Ragazze che amano Drusilla

La signora chic non esiste davvero. E' solo un personaggio en travesti, anche se con una sua biografia e un suo stile. Ma in quanto "donna per scelta" e non per destino, piace molto alle giovani e viene considerata un modello di femminilità. Anche se è un uomo.
Condividi questo articolo

Ieri sera Drusilla Foer ha affiancato con grande successo Amadeus al festival di Sanremo, con il solito corollario di gossip per stuzzicare la curiosità dei telespettatori. Gianluca Gori, il bravissimo attore che dà vita a Drusilla, non è trans, né non binary e nemmeno una drag queen, ma perpetua la tradizione degli spettacoli en travesti di cui Paolo Poli è stato caposcuola.

Il personaggio pare vivere vita propria rispetto all’attore che lo interpreta, ha una propria biografia da raccontare (nascita, giovinezza, amori, matrimonio) e una sua visione del mondo.

Drusilla è dunque davvero un “personaggio" in senso pirandelliano, un po’ Franca Valeri e un po’, come abbiamo detto, Paolo Poli, e ha moltissime giovani fan. Anche se Drusilla non è affatto giovane. Già il nome tradisce un blasone che sa di antico, nome romano, “figlia di Druso”, quanto di più lontano dall’orizzonte culturale di una ragazzina; bellezza algida e compassata, old-style, buone maniere borghesi e abiti sartoriali, magrezza e classe da mannequin anni 50. Trucco sobrio, capelli bianchi portati con eleganza e raffinatezza, perle di saggezza a piene mani, tutto molto bon-ton.

Eppure piace, e proprio alle giovanissime, a giudicare dai social; le adolescenti sembrano fidarsi di lei, le chiedono consigli su come stare al mondo e come essere chic, in tempi in cui certe parole suonano tanto desuete. Parlano con Drusilla come  parlerebbero con una vecchia zia snob. Magari la mamma no, ma la zia che non ha figli e che la sa lunga della vita può essere un’ottima consigliera.

Ma Drusilla non esiste, la stessa biografia è un copione, non c’è nulla di vero.

Perché le ragazze la seguono?

Perché Drusilla non è una donna, è un uomo. Meglio, non è una donna “per nascita” -il massimo della banalità e dell'indesiderabilità- ma è una “donna per scelta”, quanto di più glamour ci sia. E dunque si sta al gioco, si crede alla finzione dei suoi consigli di stile, anche lei appare avvolta in un’aria di “favolosità”, non è la parente bigotta, ha esperienza e spalle forti, si può permettere persino i capelli bianchi.

Come parlare con un amico immaginario, come scrivere a Babbo Natale, sappiamo che non esiste ma ci piace proprio per questo. Perché la realtà è noiosa. E' fatta di donne vere, di madri e vecchie zie vere, lamentose, banali, superate; donne che ci appaiono deprimenti e per niente glamour, con bassa autostima, che mai le figlie sceglierebbero come modello. Perché quelle donne non hanno scelto di esserlo. Quindi non possono che essere casalinghe sciatte e frustrate, mogli e madri grigie ed incolori, banali e bigotte, nonostante le madri di oggi non corrispondano a certi stereotipi, che invece sopravvivono nella mente delle figlie.

Nel mondo femminista si osservano dinamiche molto simili: spesso il taglio fra generazioni è netto, le giovani donne, non solo le adolescenti, sembrano provare un rancore sordo verso “madri” politiche e simboliche alle quali rimproverano
qualunque errore o svista, animate da una sindrome risarcitoria che è un pozzo senza fondo.

Donne con maggiore esperienza di vita e di attivismo che talvolta realmente non hanno voluto o saputo “farsi madri” delle più giovani, forse loro stesse in una dinamica simile con le proprie madri. Difficile creare il cerchio della fiducia, istituire legami, riconoscere genealogie. Resistono muri di incomprensioni e di non-detti.

