17 Settembre 2022

Quando l'aborto interessa agli uomini

Totalmente ignorata a destra e a sinistra in tempo di pace, la questione dell'aborto diventa centrale quando gli uomini combattono per il proprio potere. Ma se esiste un "caso Marche" c'è anche un "caso Emilia", regione rossa: stesse percentuali di obiezione e niente pillola abortiva nei consultori. Noi donne non dobbiamo partecipare a questa immonda contesa sulla nostra carne, schierandoci nell'una o nell'altra tifoseria
Condividi questo articolo

Le donne -anzi, i cosiddetti "diritti delle donne"- sono state scaraventate strumentalmente al centro di questa orribile campagna elettorale, probabilmente la peggiore di sempre.

Non il basso tasso di occupazione femminile, il gender pay gap, la mancanza di servizi che ci costringe nella parte di welfare vivente, la violenza e il femminicidio, il machismo della politica e tutto quello che sappiamo e che viviamo. La questione delle questioni è l'aborto, ripescata dal dimenticatoio in cui è normalmente confinata -nessun partito si occupa mai, in tempi ordinari della legge 194, della sua applicazione, dei tassi di obiezione e via dicendo- per diventare territorio di contesa tra i partiti maschili.

Tutti questi uomini che improvvisamente si mettono a discuterne senza nemmeno sapere di che cosa stanno parlando, sostituendosi alle donne, negando spazio all'esperienza reale, parlando a casaccio di "pillole" -un classico: la confusione tra la contraccezione del giorno dopo e la pillola abortiva RU486-. E mai per una messa in comune autocosciente della propria parte e dei propri vissuti di uomini sull'aborto, ma per farne materiale da urne sulla carne femminile.

Il "caso Marche", regione governata dal centrodestra, diventa oggetto di reportage in sostegno alla sinistra. Del "caso Emilia", invece, regione governata dal centrosinistra, e messa esattamente nello stesso modo, non parla mai nessuno.

Il Emilia la situazione non è diversa da quella delle Marche e della gran parte delle regioni italiane: alla Ausl di Piacenza il 77% dei ginecologi è obiettore, nella Ausl di Ferrara il 69%, a Parma il 62,5% e così via. Gli ospedali con le più alte percentuali di ginecologici obiettori sono il Sant’Orsola di Bologna, dove lo è il 71,05 %, e l’ospedale di Cento con il 66,7%. Qualche mese fa, precisamente a febbraio, il Gruppo Europa Verde ha depositato un’interrogazione in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna per chiedere alla Giunta regionale chiarimenti sul diritto all’interruzione di gravidanza nelle strutture sanitarie della regione, considerando che in numerosi ospedali la percentuale di ginecologi e anestesisti obiettori di coscienza oscilla tra il 60% e il 100% (vedere qui).

Quanto alla distribuzione della pillola RU486 che nelle Marche di destra non viene effettuata dai consultori: nell'Emilia di sinistra la situazione è tale e quale: dirlo a Chiara Ferragni. I consultori non la distribuiscono. Tant'è che il 23 maggio scorso, appena 4 mesi fa, alcune realtà femministe emiliano-romagnole, tra cui Mujeres Libres e Non Una di Meno, hanno inviato una pec alla direzione sanitaria per chiedere di applicare le disposizioni contenute nella determina regionale del dicembre 2021, visto che nei consultori dell’Emilia-Romagna non è ancora possibile avere accesso alla pillola abortiva (vedere qui e porre il tema alla vicepresidente regionale Elly Schlein, coì come viene posto a Giorgia Meloni).

Di che cosa stiamo parlando, quindi? Di sicuro non dei "diritti delle donne", ma del potere degli uomini, di destra e di sinistra, che usano spregiudicatamente ogni mezzo, compresa la nostra carne, per strappare consensi. Noi donne non dobbiamo partecipare a questa immonda contesa, schierandoci nella canea tra l'una e l'altra tifoseria.

p.s: poi della RU486, che allevia i bilanci e le responsabilità degli ospedali, 3 giorni di attesa dell'aborto da sola a casa quando con il Karman te la cavi in pochi minuti in day hospital senza accorgerti di nulla, bene: di tutto questo parleremo un'altra volta.

