Come Stonewall sta sacrificando i diritti dei gay. Per fare affari

Perché Stonewall, la più grande organizzazione per i diritti di gay e lesbiche, si è fatta colonizzare dalla lobby transgender, arrivando a perseguitare quelle-i per cui era nata? Perché è un ottimo business. Follow the money!
Condividi questo articolo

Tumultuoso cambio di vento in UK, culla dell'arcobaleno Lgbtq+. Dopo il duro attacco a Stonewall da parte di uno dei suoi fondatori, Matthew Parris, un'altra voce fortemente critica, quella del giornalista e saggista gay Douglas Murray. Che denuncia la campagna persecutoria della storica associazione proprio contro i gay e le lesbiche, per tutelare i cui diritti era nata nel 1989. Oggi, dice Murray, Stonewall è un comitato d'affari al servizio della lobby trans per intercettare fiumi di soldi e giustificare la propria esistenza. Stonewall, secondo Murray, non dovrebbe più ricevere finanziamenti pubblici.

C'è una legge di natura che vale per i gruppi e gli enti di beneficenza che conducono campagne, secondo la quale un'organizzazione nata per affrontare un particolare problema troverà sempre un modo per esistere anche dopo che il problema è stato risolto.

Il motivo è semplice: quando un problema è stato risolto, o quasi, il business è al suo apice. Sono in gioco gli stipendi e le pensioni dei dipendenti, la reputazione è stata costruita e l'influenza assicurata. Ed è così che la grande intuizione di Eric Hoffer si realizza: ogni grande causa inizia come un movimento, diventa un business e alla fine degenera in un racket.

Pochissime cause sono degenerate in un racket assoluto come l'ex-gruppo per i diritti dei gay noto come Stonewall. Quando è stata fondata nel 1989 i diritti dei gay in Gran Bretagna, come in tutta Europa, avevano una strada da percorrere per raggiungere l'uguaglianza. A quel tempo c'era una diversa età del consenso per omosessuali ed eterosessuali, gli omosessuali non avevano il diritto di sposarsi o di far riconoscere legalmente le loro unioni e, cosa più importante, il governo conservatore impediva ai giovani gay di essere informati nelle scuole sulla loro sessualità.

La strada da percorrere era sicuramente lunga e Ian McKellen, Matthew Parris, Simon Fanshawe e il resto dei fondatori del gruppo hanno affrontato una dura battaglia per molti anni. Ma la battaglia è stata vinta.

Una volta che la maggior parte dei suoi obiettivi erano stati raggiunti, però, cosa avrebbe dovuto fare Stonewall? C'erano diverse opzioni. La più ovvia sarebbe stata ridimensionarsi e restare in carica per affrontare i problemi che rimanevano, come l'omofobia nelle scuole e in altre aree della società.

Invece Stonewall ha preso un'altra strada ha deciso di incassare la sua vittoria. Questo, ovviamente, non sorprende. Perché è nel momento in cui vinci che sei più popolare, e quelli che una volta non erano al tuo fianco diventano rapidamente tuoi alleati.

Così è stato con il mondo aziendale e la macchina del governo. Sia il settore privato sia quello pubblico hanno improvvisamente fornito a Stonewall grandi riserve di denaro per mantenere piene le casse dell'organizzazione. Entrambi erano interessati a invitare Stonewall per avere consulenze.

Ad esempio, Stonewall ha prodotto per alcuni anni un elenco dei migliori datori di lavoro per le persone gay nel Regno Unito. Anche se la battaglia per l'uguaglianza era quasi finita negli anni di Blair e Cameron, le grandi compagnie decisero che volevano disperatamente essere sulla lista; avere il timbro di approvazione gay di Stonewall divenne essenziale. Con il tempo, è diventata una procedura standard per un'azienda invitare Stonewall a valutare le proprie operazioni commerciali. Così è nato un rapporto che è stato compromissorio fin dall'inizio e pieno di interessi acquisiti.

Nel frattempo, il governo è stato sempre più ossessionato dal fatto di ottenere la stella d'oro da Stonewall, chiedendo al gruppo di istruire i dipartimenti su cosa fare nei propri luoghi di lavoro, nonché sulle proprie politiche nel resto del mondo.

In particolare, uno dei programmi più influenti per fare soldi di Stonewall degli ultimi anni è stato il suo "Diversity Champions scheme", in cui i membri sono invitati a pagare una quota a Stonewall per consentire al gruppo di controllare le loro politiche interne. Tra gli 850 gruppi che si sono iscritti ci sono GCHQ, MI5, Ministero della Difesa, Gabinetto, Dipartimento dell'Istruzione e Ministero della Giustizia.

Eppure la degenerazione di Stonewall è evidente da anni; anzi, puoi vederlo nel calibro delle persone coinvolte al vertice. Quando Stonewall iniziò, i suoi leader erano prominenti nei media britannici e nella vita pubblica. Erano conosciuti da persone eterosessuali, e certamente conosciuti dai gay.