Meglio allora cercare altrove. Le stesse cose dette da un uomo appaiono più autorevoli e credibili, di loro ci si può fidare, loro sì che ci amano e ci sanno capire.

Loro, se sono donne, è perché lo hanno scelto, e non l'hanno subito come un amaro e indesiderabile destino.

Anna Perenna

DRUSILLA/2 (THE DAY AFTER)

TEST DI MISOGINIA
 
Quello che stiamo vedendo su RaiUno in questi giorni costituisce un test di misoginia terminale.
Pertanto è buono e interessante, perché dice a che punto siamo.
Un uomo -un bell'uomo ultracinquantenne, elegante, colto e ottimo attore- è la vera donna del momento. Lui sì.
Le altre invece, quelle che hanno avuto la sventura di nascere donne: scialbe, noiose, lagnose, ovviamente omofobe -Iva Zanicchi, ingiustamente accusata- insomma, il lumpenproletariat della donnità.
 
Lui: signora autorevole, chic, con uso di mondo, ecco la vera femminilità.
Loro: imparino da lei come essere donne, quei vestiti, quell'allure!
E' tutta una ola: sentito il discorso sull'unicità?
Una vera regina! Che charme!
Imparate dagli uomini che cos'è una vera donna!
Se proprio le donne a questo mondo servono, ce le faremo da noi.
 
E tutte quelle donne nate donne che si inchinano, schiave radiose.
 
p.s: viene prima la misoginia di ogni omofobia. La matrice è quella. Ricordarsene
 
Marina Terragni 
 

 