Marina Terragni


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
   — oppure —
Puoi inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE
Causale obbligatoria: FEMINIST POST
IBAN: IT80C0200812914000104838541
Potrebbe interessarti anche
6 Febbraio 2023
Mail-bombing a Repubblica: Inaccettabile la disinformazione sui bloccanti della pubertà
In un inaccettabile articolo -senza alcun riferimento a dati scientifici- Michela Marzano dice che i puberty blockers sarebbero “temporanei e reversibili” e proteggerebbero dal suicidio, ma tutto questo è smentito da numerose ricerche.
Testo per un Mail-bombing, da inviare al direttore Maurizio Molinari m.molinari@repubblica.it Gentile Direttore Molinari, leggiamo l’articolo di Michela Marzano, titolo “Nessuno tocchi l’identità di genere”, pubblicato sul suo giornale domenica 5 febbraio. E non possiamo non rilevare con sconcerto che l’autrice affronta la delicatissima questione dei minori “disforici” senza alcun riferimento scientifico, sostenendo tra le altre cose che “ la sospensione” indotta dai farmaci che bloccano la pubertà “è temporanea e reversibile”, che il ricorso a detti farmaci “permette di […]
Leggi ora
30 Gennaio 2023
Nasce GenerAzioneD, associazione italiana di genitori di minori che si definiscono "trans"
Un sito di orientamento e di informazione per sostenere e accompagnare madri e padri che si trovino a vivere questa complessa esperienza: testimonianze, interviste, e link per contribuire a un dibattito approfondito che oggi non trova spazio sui media mainstream
Si è costituita l’associazione culturale, apolitica, aconfessionale e priva di scopi di lucro GenerAzioneD Scopo primario dell’associazione è quello di informare in merito alle problematiche della disforia/incongruenza di genere in bambini, adolescenti e giovani adulti. Attraverso la divulgazione di testimonianze, notizie, articoli nazionali e internazionali in traduzione e la promozione di occasioni di confronto, GenerAzioneD si propone di favorire la trasparenza necessaria affinché venga garantita la migliore assistenza possibile alle persone coinvolte.  GenerAzioneD nasce infatti dall’incontro di alcuni genitori accumunati dall’esperienza di avere figli […]
Leggi ora
24 Gennaio 2023
Il problema non è il rooming-in ma la solitudine delle mamme
Dopo la triste vicenda del neonato morto accanto alla mamma al Pertini di Roma per alcune/i la soluzione è tenere i bambini nei nidi e non in stanza. Ma il rooming-in è stato fortemente voluto dalle donne che un tempo in ospedale venivano separate dai bambini. Si tratta semmai di consentire alle neomamme di avere vicino una congiunta/o che le assista. Specie in tempi di personale carente
A partire dalla dolorosissima vicenda del neonato morto all'ospedale Pertini di Roma -probabilmente per soffocamento accidentale, la magistratura accerterà le cause: potrebbe anche trattarsi di "morte in culla" o di altro- molte e molti concludono che il rooming-in è una pratica pericolosa e sbagliata e che i bambini dovrebbero stare nelle nursery. Ricordo però che in passato le donne hanno molto lottato per ottenere il rooming-in e per ragioni più che evidenti: non separarsi dal neonato dopo la lunga convivenza […]
Leggi ora
16 Gennaio 2023
Gli psicoanalisti italiani: stop ai puberty blockers
La Società Psicoanalitica Italiana critica sui bloccanti per la pubertà ai bambini: trattamento pericoloso e sperimentale. E si unisce a femministe gender critical e genitori nel chiedere dati scientifici e un dibattito pubblico sul migliore trattamento per i minori che soffrono disforia di genere
Da anni noi femministe gender critical lottiamo contro lo scandalo della medicalizzazione dei bambini nel nome dell’identità di genere. E da anni veniamo bollate come fasciste, reazionarie, bigotte. Oggi finalmente una società scientifica accreditata italiana, la Società Psicoanalitica Italiana (SPI), prende posizione, unendosi a noi nel lanciare un grido di allarme: l’uso di bloccanti della pubertà è un trattamento sperimentale che non ha una solida base scientifica, e causa gravi effetti collaterali. Soprattutto, nella maggior parte dei casi la disforia […]
Leggi ora
31 Dicembre 2022
Nuovo NO della Cassazione alla registrazione dei "due padri" da utero in affitto
Per la seconda volta la Corte Suprema ribadisce: quegli atti di nascita formati all’estero non possono essere registrati dalle anagrafi italiane. Per il/la partner del padre biologico la strada è solo l’adozione. La maternità surrogata resta un elevato disvalore e viola la dignità della donna. Il sindaco Sala smetta subito di trascriverli, come richiesto nel nostro esposto
Le sentenze vanno lette con attenzione perché il diavolo, per così dire, si nasconde nei dettagli. Ma nessun dubbio sul fatto che la Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza 38162 depositata ieri torna a respingere la richiesta di registrazione integrale e automatica degli atti di nascita dei bambini nati all'estero da utero in affitto, consentendo all'anagrafe unicamente l'indicazione del genitore biologico. La domanda era molto semplice. In breve: l'atto di nascita realizzato in Canada di un bambino nato da […]
Leggi ora
21 Dicembre 2022
Un esposto contro Beppe Sala
Il sindaco di Milano ha deciso unilateralmente di registrare gli atti di nascita dei figli "di coppie omogenitoriali", compresi i nati da utero in affitto, pratica che in Italia è un reato e che anche l'Europa stigmatizza come sfruttamento. Di fronte al rifiuto di ogni confronto politico la Rete per l'Inviolabilità del Corpo Femminile si rivolge alla magistratura perché valuti un'eventuale violazione della legge: l'anagrafe, infatti, è di stretta competenza dello Stato centrale
Lo scorso 2 luglio 2022 in occasione del Gay Pride il sindaco di Milano Beppe Sala annunciava pubblicamente dal palco della manifestazione di avere “da ieri riattivato il riconoscimento dei figli nati in Italia da coppie omogenitoriali. È con grande gioia che ho firmato ieri io personalmente nel mio ufficio” aggiungendo che “Milano vuole essere la capitale dei diritti e dei doveri!”. La pratica dell’utero in affitto -o gestazione per altri- non può essere a nessun titolo considerata un diritto. […]
Leggi ora