carente
A partire dalla dolorosissima vicenda del neonato morto all'ospedale Pertini di Roma -probabilmente per soffocamento accidentale, la magistratura accerterà le cause: potrebbe anche trattarsi di "morte in culla" o di altro- molte e molti concludono che il rooming-in è una pratica pericolosa e sbagliata e che i bambini dovrebbero stare nelle nursery. Ricordo però che in passato le donne hanno molto lottato per ottenere il rooming-in e per ragioni più che evidenti: non separarsi dal neonato dopo la lunga convivenza […]
Leggi ora
16 Gennaio 2023
Gli psicoanalisti italiani: stop ai puberty blockers
La Società Psicoanalitica Italiana critica sui bloccanti per la pubertà ai bambini: trattamento pericoloso e sperimentale. E si unisce a femministe gender critical e genitori nel chiedere dati scientifici e un dibattito pubblico sul migliore trattamento per i minori che soffrono disforia di genere
Da anni noi femministe gender critical lottiamo contro lo scandalo della medicalizzazione dei bambini nel nome dell’identità di genere. E da anni veniamo bollate come fasciste, reazionarie, bigotte. Oggi finalmente una società scientifica accreditata italiana, la Società Psicoanalitica Italiana (SPI), prende posizione, unendosi a noi nel lanciare un grido di allarme: l’uso di bloccanti della pubertà è un trattamento sperimentale che non ha una solida base scientifica, e causa gravi effetti collaterali. Soprattutto, nella maggior parte dei casi la disforia […]
Leggi ora
31 Dicembre 2022
Nuovo NO della Cassazione alla registrazione dei "due padri" da utero in affitto
Per la seconda volta la Corte Suprema ribadisce: quegli atti di nascita formati all’estero non possono essere registrati dalle anagrafi italiane. Per il/la partner del padre biologico la strada è solo l’adozione. La maternità surrogata resta un elevato disvalore e viola la dignità della donna. Il sindaco Sala smetta subito di trascriverli, come richiesto nel nostro esposto
Le sentenze vanno lette con attenzione perché il diavolo, per così dire, si nasconde nei dettagli. Ma nessun dubbio sul fatto che la Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza 38162 depositata ieri torna a respingere la richiesta di registrazione integrale e automatica degli atti di nascita dei bambini nati all'estero da utero in affitto, consentendo all'anagrafe unicamente l'indicazione del genitore biologico. La domanda era molto semplice. In breve: l'atto di nascita realizzato in Canada di un bambino nato da […]
Leggi ora
26 Novembre 2022
Riforma del Reddito di Cittadinanza: si tenga conto della differenza sessuale
La situazione occupazionale e i livelli retributivi delle donne -con forte variabilità regionale- sono molto diversi tra donne e uomini. Così è stato anche per il reddito, che ha avuto effetti positivi anche sulla natalità. Ecco perché il cambiamento dell'istituto richiede un'attenta valutazione del cosiddetto "impatto di genere": una riforma "uguale" potrebbe avere effetti diseguali in base al sesso
Ormai a 360°, sia pure con impostazioni e soluzioni diverse, si riconosce la necessità di una riforma del reddito di cittadinanza. Il governo Meloni ha presentato il suo piano in progress. Ma la considerazione di quello che viene definito "impatto di genere" -cioè la valutazione degli effetti della riforma sulle donne- appare ancora insufficiente, generalmente sottovalutato dalle analisi. In una situazione sociale e in un mercato del lavoro come quello italiano che vede le donne fortemente svantaggiate tanto nei livelli […]
Leggi ora