Omotransfobia: tornare alla vecchia proposta Scalfarotto per uscire dall'impasse del ddl Zan

Nel ddl Scalfarotto contro l'omotransfobia non comparivano identità di genere, misoginia-misandria e formazione obbligatoria nelle scuole: proprio le questioni sulle quali il femminismo oggi esercita la sua critica. Abbandonare il ddl Zan e tornare a quel testo potrebbe essere la soluzione per uscire dall'impasse
Condividi questo articolo

Da circa un anno il femminismo - e non solo- sta chiedendo modifiche al ddl Zan: ecco le richieste, sempre le stesse.

Purtroppo la posizione del Pd è andata via via irrigidendosi. Inizialmente solo Zan e Cirinnà si opponevano a ogni cambiamento del testo. Successivamente lo stesso segretario Letta e l'esponente Pd in Commissione Giustizia del Senato Franco Mirabelli hanno chiuso a ogni possibilità di mediazione. Attualmente il lavoro della Commissione Giustizia è paralizzato in uno sconfortante muro contro muro.

Forse un'onorevole via d'uscita ci sarebbe.

Osserva il sociologo Luca Ricolfi: "Le due vecchie proposte Scalfarotto-Zan e soprattutto Zan-Annibali sono del tutto esenti dalle critiche che oggi vengono rivolte al ddl Zan... Fino a un certo punto le principali proposte di legge si sono mosse in una direzione ragionevole, o quantomeno circoscritta all’obiettivo di estendere a nuovi soggetti tutele finora previste per un insieme troppo ristretto di situazioni e di categorie. Poi, non saprei dire perché, i proponenti hanno deciso di strafare, finendo per snaturare gli obiettivi originari. Il ddl Zan, anziché limitarsi a proteggere i deboli, è diventato un cavallo di Troia per imporre a tutti una particolare concezione del bene comune, dell’educazione, e persino degli usi appropriati del linguaggio. Il tutto semplicemente riscrivendo in Commissione Giustizia i testi originari, e senza un dibattito pubblico, come invece è avvenuto in altri Paesi".

In effetti è così. Nel testo del ddl Scalfarotto, a suo tempo arenatosi al Senato -era il 2013- non si parlava di formazione nelle scuole, di misoginia-misandria, soprattutto non si menzionava l'identità di genere, architrave del ddl Zan, identità di genere che è oggetto di tentativi di legislazione -con relativa resistenza femminista- in tutto il mondo.

Quel testo a prima firma Scalfarotto era sostenuto tra gli altri, oltre che dallo stesso Zan, anche da esponenti del centrodestra come Brunetta, Carfagna, Prestigiacomo. Antonio Leone del PdL fu uno dei relatori alla Camera e ne parlò così: “è stato raggiunto un accordo su una norma di civiltà. Quindi una parte del centrodestra non fece mancare il suo fattivo appoggio.

Ebbene, se il ddl Zan se venisse emendato in base alle critiche che gli vengono mosse dal femminismo - no all'identità di genere, no all'allargamento della legge alla lotta contro la misoginia, no alla formazione Lgbtq obbligatoria nelle scuole- torneremmo di fatto al ddl Scalfarotto.

Quello stesso testo è stato ripresentato da Scalfarotto e Annibali in questa legislatura, nel 2018. Un solo articolo, come potete vedere, molto chiaro e netto nella sua semplicità.

Omotransfobia: tornare alla vecchia proposta Scalfarotto per uscire dall'impasse del ddl Zan
Omotransfobia: tornare alla vecchia proposta Scalfarotto per uscire dall'impasse del ddl Zan

Quindi la discussione su una legge contro l'omotransfobia è ripartita del testo Scalfarotto. Ma in Commissione Giustizia della Camera alla fine è prevalso il testo Zan. Come scrive Ricolfi, i proponenti hanno deciso di strafare.

Per quale ragione il Pd, anziché sostenere quel primo testo, semplice e ragionevole, ha deciso di promuovere una legge così ambigua e divisiva?

