Nel nostro sistema giudiziario una persona può essere dichiarata colpevole solo dopo tre gradi di giudizio. A volte capita anche che tre gradi di giudizio non la imbrocchino, e che un innocente venga dichiarato colpevole: così pare siano andate le cose per Alberto Stasi, in carcere da quasi 16 anni per avere ucciso la sua ragazza Chiara Poggi.
E’ la dibattutissima vicenda di Garlasco, caso di cronaca tra i più seguiti degli ultimi decenni.
L’assassino di Chiara non sarebbe Stasi secondo la magistratura inquirente che oggi concentra la sua attenzione su Andrea Sempio, amico del fratello della ragazza che all’epoca dei fatti aveva 19 anni -7 meno di Chiara-. Sempio è stato invitato a comparire mercoledì 6 maggio per un interrogatorio -non si sa ancora se si presenterà o/e se si avvarrà o meno della facoltà di non rispondere-. Secondo gli inquirenti Sempio avrebbe brutalmente ucciso Chiara in seguito un approccio sessuale respinto da lei. I magistrati lo indicano come unico responsabile dell’omicidio, aggravato dalla crudeltà per il numero di ferite inferte alla ragazza, e gli imputano di avere commesso il fatto “per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.
Vale per Andrea Sempio quello che vale per chiunque altro: saranno necessari tre gradi di giudizio per dichiararlo eventualmente colpevole. Il giusto processo, inoltre, deve sempre basarsi su prove certe e non può affidarsi a profili psicologici e personologici dell’imputato. Può essere difficile tenere il punto, soprattutto in casi come questo. La definizione “biondino dagli occhi di ghiaccio”, rilanciata dai media, è costata piuttosto cara ad Alberto Stasi, insieme al suo temperamento freddo e composto. Sarebbe un’ingiustizia se qualcosa del genere capitasse anche per Sempio, in forza della sua “stranezza”, delle sue ombrosità, dei suoi discorsi,
Dunque Andrea Sempio va reputato innocente, questo è certo, finché tre gradi di giudizio non ne accerteranno la colpevolezza.
Ma non meno certo è il fatto che il profilo di Andrea Sempio appare a tutti gli effetti quello di un Incel, e qui -diversamente dalla quasi totalità degli opinionisti che commentano il caso- di Incel ce ne intendiamo piuttosto bene. Di più, Andrea Sempio è un redpillato: cercheremo ora di spiegare questi termini e per quali ragioni raccontano il personaggio.
Un Incel ((Involuntary Celibate) è un celibe involontario: cioè uno che si ritrova single a prescindere dalla sua volontà, che soffre questa condizione e che la spiega dandone la colpa alle donne. Si tratta di una sottocultura molto estesa in Occidente -ma non altrettanto conosciuta, almeno fino a quando la serie Adolescence non ha raccontato in una straordinaria presa diretta la storia di Jamie, quasi-bambino Incel: l’età media della categoria si sta abbassando costantemente e questa subcultura spiega anche tante storie di ragazzini con il coltello che si restituiscono un’identità con un gesto violento.
In parole semplici: un Incel è un uomo o un ragazzo infelice e pieno di rabbia perché si sente rifiutato dalle donne, destino che non può essere modificato. Secondo un Incel le donne, soprattutto le più desiderabili, “ipergamano”, ovvero cercano come partner maschi avvenenti, ricchi e vincenti secondo la logica LMS: look, money, status. Questa tipologia di maschi alfa viene denominata Chad. Ma mentre anche una donna non-alfa può ambire a un Chad, un maschio non-alfa non ha nessuna chance.
Un incel trova conforto e identità in reti online di suoi simili, tenuti insieme dalla convinzione che il mondo è stato distrutto dalla libertà delle donne e nella fattispecie dal femminismo, e che vagheggiano il ritorno a un mondo arcaico in cui le donne non hanno possibilità di scelta e semmai vengono scelte. Nelle comunità incel più estreme odio misogino e desiderio di vendetta costituiscono il collante.
Sei redpillato quando hai preso piena consapevolezza della tua condizione: prendere la red pill, pillola rossa -dal film Matrix- ti consente di prendere atto della tua reale situazione, senza farti troppe illusioni. Essere redpillati significa essere risvegliati.
Per alcuni Incel l’unica possibilità di riscatto è un gesto “eroico” preferibilmente contro le donne. Certi teorizzano perfino lo stupro come atto di giustizia. Ma anche il suicidio è una possibilità. Le varie comunità Incel costituiscono la manosfera maschilista. Contigui, il movimento per i diritti degli uomini (MRA, men’s right activist), più politicizzato, e il MGTOW (Men Going Their Own Way, Uomini che vanno per la loro strada) che scelgono di non avere alcun contatto con le donne per non esserne influenzati.
La figura di Andrea Sempio presenta molte caratteristiche tipiche degli Incel: decisamente solitario, ha rapporti complessi con le ragazze e ha frequentato a lungo forum online come «Italia Seduction», a cui ha inviato oltre tremila messaggi con lo pseudonimo Andreas.
