Reem Alsalem, special rapporteur ONU sul tema della violenza contro donne e ragazze, classifica come violenza anche la cosiddetta PAS o alienazione parentale:
«Nel mio rapporto sulla custodia dei figli e la violenza contro le donne e le ragazze”, ha spiegato al Corriere della Sera, “rapporto che ho presentato al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite lo scorso anno, ho formulato una raccomandazione molto forte: dobbiamo mettere al bando l’uso di questo concetto, l’alienazione parentale Innanzitutto non è un concetto scientifico, è uno pseudo concetto. In secondo luogo viene utilizzata nei procedimenti giudiziari come un’arma contro le donne dagli autori della violenza che, odio dirlo, sono soprattutto uomini, per distrarre l’attenzione dai loro misfatti. La usano come forma di punizione. Dobbiamo togliere dalla scena questo concetto e prestare attenzione alle storie di violenza precedenti nella famiglia».
In Italia il Centro studi e ricerche Protocollo Napoli, insieme a un gruppo di studiosi e studiose a livello nazionale, esaminata l’ampia letteratura scientifica, le determinazioni degli organismi politici sui diritti umani e i diritti delle donne, le convenzioni internazionali, le leggi nazionali, ha lanciato una campagna nazionale e una raccolta di firme per l’abolizione dell’utilizzo della Sindrome da Alienazione Parentale (Pas) nei tribunali italiani.
L’appello si può trovare qui.
“La PAS (alienazione parentale) – si legge nel testo – viene utilizzata per occultare la violenza contro le donne, i bambini e le bambine, negare valore alle denunce (molto spesso archiviate), giustificare trattamenti fuori dell’ambito sanitario di tipo coercitivo che consistono in allontanamenti traumatici di figli dal genitore accusato di ostacolare il partner o ex partner nel rapporto con i minori. Si verifica, infatti, oramai in maniera sistematica, che quando le donne denunciano le violenze domestiche nei tribunali civili o della famiglia viene avanzata in parallelo dalla controparte l’accusa di alienazione o sono gli stessi consulenti dei tribunali a segnalarne la presenza. Le donne (e le vittime di violenza sono anche madri in più del 60% dei casi) hanno in queste situazioni un elevato tasso di probabilità di perdere la tutela dei figli, il cui destino è quello di essere allontanati ex abrupto dalle madri tutelanti e affidati ai padri che rifiutano o di cui hanno paura”.
Nello studio vengono analizzati i dati scientifici e le opinioni di esperti/e internazionali sull’utilizzo del costrutto ascientifico dell’alienazione parentale nei tribunali di tutto il mondo occidentale (dall’Europa, agli Stati Uniti, al Canada, alla Nuova Zelanda, all’Australia).
“Nulla cambia- spiega il Protocollo Napoli in una nota – se le accuse di alienazione sono veicolate da accuse alle donne, vittime di violenza, di ostacolare la bigenitorialità considerata falsamente come un diritto primario rispetto ad altri (la sicurezza e la salute) e non invece recessivo rispetto al `superiore interesse del minore´. Non è solo uno scandalo nazionale come ha proclamato alla Bbc la professoressa Dalgarno dell’Università di Manchester. Oggi possiamo parlare di uno scandalo universale visto che la pratica misogina colpisce le donne in ogni Paese allontanandole poi dalle istituzioni preposte a loro tutela”.
Il “Protocollo Napoli” è un comitato scientifico che presiede il Centro studi e ricerche dell’Aps Psy con sede a Napoli. Ne fanno parte psicologhe con esperienze maturate in differenti ambiti. Il gruppo ha lo scopo di approfondire la ricerca in merito alle circostanze della violenza di genere sulle donne, in particolare analizzando prassi e procedure delle istituzioni e della società civile indirizzate al contrasto del fenomeno; suo scopo è promuovere sensibilizzazione, informazione, formazione e intervento in materia.
Il Protocollo invita ad aderire alla dichiarazione contro la Pas. Il link per l’adesione lo trovate qui.
ELENA BANDIERA
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