Il confronto tra i due testi ha un valore in qualche modo storico e mostra l'affermarsi dell'ideologia dell'identità di genere: si vede bene infatti che fino a pochi anni fa il tema non solo non era centrale, ma nemmeno compariva nell'agenda Lgbt. Come ricostruisce dettagliatamente Jennifer Bilek, l'ideologia della gender identity cominciava ad affermarsi proprio a quel tempo negli Stati Uniti, nei primi anni della presidenza Obama (vedere qui).

E' palese quindi che il vero goal del ddl Zan, come più volte abbiamo osservato, è proprio l'identità di genere, veicolata dal contenuto più soft e condivisibile (il cavallo di Troia) della giusta e necessaria tutela delle persone omosessuali e transessuali. Del resto ovunque va così: la battaglia è sulla libera identità di genere in Spagna, in Germania, in UK, in Giappone, in Perù, eccetera. Per quale ragione qui dovrebbe andare diversamente?

Se il ddl Scalfarotto venisse approvato oggi, il nostro Paese si doterebbe di uno strumento efficace contro i crimini a matrice omotransfobica. Probabilmente non mancherebbero consensi trasversali anche dal fronte del centrodestra -da Forza Italia, ma forse non solo- che garantirebbero alla legge una maggioranza solida e la porrebbero al riparo di rivisitazioni e/o possibili abrogazioni da parte un'eventuale futura maggioranza di centrodestra.

Senza annoiarci sulle tecnicalità, esiste la possibilità di riprendere in considerazione il ddl Scalfarotto riproponendolo come emendamento al testo Zan oppure ripescando il testo integrale e ponendolo in discussione al momento della formulazione di un testo unico in Commissione Giustizia del Senato. Sappiamo, in tutti i casi, che una forte volontà politica conta sempre più di ogni regolamento.

Perché dunque non riprendere quel vecchio ddl, strada possibile per fuoruscire dal muro contro muro?

Se si vuole davvero una legge a tutela delle persone omosessuali e transessuali -e non invece altro- questa possibilità forse andrebbe considerata.

Marina Terragni

Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerete altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento. Se pensate che il nostro lavoro possa essere utile per la vostra vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.  

