Società Italiana di Pediatria: bloccare la pubertà dei bambini disforici non causa problemi permanenti. Ma vari studi dimostrano il contrario

UK, Svezia, Finlandia, USA: in gran parte del mondo è rivolta contro i puberty blocker che possono danneggiare in modo irreversibile la salute di bambine e bambini. Chiude la clinica Tavistock di Londra, mille famiglie si preparano a una class action in difesa di figlie e figli che non sono stati curati in modo adeguato, molti pediatri americani attaccano la loro associazione di categoria che spinge per la somministrazione di questi farmaci. Ma per la società dei pediatri italiani questi problemi non esistono
Condividi questo articolo

Secondo la Società Italiana di Pediatria gli effetti dei bloccanti della pubertà (puberty blocker) utilizzati per trattare bambine e bambini con disforia di genere sono perfettamente REVERSIBILI: significa che se la bambina/o cambia idea riguardo al proprio proposito di "cambiare sesso" e sospende la "terapia", il suo sviluppo riprenderà normalmente, senza alcun effetto definitivo e/o problema di salute.

Società Italiana di Pediatria: bloccare la pubertà dei bambini disforici non causa problemi permanenti. Ma vari studi dimostrano il contrario

Le cose non stanno affatto così. Gli effetti della terapia con puberty blocker non sono affatto "completamente reversibili", come dimostrato da svariati studi. Stupisce quindi che i pediatri italiani non vengano messi a conoscenza di queste evidenze scientifiche.

Ecco uno degli studi, pubblicato dal British Medical Journal, in cui si sostiene che i blocker non alleviano la sofferenza psichica delle/dei giovani sottoposti a queste “terapia” (had no significant effect on their psychological function, thoughts of self-harm, or body image) ma anche che i bambini hanno sperimentato una crescita ridotta dell'altezza e della forza ossea quando hanno terminato il trattamento all'età di 16 anni ("the children experienced reduced growth in height and bone strength by the time they finished their treatment at age 16").

Sulla base di questo studio -che è del 2021- l'NHS Greater Glasgow e Clyde (Scozia) hanno dovuto ritirare il loro opuscolo sulla disforia di genere, opuscolo in cui si sosteneva la perfetta reversibilità degli effetti dei blocker, e si sono scusati dopo una protesta secondo la quale i potenziali effetti a lungo termine non erano stati chiariti.

La Tavistock di Londra ha trattato farmacologicamente migliaia di minori con problemi di disforia di genere, e ora è stata chiusa. Così ne ha dato notizia il quotidiano The Times: "Il danno fatto è incommensurabile. Nessuno sa quanti anni di dogma ideologico, trattamento inappropriato e una colpevole incapacità di considerare il benessere mentale generale dei bambini curati dalla Tavistock Clinic influenzeranno le migliaia di persone che si sono rivolte al Servizio per lo sviluppo dell'identità di genere. Ieri il governo ha messo un doveroso stop. Dopo il rapporto devastante di marzo sulla prescrizione senza criterio di bloccanti della pubertà da parte della clinica, il governo ha deciso di chiuderla. Il trattamento dei bambini che mettono in discussione la loro identità di genere sarà ora gestito da ospedali pediatrici regionali che hanno una reputazione consolidata e rispettata".

Ma secondo la Società Italiana di Pediatria, le motivazioni della chiusura sono altre, e non si fa menzione del "danno incommensurabile" di cui parla The Times.

Società Italiana di Pediatria: bloccare la pubertà dei bambini disforici non causa problemi permanenti. Ma vari studi dimostrano il contrario

Oggi, sempre secondo The Times, mille famiglie sarebbero pronte a fare causa alla clinica per aver rovinato la salute dei loro figli. Tom Goodhead, chief executive of Pogust Goodhead law firm, ha dichiarato al quotidiano:

"Children and young adolescents were rushed into treatment without the appropriate therapy and involvement of the right clinicians, meaning that they were misdiagnosed and started on a treatment pathway that was not right for them". (Bambini e giovani adolescenti sono stati trattati frettolosamente senza la terapia appropriata e il coinvolgimento di medici giusti, il che significa che sono stati diagnosticati erroneamente e hanno iniziato un percorso terapeutico che non era adatto a loro).

