Fuori i misogini dal servizio pubblico
L'ingaggio a "Ballando con le stelle" di Teo Mammucari, protagonista di uno degli show più offensivi di sempre contro le donne con una "valletta muta" -Flavia Vento- inscatolata nel plexiglas e metodicamente sbeffeggiata, fa dubitare sull'effettivo impegno della Rai contro la violenza e il maschilismo. E obbliga le cittadine e i cittadini a contribuire al cachet di chi ha offerto delle donne un'immagine tanto degradante

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Al CdA RAI

alla Presidente MARINELLA SOLDI

all’Amministratore Delegato ROBERTO SERGIO

alla Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI

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Il femminicidio di Giulia Cecchettin ha segnato un punto di non ritorno nella coscienza collettiva sulla violenza maschile: l’unico precedente possibile è il delitto del Circeo.

La RAI ha rappresentato questo momento di dolore e di consapevolezza politica manifestando l’intento a mobilitarsi in modo permanente contro la misoginia e il maschilismo. 

Per questa ragione ci sorprende, ci offende e ci addolora l’ingaggio a “Ballando con le stelle”, show per famiglie del sabato sera, di un personaggio come Teo Mammucari che alcuni anni fa  con la sua trasmissione “Libero” e la sua “valletta muta” Flavia Vento -inscatolata in un box di plexiglas ai suoi piedi, regolarmente umiliata e sbeffeggiata, si veda a titolo di esempio qui e qui ha dato vita a uno degli show più misogini e offensivi per le donne mai trasmessi dalla tv pubblica. La stessa Vento ha recentemente ammesso di essersi sentita a suo tempo gravemente denigrata.

Il coinvolgimento di Teo Mammucari in “Ballando” è una scelta a dire poco discutibile. Il caso Mammucari non è certo l’unico ma è esemplare, ed è intollerabile che una quota del canone prelevato d’ufficio a cittadine e cittadini finisca nelle tasche di un personaggio che non ha alcuna ragione per essere premiato e che persiste nella sua volgarità misogina.

Chiediamo alla RAI in quanto servizio pubblico che non abdichi alle sue funzioni educative e che si attenga con maggiore coerenza al proprio dichiarato impegno contro la violenza maschile, evitando di imporre alle cittadine e ai cittadini di contribuire pro quota a finanziare chi della donna ha offerto un’immagine tanto degradante. 

RadFem Italia

Rete per l’Inviolabilità del Corpo Femminile

 


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