Potete inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE

CAUSALE OBBLIGATORIA: FEMINIST POST

IBAN: IT80C0200812914000104838541


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
   — oppure —
Puoi inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE
Causale obbligatoria: FEMINIST POST
IBAN: IT80C0200812914000104838541
Potrebbe interessarti anche
21 Maggio 2022
Aborto: precisamente che cosa vogliono i pro-life?
Oggi a Roma la Manifestazione per la Vita che tornerà a gridare no all'aborto, in attesa della sentenza della Corte Suprema che potrebbe renderlo illegale negli USA. Ma l'abolizione della legge 194 è impensabile, non esiste una maggioranza che la sosterrebbe. Che cosa si chiede allora? Quali sono i veri obiettivi del movimento?
Oggi a Roma si svolgerà la Manifestazione per la Vita. Al netto del terremoto che sta scuotendo il mondo dei cosiddetti pro-life (un buon resoconto lo potete trovare qui), la piazza di oggi è fortemente corroborata dal vento USA e dal fatto che nel giro di poche settimane la Corte Suprema americana potrebbe confermare con sentenza definitiva la messa fuori legge dell'interruzione di gravidanza (ne abbiamo parlato qui). Nel rispetto delle opinioni di tutti, la posizione dei pro-life italiani è […]
Leggi ora
17 Maggio 2022
Milano introduce l'autocertificazione di genere
Basterà una dichiarazione "solenne" per poter scegliere di che sesso sei -femmina, maschio o nessuno dei due- senza atti medici, perizie o sentenze, e adottare l'identità "alias" in svariati servizi comunali, liste elettorali comprese. Di fatto il self-id, un enorme cambiamento introdotto con un semplice atto amministrativo e senza alcun dibattito pubblico. Ma è tutto da valutare se la legge lo consente
Dunque a Milano è stato introdotto il self-id: vuole dire poter decidere se sei maschio, femmina -o nessuno dei due- in totale libertà, senza perizie, sentenze, testimoni -come prevede la legge nazionale-: niente del genere, un semplice passaggio burocratico ed è fatta. In Gran Bretagna, dopo anni di dibattito pubblico, il self-id è stato archiviato: la stragrandissima maggioranza della popolazione era contraria. A Milano, senza alcun dibattito, come se la cittadinanza non esistesse, come se le leggi non esistessero, e […]
Leggi ora
13 Maggio 2022
Destra, sinistra, umano, transumano
Il tema dei "diritti" -dall'identità di genere all'utero in affitto- non è complementare o a latere, ma delinea l'orizzonte verso il quale ci si muove. Ma la prospettiva post-umana perseguita dai progressisti non è unica e ineluttabile. L'alternativa esiste: una civiltà a radice femminile
Ripresentando il ddl Zan, al Senato con scarsissime possibilità che passi -quando invece altre soluzioni, tipo il ddl Scalfarotto, avrebbero assicurato una legge contro l'omobitransfobia- il segretario PD Letta ha più volte sottolineato che il tema dei diritti è decisivo per il suo partito. Tema dei diritti che tuttavia è sempre posto come complementare, a latere di questioni ritenute ben più rilevanti: la guerra, certo, i temi economici ma anche semplicemente la legge elettorale. In verità il più della partita […]
Leggi ora
1 Maggio 2022
Lei è Giorgia
Utero in affitto, identità di genere, maternità: su molti temi le posizioni della leader che oggi guarda alla premiership coincidono con quelle del femminismo, snobbate dalla sinistra. Che fare di fronte a questa sfida? Il movimento delle donne può dialogare con la destra?
Giorgia Meloni potrebbe diventare la prima donna premier nel nostro Paese. Lei non nasconde più la sua ambizione e se di qui alla prossima primavera saprà fare le cose giuste -meglio: se non farà cose sbagliate- e se riuscirà a scampare alle raffiche del fuoco amico, non meno intenso e insidioso di quello nemico, potrà raggiungere il suo obiettivo, dovendo ringraziare solo se stessa oltre agli errori dei suoi avversari: nessuno l'ha cooptata -vedere qui- non ha capibastone a cui […]
Leggi ora
28 Aprile 2022
Caso Sargentini: l'assordante silenzio di Saviano
La giornalista femminista Monica Ricci Sargentini minacciata di sanzione -tre giorni di sospensione- dal Corriere della Sera per avere condiviso lo spirito di un'iniziativa di protesta contro un articolo pubblicato sull'allegato Sette in cui lo scrittore napoletano parlava di regolarizzare il "sex work" come lavoro ordinario. Sarebbe importante conoscere il suo punto di vista di difensore della libertà di opinione sulla vicenda. Ma al momento nessun segnale
Conosciamo Roberto Saviano come un difensore della libertà di opinione e di stampa. Così si è sempre presentato. Non soltanto per i rischi corsi personalmente, ma per avere in più occasioni difeso la libertà di pensiero con prese di posizioni pubbliche, spiegando che un giornalista deve “poter fare il proprio lavoro senza essere attaccato sul piano personale, senza un clima di minaccia” e lamentando che “qualsiasi voce critica sa di potersi aspettare ritorsioni”. In questi giorni Monica Ricci Sargentini, giornalista […]
Leggi ora
26 Aprile 2022
Trans-medicina: la nuova lobotomia
Secondo Lisa Michele il trattamento di minori sani con ormoni è "uno dei più grandi scandali medici della storia" e può essere paragonato alla lobotomia di 50 mila americani a metà del secolo scorso: in entrambi i casi, nessuna evidenza scientifica e gravi danni per i pazienti. Intanto nasce in Italia un sito di auto-aiuto per genitori di bambine e bambini con disforia di genere
Parlando di quello che definisce "uno dei più grandi scandali medici della storia americana" (e non solo americana, purtroppo: i trattamenti di cui parla si fanno anche in Italia) la femminista americana Lisa Michele,azzarda un paragone molto forte tra le terapie ormonali per le persone con disforia (specie le-i minori) e la pratica chirurgica della lobotomia, trattamento devastante molto in voga negli USA tra gli anni '40 e gli anni '60. Quella che leggerete è una trascrizione del video di […]
Leggi ora