Campo aperto, liste chiuse
L'occhio di tigre non vuole vedere che tu puoi riassemblare e ricombinare lo schieramento quanto vuoi, ma se le facce e i nomi restano gli stessi sei molto poco credibile. E se l'unico obiettivo riconoscibile dal più dell'elettorato è sbarrare la strada all'avversaria politica -per una volta una donna, il che rende tutto ancora più surreale- le probabilità di successo non sono molte

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Lavori in corso per la costruzione del grande rassemblement o campo aperto (quello largo è stato dismesso). La discussione è solo tra uomini (con la parziale eccezione di Emma Bonino) e il cemento che tiene insieme il progetto di coalizione è “fermare Meloni”: di programmi politici si discute poco, e che cosa possano avere in comune Calenda, Fratoianni e Di Maio è tutto da capire. Osservatori e sociologi della politica si sgolano a far notare che costruire un progetto “contro” (cambiando di volta in volta il bersaglio, da Berlusconi in qua) è un errore che non porta voti, e segnatamente che affermare che Meloni è post-fascista -o fascista del tutto- non è questa grande idea, perché chi è sensibile a questo argomento ha già deciso che non la voterà, e a tutti gli altri non fa un baffo. Ma niente da fare: avanti con determinazione per questa strada.

Non bastasse tutto questo, il grande collettore aperto pare avere come esito certo liste elettorali chiuse: a parte qualche specchietto (o specchietta) per le allodole, piazzato strategicamente in posizione di non-eleggibilità, l’obiettivo è garantire gli attuali garantiti o almeno il maggior numero possibile di loro, visto che con la riduzione del numero dei parlamentari qualcuno/a resterà fatalmente a casa. Quindi nomi nuovi nel rassemblement sostanzialmente non ne vedremo. Puoi provare a cambiare l’ordine dei fattori, ma il risultato è sempre quello.

Altra storia e ben altra apertura sarebbe se le segreterie dei partiti assemblati stabilissero che almeno metà dei/delle candidati/e in posizione di eleggibilità fossero personalità esterne agli apparati, note alla cittadinanza per qualche competenza, per il loro impegno e per la loro passione politica. Questi nomi sì porterebbero voti perché accenderebbero l’interesse di elettrici ed elettori e perché la novità sarebbe evidente: le persone contano. Ma fin qui l’occhio della tigre non vuole vedere.

Dell’apertura da parte del PD e della sinistra -pur essendo il femminismo storicamente legato alla sinistra- da anni non abbiamo segnali. Sui temi che ci stanno a cuore, e che vanno a comporre un orizzonte alternativo al dirittismo e al fatalismo transumano, abbiamo cercato con accanimento qualche occasione di interlocuzione. Tanto per dirne una, sul ddl Zan, o su questioni sensibilissime come l’utero in affitto. Ma abbiamo incontrato sempre e solo sprezzo e porte sbarrate. Campo aperto dove?

Le liste con le candidature dovranno essere depositate entro il 22 agosto prossimo. Mentre i supposti “aventi diritto” si stanno accoltellando, mors tua vita mea, c’è tempo per una riflessione. Non si tratta, in fondo, di provare a vincerle, le elezioni?

Marina Terragni


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