"These children have suffered lifechanging and, in some cases, irreversible effects of the treatment they received ... We anticipate that at least 1,000 clients will join this action" (Questi bambini hanno subito effetti che gli hanno cambiato la vita e, in alcuni casi, conseguenze irreversibili del trattamento che è stato loro somministrato ... Prevediamo che almeno 1.000 persone si uniranno a questa azione).

Continua l'articolo di The Times:

"The allegations of medical negligence are based on the findings of an interim report by Dr Hilary Cass, a former president of the Royal College of Paediatrics and Child Health, who is leading a review of the service. Cass found the clinic overlooked other mental health issues in children distressed about their gender, and failed to collect data on the use or side effects of puberty blockers, which she said may "temporarily or permanently" disrupt the development of children's brains". (Le accuse di negligenza medica si basano sui risultati di un rapporto provvisorio della dott.ssa Hilary Cass, ex presidente del Royal College of Pediatrics and Child Health, che sta conducendo una revisione del servizio. Cass ha scoperto che la clinica ha trascurato altri problemi di salute mentale nei bambini in difficoltà per il loro genere e non ha raccolto dati sull'uso o sugli effetti collaterali dei bloccanti della pubertà, che secondo lei potrebbero "temporaneamente o permanentemente" interrompere lo sviluppo del cervello dei bambini).

Anche il Karolinska Institute, che erogava un analogo servizio per l'"identità di genere" dei minori in Svezia, ha ammesso di avere rovinato la salute di numerosi bambini -soprattutto bambine- prescrivendo bloccanti della pubertà.

E' davvero preoccupante che la Società Italiana di Pediatria insista nel considerare "reversibili" gli effetti di questi farmaci che continuano a essere somministrati nel nostro Paese.

Intanto negli USA molti pediatri sono in rivolta contro la loro associazione di categoria, l'American Academy of Pediatrics, accusata di "spingere" per la terapia affermativa, ovvero per la somministrazione di farmaci dannosi (harmful) a bambine e bambini gender variant. I pediatri denunciano l'impossibilità di cambiare questi protocolli.

