Due parole al signor Gennarone (di più non ne merita)
L'essenza del fascismo è impedire a chiunque di parlare. Chi dà della ****** a una donna intende intimidirla, svalorizzarla e soprattutto metterla a tacere. Ergo: un sessista non può definirsi antifascista perché il sessismo è incompatibile con l'antifascismo

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Due parole al rapper Gennarone, autore di testi pregevoli (es.:«Stile foggiano, la mia terra la amo, dall’appennino dauno alle terre del Gargano. Prendimi la mano pronti per il viaggio nella terra che viviamo») che nel corso del concertone del 1° maggio a Foggia tra le molte altre cose ha detto che «L’Italia sta vivendo l’ombra del fascismo grazie a quella ***** di Giorgia Meloni».

Solo per ricordargli che: a) l’essenza di ogni fascismo e totalitarismo è impedire a chiunque di esprimere il suo pensiero b) dare della ****** a una donna -nella fattispecie alla Presidente del Consiglio- significa svilirla, intimidirla, togliere valore a quello che ha da dire e quindi metterla a tacere c) se ne deduce che chiunque -di destra o di sinistra, di sopra o di sotto- dia libero sfogo al proprio connaturato sessismo di sicuro non può definirsi un antifascista essendo che -come detto- l’essenza di ogni fascismo e totalitarismo è impedire a chiunque di esprimere il proprio pensiero, e accusare una donna di essere una ****** ha lo scopo di produrre esattamente l’effetto di intimidire e mettere a tacere quella donna, chiunque ella sia. Dunque l’antifascismo non è compatibile con il sessismo.

Sarebbe fin troppo facile condurre fino in fondo il sillogismo affermando che chi non è antifascista, come non lo è Gennarone, è fascista, ma il tema obbligherebbe a introdurre una distinzione tra antifascisti e antifa, popolazioni assai diverse.

Pertanto ci limiteremo ad affermare che il signore Gennarone è un orrido sessista e che sarà bello vederlo in tribunale.

MARINA TERRAGNI

aggiornamento del 4 maggio: ovviamente schifo profondo anche per questo, appreso in seguito. Ce n’è per tutte


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