Si può dire lo stesso oggi? Ne dubito. In effetti, sospetto che se dovessi visitare tutti i locali gay, scopriresti che meno di una persona su cento sarebbe in grado di nominare Nancy Kelley come l'attuale capo di Stonewall. Non saprebbero chi è o cosa fa. Questo perché Stonewall non è né in prima linea né in nessuna barricata. È piuttosto un'azienda che funziona in gran parte per il comfort dei suoi dipendenti.

Sarebbe sbagliato, tuttavia, presumere che Stonewall sia semplicemente ricca. Perché è proprio in questo momento, quando le casse sono piene e i beneficiari sono contenti, che un'organizzazione può prendere una svolta sbagliata. Ed è quello che Stonewall ha fatto negli ultimi anni. Sostiene che il suo compito è difendere i diritti LGBTQ +, ma in realtà le prime tre lettere di quell'acronimo sono sfuggite al radar di Stonewall almeno sei anni fa. Fu allora che Stonewall decise di sostenere con slancio una nuova campagna. Nessun gay sarà libero finché tuttI i T e Q + -trans, queer e +- non avranno gli stessi diritti di tutti gli altri.

Qui nascono molti problemi. In primo luogo, non è chiaro se i diritti transessuali abbiano alcuna intersezione (per prendere in prestito un termine popolare) con i diritti dei gay. In effetti è decisamente l'opposto. Ad esempio è perfettamente possibile che ragazzi e ragazze che non si conformano agli stereotipi di genere possano crescere felicemente eterosessuali o gay.

Un gruppo che protegge le persone gay non dovrebbe riconoscere la necessità di sfumature? Di sicuro non salterebbe su quel carro sempre più dogmatico che afferma - contro tutti i progressi compiuti dal movimento per i diritti degli omosessuali - che quei bambini sono molto probabilmente del sesso opposto.

Quel che è peggio, invece di aprirsi a una discussione con i gay che la vedono diversamente, Stonewall ha deciso di indebolirli, e in alcuni casi addirittura perseguitarli.

Il recente caso di Allison Bailey è istruttivo. Bailey è un'avvocata penalista, una femminista e una lesbica che, in risposta al " programma trans " di Stonewall , ha contribuito a creare l'Alleanza LGB. Stonewall, di conseguenza, ha tentato di creare a Bailey gravi problemi sul lavoro, contribuendo a farla mettere sotto inchiesta a causa delle sue opinioni su sesso e genere. Questo e molto altro rivela le spregevoli tattiche di bullismo utilizzate da Stonewall. Per dirla semplicemente, è diventata un'organizzazione che perseguita gay e lesbiche che osino non essere d'accordo.

Questa settimana l'associazione celebra il suo 32° anniversario, appuntamento che nessuno, tranne i suoi dipendenti, avrebbe ragione di festeggiare. Eppure loro stessi probabilmente lo faranno con un senso di profondo disagio; nei giorni scorsi uno dei suoi fondatori, Matthew Parris, ha pubblicamente esortato Stonewall a rimanere fuori dalle guerre trans -vedere qui- mentre la Commissione per l'uguaglianza e i diritti umani ha annunciato che non rinnoverà la convenzione.

E' giusto. Nessuna entità finanziata dai contribuenti dovrebbe sostenere finanziariamente Stonewall. E le aziende private che continuano a farlo dovrebbero essere informate che stanno sostenendo un gruppo che ha smesso di prendersi cura degli omosessuali e ha iniziato invece a perseguitarli nei loro luoghi di lavoro.

Felice 32 ° compleanno, Stonewall. E, senza offesa, spero che tu non arrivi a 33 anni.

Douglas Murray, giornalista, saggista, gay.

traduzione di Marina Terragni, articolo originale qui

Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerete altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento. Se pensate che il nostro lavoro possa essere utile per la vostra vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.  

Potete inviare a: ASSOCIAZIONE CULTURALE BLU BRAMANTE

CAUSALE OBBLIGATORIA: FEMINIST POST

IBAN: IT80C0200812914000104838541


Buona parte delle notizie pubblicate da Feminist Post non le leggerai altrove. Per questo è importante sostenerci, anche con un piccolo contributo: Feminist Post è prodotto unicamente grazie a lavoro volontario di molte e non gode di alcun finanziamento.
Se pensi che il nostro lavoro possa essere utile per la tua vita, saremo grate anche del più piccolo contributo.

