Cirinnà padronale

Condividi questo articolo

Dibattito sul #ddlZan organizzato dal Pd Lazio. Insieme al primo firmatario Alessandro Zan, Monica Cirinnà, la responsabile Conferenza Donne Pd Cecilia D'Elia e una sola voce critica, quella di Valeria Fedeli.

Il succo: Zan in inedita modalità dialogo -di cui speriamo finalmente di potere approfittare- e contro il linguaggio violento, ok; Cecilia D'Elia convintamente pro-Zan informa che il femminismo Pd è modernamente "intersezionale" (probabilmente D'Elia non ha ancora registrato l'onda montante, ben più up to date in tutto il mondo, del femminismo radicale gender critical, diamole tempo); Fedeli lamenta che il dibattito nel Pd è stato scarso o nullo e attacca l'indebita inclusione della misoginia, invitando ad accettare e allargare la discussione e avvisando che il Senato "non è la Camera" (leggi: i numeri non sono poi così certi).

Ma il premio della critica va a Monica Cirinnà, la quale lamenta che la posizione delle colleghe critiche (Valente e Concia) è strumentalizzata dalla destra, stiano attente quando parlano. E concede: ok, discutiamone, ma il testo uscito dalla Camera non si tocca. Il ddl Zan è quello e non cambierà.

Ora: tolto il fatto che il bicameralismo non è un'opinione, e che il ddl è stato approvato alla Camera nella semiclandestinità (era l'autunno delle terapie intensive che tornavano a riempirsi, la gente aveva altre cose in testa e i media maistream assecondavano il silenzio), a quanto pare anche il popolo comincia a rumoreggiare. I testimonial ok, le manine con l'hashtag #ddl Zan pure, ma c'è qualcosa in questo ddl che non torna, si vorrebbe capire, si vorrebbe sapere, si sente odore di bruciato.

Sono le solite noie della democrazia, lacci e lacciuoli. Ma il piglio di Cirinnà è letteralmente padronale, genere "io so' io" eccetera, lei ha deciso così, chiacchierate pure in libertà ma poi si fa quello che dico io. Colleghe, se avete qualche riserva sullo Zan meglio se ve ne state zitte. Sarebbe interessante sapere dove si radica una simile protervia, dove poggia questa signorottistica postura, sarebbe bello che ce lo spiegasse lei stessa ma ogni tentativo di confronto è andato a vuoto, con lei come con Zan.

Cirinnà dovrebbe considerare che la preoccupazione per i contenuti del ddl sta montando in modo esponenziale, che quando la gente si rende conto che il core della legge è un percepito indefinito -l'identità di genere- comincia a sospettare e a rizzare le antenne, e hai voglia Fedez. Che se il 94 per cento dei britannici ha detto NO all'identità di genere -e il governo inglese ne ha preso atto, chiudendo anche con quei corsi Lgbtq nelle scuole che qui impazzano- non ci sono molte ragioni per ritenere che gli italiani la vedano diversamente.

E poi forse è vero, questa certezza dei numeri al Senato non c'è, nel caso sarebbe uno scivolone per il Pd, e sarebbe consigliabile una maggiore cautela.

