Non c’è dubbio che la bellezza sia negli occhi di chi guarda. E anche vero che oggi le vere donne – miracoli della chirurgia estetica – sono le trans come dice l’hashtag virale #savethedolls, salviamo le bambole. Di certo lo pensa Natalia Aspesi quella che un tempo era la giornalista di costume più corrosiva d’Italia, la penna micidiale che ha sempre valutato l’arguzia e l’intelligenza molte tacche più su dell’aspetto fisico. Ci è voluta una donna trans, la prima che incontra (!) per farla ricredere, nientemeno che Vladimiro Guadagno, in arte Vladimir Luxuria.
“Come è carina Vladimir”, “molto meglio di come appare nelle foto”, a quasi sessant’anni pare persino più giovane delle cinquantenni, “che bella”, e poi “che seno!” Ripete a più riprese Aspesi per tutta l’intervista sul Venerdì – Tutta la verità su* trans – reggendo al trans (un tempo si sarebbe detto travestito) più iconico d’Italia uno specchio immaginario più grande del Colosseo. Nessuna traccia della sua leggendaria ironia. Anzi, paragonandosi a Vladimir, la vera donna, che già di suo si sente Naomi Campbell, conclude con un harakiri misogino e masochista “io sono solo una vecchia, né uomo né donna”.
E poco importa che Luxuria l’unico percorso che abbia fatto per “cambiare sesso” sia stato il tragitto che l’ha portato da casa al chirurgo estetico dove si è rifatto di tutto. Per Aspesi per essere donna basta “passare per”, infatti “perché insisti a farti chiamare trans?”. “Tutti transitiamo”, filosofeggia Guadagno, che, godendo di un certo status, non ha mai avuto il bisogno di “cambiare sesso” nemmeno sulla carta d’identità. “Perché non ti chiami signora”, insiste Aspesi. Ma certo eliminiamo pure questa categoria che sa di muffa e passiamo direttamente al self id. Facciamo in modo che ognuno dichiari quello che sente di essere, cosa importa che gli uomini finiscano nelle carceri femminili, come accade in California, che dirigano centri contro la violenza sessuale, come è successo in Scozia, che vincano medaglie negli sport femminili, che le quote rosa vengano annacquate e che le statistiche sulla salute e quelle sulla violenza falsate?
Guadagno fa la sua lezioncina, Aspesi ascolta a bocca aperta come una scolaretta delle elementari.
La affermazione di Luxuria sulla presunta negazione degli spazi pubblici alle persone trans non viene messa in dubbio. Nessuno vieta alle donne trans di frequentare spazi pubblici, ci mancherebbe. Quello di cui si discute sono i loro presunti diritti a entrare in quelli privati femminili. “Le femministe transescludenti fanno con le trans quello che gli uomini facevano con le donne”, incalza Luxuria, come se l’oppressione delle donne trans fosse colpa delle femministe gender critical e fosse lontanamente paragonabile a quella che le donne hanno subito e in alcune parti del mondo subiscono ancora.

Un giornalismo più serio avrebbe prodotto domande migliori: perché Natalia Aspesi si presta a certe operazioni?
Vladimir Luxuria, dici che se ti ricoverassero in ospedale tra pazienti uomini li metteresti, poverini, in imbarazzo. E in base a quale principio le donne dovrebbero ritrovarsi te come vicino di letto? La loro obiezione non ha valore? La tua umiliazione vale più del rispetto per loro?
Quando dici che in palestra ti spogliavi davanti alle donne e nessuna ha mai trovato da ridire non sospetti che forse non avevano il coraggio di metterti alla porta? E se qualcuna, anche solo una, avesse protestato che cosa avresti fatto? L’avresti accusata di transfobia?
Perché pensi che le donne non debbano avere diritto a spazi riservati esclusivamente a loro?
Come mai pensi che ascoltare pettegolezzi delle donne, preferire l’acqua di rosa del dopobarba, indossare i vestiti di tua sorella siano chiari segni dell’appartenenza al genere femminile? Tu che non ti riconoscevi nel genere maschile perché hai un’idea così stereotipata del femminile?
Dici che alla comparsa del primo pelo hai provato talmente tanto disagio da rifiutarti di guardarti allo specchio e che te li sei tolti tutti perché ti ricordavano di essere un maschio. Come mai questa disforia non ha mai coinvolto il tuo organo sessuale che sfoggi anche in succinti bikini?
Erano queste le domande che avremmo voluto sentire da Aspesi. Invece ci è toccato il santino e l’ennesimo palcoscenico per il Pride.
Martha Deer
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