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
Potrebbe interessarti anche
20 Maggio 2024
Perché l'Italia non ha firmato la dichiarazione UE sui diritti LGBTIQ (ne ha firmato un'altra però)
Passata sotto silenzio la dichiarazione contro l’omolesbobitransfobia sottoscritta in Europa da tutti gli stati membri. Grande clamore mediatico invece su una seconda dichiarazione non firmata dall’Italia perché fortemente sbilanciata sull’identità di genere sul modello del fu-ddl Zan: ecco tutti i punti critici
Qualche giorno fa in occasione della Giornata Internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia (IDAHOT) in Europa è passata all'unanimità -Italia compresa, quindi- la seguente risoluzione: 1498th Meeting of the Committee of Ministers (7 May 2024) - EU Statement ahead of the International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia on 17 May07.05.2024 Press and information team of the Delegation to the COUNCIL OF EUROPE in StrasbourgI have the honour to speak on behalf of the European Union and its […]
Leggi ora
16 Maggio 2024
UK: a scuola non si parlerà più di identità di genere
Nuovo giro di vite del governo Sunak dopo il rapporto Cass che mette in guardia anche sui rischi della transizione sociale dei minori, la cosiddetta "identità alias" che è già stata adottata anche da molte scuole italiane: in classe non si insegnerà più che si può cambiare sesso e l'educazione sessuale sarà calibrata in base all'età. E mai senza il consenso dei genitori
Dopo anni e anni che i transattivisti di associazioni come Stonewall e Mermaids fanno il bello e il cattivo tempo con i loro corsi di educazione sessuale nelle scuole inglesi di ogni ordine e grado, il governo di Rishi Sunak annuncia oggi con la ministra dell’Istruzione Gillian Keegan nuove linee guida obbligatorie per scolari e studenti su questi temi. In classe non si insegnerà più che si può cambiare la propria identità di genere, come è stato fino ad ora […]
Leggi ora
14 Maggio 2024
Da Gaza alle sale parto occidentali, Judith Butler vede fascisti dappertutto
Fasciste, ovviamente, anche noi femministe gender critical, "alleate della destra e del Vaticano". L'intellettuale californiana, rinunciando a ogni sottigliezza filosofica, compila un'agenda politica che coincide con la piattaforma degli universitari in lotta. E auspica un'alleanza tra trans, antifa, movimento pro-Pal, senza casa, persone nere, migranti e anche donne -intese come una delle tante minoranze- per edificare "una democrazia radicale ispirata agli ideali del socialismo". Un resoconto della tappa bolognese del suo trionfale tour europeo
Forse oggi si potrebbe parlare di "Agenda Butler": la sua piattaforma coincide perfettamente con la piattaforma di lotta delle-degli studenti in tutto l'Occidente, con poche certezze sul fatto se sia nato prima l'uovo o la gallina. Certo Judith Butler è a tutti gli effetti la madre delle Gender Theory a cui queste/i studenti (comunque una minoranza) aderiscono con entusiasmo; a loro volta queste/i studenti con le loro mobilitazioni sono fonte di ispirazione per Butler, le loro piattaforme sono anche una […]
Leggi ora
12 Maggio 2024
La festa della non-mamma
La maternità naturale è di destra, quella biotech è di sinistra perché pensata come un diritto e non subita come destino: la diatriba su questo tema tra femminismo radicale e transfemminismo si potrebbe sintetizzare in questo modo. E' tutt'altro che nuova ma si è radicalizzata. Anche perché il contesto è molto cambiato: un conto è il baby boom, un altro le nascite al minimo storico
L'altro giorno alla ministra Eugenia Roccella è stato impedito di dire quello che aveva da dire, giusto o sbagliato che fosse, agli Stati Generali della Natalità. Gli studenti che la contestavano hanno potuto esprimere le proprie istanze -una loro delegata è salita sul palco, e ha infilato anche Gaza nel suo discorso, giusto o sbagliato che fosse- ma questo evidentemente non è bastato perché alla ministra è stato comunque impedito di intervenire. Forse sbaglio, ma se io fossi convinta del […]
Leggi ora
6 Maggio 2024
La chirurgia trans aumenta il rischio-suicidio
Un recentissimo studio su 90 milioni di pazienti dimostra che le persone trans operate corrono "un rischio significativamente più elevato di suicidio, morte, autolesionismo e disturbo da stress post-traumatico" e necessitano di un supporto psichiatrico. Quindi il coronamento del lungo e faticoso percorso di transizione con la chirurgia "affermativa" non assicura il raggiungimento del benessere sperato
"La chirurgia per l’affermazione di genere è associata a un rischio significativamente più elevato di suicidio, morte, suicidio/autolesionismo e disturbo da stress post-traumatico rispetto ai gruppi di controllo in questo database del mondo reale. Poiché il suicidio è una delle cause di morte più comuni tra gli adolescenti e gli individui di mezza età, è chiaro che dobbiamo lavorare per prevenire questi esiti sfortunati. Ciò rafforza ulteriormente la necessità di un’assistenza psichiatrica completa negli anni che seguono la chirurgia per […]
Leggi ora
5 Maggio 2024
Saman: la "loro cultura" come attenuante
Il matrimonio della ragazza era «combinato e non forzato» e nel giudizio «bisogna tenere conto anche della cultura del reo»: le motivazioni della sentenza (firmata da giudici donne) per il brutale assassinio della giovane pakistana lasciano sconcertate. Così come l'autosessismo della madre che sarebbe l'esecutrice materiale del delitto. Di questo passo, secondo le proiezioni Unicef, la bambine continueranno a essere vendute a uomini almeno per i prossimi 300 anni
Nella foto, un manifesto con il volto di Saman composto dalle foto di tante donne vittime della violenza maschile. La storia di Saman Abbas è una ferita aperta. Uccisa dalla sua famiglia tre anni fa, il corpo occultato ritrovato a più di un anno dalla morte. All’inizio di quest’anno il funerale, con grande partecipazione della gente comune. Pochi giorni fa sono arrivate le motivazioni della sentenza del processo in primo grado alla famiglia di Saman del dicembre scorso: ergastolo ai […]
Leggi ora