Marina Terragni


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
   — oppure —
Puoi inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE
Causale obbligatoria: FEMINIST POST
IBAN: IT80C0200812914000104838541
Potrebbe interessarti anche
30 Gennaio 2023
Nasce GenerAzioneD, associazione italiana di genitori di minori che si definiscono "trans"
Un sito di orientamento e di informazione per sostenere e accompagnare madri e padri che si trovino a vivere questa complessa esperienza: testimonianze, interviste, e link per contribuire a un dibattito approfondito che oggi non trova spazio sui media mainstream
Si è costituita l’associazione culturale, apolitica, aconfessionale e priva di scopi di lucro GenerAzioneD Scopo primario dell’associazione è quello di informare in merito alle problematiche della disforia/incongruenza di genere in bambini, adolescenti e giovani adulti. Attraverso la divulgazione di testimonianze, notizie, articoli nazionali e internazionali in traduzione e la promozione di occasioni di confronto, GenerAzioneD si propone di favorire la trasparenza necessaria affinché venga garantita la migliore assistenza possibile alle persone coinvolte.  GenerAzioneD nasce infatti dall’incontro di alcuni genitori accumunati dall’esperienza di avere figli […]
Leggi ora
27 Gennaio 2023
Bambine/i "transgender": è contagio da social. Lo ammette perfino la maggiore associazione trans
Tik Tok, Youtube e altri: la presidente di WPATH, associazione mondiale per la salute trans, costretta ad ammettere che gli influencer hanno una grande parte nell’epidemia di transizioni tra i minori, fenomeno negato dai progressisti occidentali che bollano ogni allarme come transfobia. Ma non si smette di spingere per medicalizzazione e chirurgizzazione precoce
L'onorevole Alessandro Zan, primo firmatario del famigerato ddl sull'identità di genere finito in cavalleria, aveva negato il vertiginoso aumento dei casi di transizione di bambine e bambini, definendo la notizia un'"affermazione pericolosa" Nel 2021 vi erano già numerose statistiche che segnalavano l'entità del problema, ma a quanto pare Zan non ne era a conoscenza -il che è inaccettabile- o fingeva di non sapere o più probabilmente riteneva ideologicamente che il semplice fatto di porre la questione si dovesse ritenere prova […]
Leggi ora
24 Gennaio 2023
Il problema non è il rooming-in ma la solitudine delle mamme
Dopo la triste vicenda del neonato morto accanto alla mamma al Pertini di Roma per alcune/i la soluzione è tenere i bambini nei nidi e non in stanza. Ma il rooming-in è stato fortemente voluto dalle donne che un tempo in ospedale venivano separate dai bambini. Si tratta semmai di consentire alle neomamme di avere vicino una congiunta/o che le assista. Specie in tempi di personale carente
A partire dalla dolorosissima vicenda del neonato morto all'ospedale Pertini di Roma -probabilmente per soffocamento accidentale, la magistratura accerterà le cause: potrebbe anche trattarsi di "morte in culla" o di altro- molte e molti concludono che il rooming-in è una pratica pericolosa e sbagliata e che i bambini dovrebbero stare nelle nursery. Ricordo però che in passato le donne hanno molto lottato per ottenere il rooming-in e per ragioni più che evidenti: non separarsi dal neonato dopo la lunga convivenza […]
Leggi ora
24 Gennaio 2023
Sesso e genere: il saggio di JK Rowling
Nel suo testo la scrittrice spiega nel dettaglio le ragioni per le quali ha sentito la necessità di occuparsi della questione trans, sfidando la violenza degli attivisti. Uno scritto-manifesto per il femminismo gender critical tradotto in italiano da Alessandra Asteriti
Attaccando JK Rowling oggi si può anche fare business. Ultima iniziativa quella di un giovane imbecille canadese creatore di libri d'arte che ha deciso di de-rowlingzzare Harry Potter pubblicando un'edizione speciale della saga sulla cui cover il nome dell'autrice scompare: 170 dollari a copia per un ignobile sopruso. Che gli restino tutte le copie in magazzino. Tornando alle cose serie: nel giugno del 2020 JK Rowling ha pubblicato un saggio sul suo sito web per spiegare dettagliatamente la sua posizione […]
Leggi ora
22 Gennaio 2023
Nasce in Francia Femelliste, piattaforma gender critical "sorella"
Molestate, insultate, sbeffeggiate, minacciate: le femministe francesi hanno raccolto e catalogato gli attacchi subiti per anni dai transattivisti. E hanno dato vita a un sito di informazione e formazione contro la dittatura dell’ideologia transgender
Il nome del sito è un gioco di parole poco traducibile in italiano. Le creatrici del sito informano che è stato già usato da femministe animaliste come Posie Parker, Nicole Roelens e il collettivo Boucherie Abolition (Abolizione delle Macellerie). Farebbe pensare all'antispecismo, in realtà è di più e sotto certi aspetti un po' diverso. "Femelle" in francese indica infatti la femmina dell'animale (per quella umana si ricorre allo stesso vocabolo di donna, femme). Poiché si battono per i diritti sessuali […]
Leggi ora
21 Gennaio 2023
Anche in Italia si apre -finalmente!- il dibattito sui bloccanti della pubertà
A rompere il silenzio la Società Psicoanalitica Italiana che chiede una discussione scientifica aperta su questi trattamenti che definisce "sperimentali", non supportati da adeguati studi e a forte rischio etico perché predeterminano il destino di bambine e bambini
In notevole ritardo rispetto al Grande Nord europeo, alla Gran Bretagna all'Australia, ad alcuni stati USA -che hanno bruscamente frenato sull'uso del puberty blocker come "terapia" per bambine e bambini dai comportamenti non conformi al genere, anche in Italia si rompe finalmente il silenzio con una lettera indirizzata al governo da parte della Società Psicoanalitica Italiana, che invita alla prudenza e all'apertura di una discussione scientifica pubblica. A seguire riproduciamo le interviste realizzate da Marina Terragni per Il Foglio e […]
Leggi ora