Marina Terragni


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
   — oppure —
Puoi inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE
Causale obbligatoria: FEMINIST POST
IBAN: IT80C0200812914000104838541
Potrebbe interessarti anche
6 Ottobre 2022
"Distruggi i diritti delle donne": JK Rowling contro la premier scozzese e la sua legge trans
Come in Spagna anche in Scozia il femminismo combatte contro una legge voluta dalla prima ministra Nicola Sturgeon che introduce l'autodeterminazione di genere senza alcuna diagnosi medica e abbassando a 16 anni l'età per l'accesso. E anche stavolta l'autrice di Harry Potter è al fianco delle donne, delle bambine e dei bambini
JK Rowling si fotografa con una maglietta che dice: "Nicola Sturgeon, distruttrice dei diritti delle donne" per sostenere le donne che protestano davanti al parlamento scozzese contro la controversa legge di riforma del riconoscimento di genere voluta dalla Prima Ministra scozzese. Le attiviste di For Women Scotland (Scozia per le donne) si sono riunite questa mattina davanti al Parlamento scozzese per una manifestazione contro il disegno di legge promosso da Sturgeon, che renderebbe più facile l’autodeterminazione di genere –lo abbiamo […]
Leggi ora
5 Ottobre 2022
Le Iraniane stanno lottando anche per noi
Le donne in Iran sono oppresse, violate e uccise proprio per i loro corpi di donne. E la loro rivolta potrebbe liberare tutte e tutti. E' pronto l'Occidente woke dell'identità di genere e della "libertà di velo" a comprendere e sostenere questa rivoluzione che soffia anche per noi? Donna, vita, libertà
Nell’incerto e perennemente mutevole assetto geopolitico del nostro tempo, nel mezzo di un’agenda politica globale che da destra a sinistra dimentica le donne tradendo, seppur in modi differenti, l’esclusività femminile e la ricchezza della differenza sessuale, la lotta delle donne iraniane ha un che di epico, di commovente. L’uccisione di Mahsa Amini dimostra quanto la questione del “velo come libertà” sia la quintessenza della disonestà intellettuale, della fallacia logica, di un’annosa bugia. Alla ventiduenne Mahsa il desiderio di “sentire il […]
Leggi ora
1 Ottobre 2022
Ragazze che si tolgono il seno
La propaganda transattivista invita le bambine a disagio con le proprie forme femminili a comprimere il seno con apposite fasce (binder), primo passo verso la mastectomia finale. La stessa violenza misogina della tradizionale "stiratura del seno" praticata in Africa. In UK l'associazione di beneficienza Mermaids -finanziata con fondi pubblici- sotto accusa per aver inviato fasce ad adolescenti contro il parere dei genitori
La stiratura del seno (breast ironing) è un'orribile pratica tuttora in uso in alcune regioni dell'Africa, in particolare nel Camerun. Si tratta della distruzione della mammelle delle adolescenti prodotta con strumenti arroventati -vecchi ferri da stiro, spatole, sassi o conchiglie- e in genere praticata dalle donne adulte della famiglia. Lo scopo è rendere le ragazze meno attraenti per sottrarle a stupri e gravidanze precoci che potrebbero infangare l'onore del gruppo familiare. La pratica causa gravi danni alla salute delle adolescenti, […]
Leggi ora
27 Settembre 2022
Il femminismo e la destra
In risposta a Julie Bindel, che considera il muro eretto dalla sinistra transattivista ma anche i rischi di un'alleanza con la destra: in Italia la novità storica -una donna di destra premier, Giorgia Meloni- complica ulteriormente il quadro. Che fare allora? Quello che sta capitando in Spagna sull'orribile Ley Trans forse indica una strada buona per tutte
Julie Bindel e Harvey Jeni prendono il toro per le corna: visto che da troppo tempo con la sinistra non c'è possibilità di dialogo, il femminismo radicale e gender critical può guardare a destra senza correre rischi? Tema che in Italia abbiamo ben presente e che ha agitato tutta la campagna elettorale conclusasi con la vittoria schiacciante di una donna di destra, Giorgia Meloni, che non si è mai dichiarata femminista. Il fatto che oggi la destra in Italia sia […]
Leggi ora
24 Settembre 2022
SPAGNA: SOCIALISTE CONTRO LA LEY TRANS
A differenza delle loro omologhe italiane del PD e della sinistra schierate per la libera identità di genere, le progressiste spagnole rompono con le politiche transattiviste del PSOE in difesa delle donne e dei bambini. Nel loro manifesto gli ottimi argomenti contro quella che, se approvata, potrebbe essere la peggiore legge transattivista del mondo
Rompendo con il suo partito, il PSOE, e lanciando un segnale alle donne di sinistra europee, generalmente schierate in difesa del dirittismo transattivista, la Federación de Mujeres Progresistas lancia un coraggioso manifesto contro la Ley Trans voluta dalla maggioranza di governo in Spagna (PSOE e Podemos) e in via di approvazione con iter d'urgenza, senza un effettivo dibattito parlamentare né un'ampia discussione pubblica. L'iniziativa nasce anche in risposta alla clamorosa rottura tra il femminismo storico spagnolo -riunito nel cartello Contraborrado- […]
Leggi ora
21 Settembre 2022
RU486 o pillola abortiva: miti, fraintendimenti e business
L'aborto chimico viene venduto come più libero e autodeterminato, ma non è la soluzione per tutte: è più lungo e doloroso di quello chirurgico, a volte meno sicuro e serve soprattutto a far risparmiare il sistema sanitario come spiega il saggio di tre femministe americane. Alle donne va garantito il diritto di essere informate e di scegliere consapevolmente tra le due opzioni: ecco una proposta di legge per fare funzionare gli ospedali
Qualche giorno fa abbiamo pubblicato “Quando l’aborto interessa agli uomini”. Nella postilla abbiamo accennato ai diversi metodi di interruzione involontaria di gravidanza, tra cui la pillola abortiva RU 486, anche detta “aborto chimico”. Dell'aborto chimico si parla come di un passo avanti nell'autodeterminazione. Soprattutto le più giovani possono fare confusione tra contraccezione "del giorno dopo" (che va assunta entro 72 ore dal rapporto a rischio) e pillola abortiva, con la quale si può interrompere la gravidanza fino alla 9a settimana. […]
Leggi ora