In questi messaggi Sempio rivela un’idea dell’innamoramento come debolezza: “Nessuno si innamora se è sia pure parzialmente soddisfatto di ciò che ha e di ciò che è. L’innamoramento scaturisce dal sovraccarico depressivo… L’unica volta in cui mi sono innamorato (da cui poi è nata una one-itis di quasi 2 anni) è capitato in un momento oscuro della mia vita. Tra i 18 e i 20″ . One-itis è un termine gergale che potrebbe essere tradotto come “andare in fissa” per una donna, cadere preda di un’ossessione, farne una malattia (il termine itis significa primariamente infiammazione, infezione, condizione patologica).

Ancora dalle chat: “«Innanzitutto non confondere one-itis e amore. Molte persone sono in one-itis per donne con cui non hanno manco scambiato mezza parola; non hanno sogni d’amore, sono solo fissati… Mi sono innamorato solo una volta (…) ero innamorato di una fantasia più che della ragazza in sé. Infatti la conoscevo appena ed ero così in panne davanti a lei che non siamo mai andati oltre ciao e due battute. Da allora non mi sono più innamorato».
Sempio spiega anche che il suo «ostacolo principale» con le donne è «il contatto fisico… Ho quasi ventidue anni e con le donne son arrivato al massimo a qualche bacio”. Ma si spinge anche oltre, dichiarando la sua empatia nei confronti dello stragista Incel Elliot Rodger, 22enne autore del massacro di Isla Vista, California, nel 2014, 6 morti e 22 feriti con coltelli e armi da fuoco.
Prima di suicidarsi, Rodger ha lanciato online il suo manifesto, in cui si legge: “Negli ultimi otto anni della mia vita, da quando ho raggiunto la pubertà, sono stato costretto a sopportare un’esistenza di solitudine, rifiuto e desideri insoddisfatti, tutto perché le ragazze non sono mai state attratte da me. Le ragazze davano il loro affetto, il loro sesso e il loro amore ad altri uomini ma mai a me. Ho ventidue anni e sono ancora vergine. Non ho mai nemmeno baciato una ragazza. Ho frequentato il college per due anni e mezzo, più di tanti in realtà, e sono ancora vergine. È stato molto tortuoso. Il college è il momento in cui tutti sperimentano cose come il sesso, il divertimento e il piacere. In quegli anni ho dovuto marcire nella solitudine. Non è giusto. Voi ragazze non siete mai state attratte da me. Non so perché voi ragazze non siete attratte da me, ma vi punirò tutte per questo. È un’ingiustizia, un crimine, perché… non so cosa voi non vediate in me. Sono l’uomo perfetto eppure voi vi lanciate verso questi uomini odiosi invece che verso di me, il supremo gentiluomo”.
Rodger, vero mito incel insieme all’influencer Andrew Tate, afferma anche nel suo “mondo ideale” farebbe recludere tutte le donne in campi di concentramento, facendone morire la stramaggioranza di fame e assistendo “con gioia” alla loro dipartita osservandole da una torre costruita appositamente per lui. Rodger desiderava un mondo “puro” “in cui le generazioni future avrebbero vissuto la loro vita senza doversi preoccupare della barbarie del sesso e delle donne”.
Riguardo a Rodger, Andrea Sempio dice di ritrovarsi «nel ragazzino. Solo che io non avevo armi da fuoco ed ero troppo impegnato a drogarmi e a tagliuzzarmi qui e là per progettare una strage».
Sempio intende lo stupro come una possibilità: «Razionalmente può essere un orrore ma dal punto di vista di biologia, evoluzione e riproduzione, lo stupro è dimostrazione pratica della forza del maschio e la ‘prova’ che trasmetterà ai propri discendenti qualità di forza e aggressività, utilissime a sopravvivere in natura».
Sempre in chat, Sempio teorizza che le ragazze che hanno subito abusi sessuali da piccole mostrano un certo “imprinting verso la violenza”.

Andrea Sempio viene anche intercettato più volte in lunghi monologhi solitari, una sua abitudine mentre sta guidando: in uno di questi monologhi, ormai celebre, delinea il suo modello di società, una tribù in cui gli uomini vanno e caccia e le donne -che devono essere almeno 4 per ogni uomo, in modo che il desiderio maschile non conosca cadute- restano a casa ad accudire i bambini e i vecchi. Nella stessa intercettazione parla dell’insensatezza del tabù dell’incesto.
Andrea Sempio ha praticato a lungo l’arte marziale Krav Maga ed è stato anche istruttore della disciplina. Le arti marziali sono spesso indicate nella manosfera come strumento per avvicinarsi alla mascolinità alfa. Il film del documentarista Louis Theroux “Dentro la manosfera” illustra questo mondo incontrandone i principali influencer, che “insegnano ai maschi come essere maschi” idealizzando muscoli, virilità tradizionale e soldi contro la società che discrimina gli uomini e promuove la supremazia femminile (visibile su Netflix).
Elena Bandiera
Aggiornamento del 5 maggio 2026: Andrea Sempio ha chiarito che domani si avvarrà della facoltà di non rispondere, e che invece intende sottoporsi a una perizia psico-personologica.
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