Puoi darci il tuo contributo cliccando qui: Patreon - Feminist Post
Potrebbe interessarti anche
22 Maggio 2023
Transgender: la vittoria del Puer Aeternus
Evoluzione dell’unisex che lottava contro gli stereotipi di genere, il fenomeno “gender” tra le/gli adolescenti esprime il tentativo di sottrarsi al debito-onere biologico e il bisogno di sentirsi disimpegnati rispetto alla natura matrigna. Ma il transgender non è affatto artefice di sé stesso: semmai è succube di uno “spirito” totipotente che schiavizza mente e psiche. E il movimento gay che sostiene la simulazione puerile non vede che è proprio l’identità omosessuale a far la fine peggiore
L’ideologia transgender va oltre la rivendicazione transessuale della costruzione del sesso mediante sottrazione o addizione di qualcosa a partire da una matrice, perché contesta l’esistenza stessa del maschio e della femmina, e soprattutto della seconda, rendendo il genere femminile un prodotto di norme educative, bricolage o artigianato fai da te, negozio di estetica, laboratorio chimico, tavolo chirurgico. Entrambe si appellano alla “verità” della creazione onnipotente dei sessi, destituiti di effettiva realtà. Le giovani donne in particolare sono purtroppo terreno fertile […]
Leggi ora
15 Maggio 2023
Jama: quando gli uomini partoriscono
In un incredibile studio di recente pubblicazione la rivista dell’American Medical Association, tra le più importanti del settore, prova a dare fondamento scientifico all’idea che il parto non sia un’esperienza solo femminile. Perché se fosse esclusiva sarebbe anche escludente. Un’operazione sul linguaggio in colluttazione con la realtà
Come si sa ci sono parole che non si possono più utilizzare soprattutto nei documenti e negli studi scientifici internazionali. In cima all'elenco delle parole tabuizzate tutti i termini che hanno a che vedere con la differenza femminile intesa come possibilità esclusiva di mettere al mondo esseri umani, e dunque: "donna" -se biologicamente intesa e non aperta a definire persone non nate donne-, "madre" e "materno", "seno", con riferimento all'allattamento e così via. L'operazione sul linguaggio ha l'obiettivo di qualificare […]
Leggi ora
13 Maggio 2023
Nelle norme contro la violenza sulle donne si parli di sesso e non di "identità di genere": lettera aperta al Parlamento Europeo
La violenza contro le donne non si potrà contrastare se i testi di leggi e trattati non faranno chiaramente riferimento al sesso e non al “genere”. Ci uniamo a gruppi femministi e gender critical in un appello ai parlamentari europei che si esprimeranno sulla proposta antiviolenza della Commissione: scrivete chiaramente nel testo che le donne e le ragazze sono le persone di sesso femminile e non lasciate alcuno spiraglio alla gender ideology
Anche noi abbiamo sottoscritto la lettera alla Commissione europea sulla lotta alla violenza contro le donne e agli abusi domestici redatta da WORIADS, coalizione di cittadine-i gender critical che ha l’obbiettivo di informare e sensibilizzare le istituzioni europee sui pericoli dell’identità di genere. La lettera chiede che le norme europee sulla violenza contro le donne riconoscano chiaramente la categoria del sesso biologico. Riportiamo a seguire il testo completo che sarà inviato ai membri del Parlamento Europeo che si esprimeranno sulla […]
Leggi ora
8 Maggio 2023
ANCHE LA GERMANIA AVRA' LA SUA LEY TRANS
Il Bundestag si prepara a votare una proposta sul modello dell’orribile legge spagnola che consente la libera scelta del genere anche ai minori con una semplice autodichiarazione all’anagrafe (oltre alla possibilità di cambiare più volte idea). Anche qui in prima linea una donna di sinistra omologa di Irene Montero: la ministra Verde per gli Affari Femminili Lisa Paus. Ma servirà il parere della Corte Costituzionale Federale che esprime molti dubbi sulla cancellazione della categoria “sesso”
Che cos'è una donna? La risposta che il ministro della Giustizia Buschmann (FDP, Partito Liberale Democratico) e la ministra per gli Affari Femminili Lisa Paus (Verdi, nella foto) danno a questa domanda è: una donna è chi dichiara di essere una donna. Questo è il fulcro del "progetto di legge sull'autodeterminazione in materia di registrazione di genere" che entrambi i ministeri hanno ora presentato. Con una semplice dichiarazione all'anagrafe, in futuro tutti potranno cambiare il proprio sesso: da maschio a […]
Leggi ora
1 Maggio 2023
UK: "I nostri figli indottrinati a scuola". Genitori di bambini "trans" fanno causa al governo
“Avete rovinato i nostri figli”: famiglie di minori che si dichiarano “dell’altro sesso” chiamano in giudizio il Dipartimento dell’Istruzione britannico per avere consentito il trans-indottrinamento nelle scuole a opera di Stonewall e di altre potenti organizzazioni Lgbtq -la stessa propaganda che da noi si sarebbe voluta introdurre con il ddl Zan-. E per non essere state informate per tempo sui disagi dei ragazzi. L’iniziativa potrebbe travolgere come una valanga il governo inglese che corre ai ripari ordinando un’inchiesta indipendente ed elaborando nuove linee guida
Un gruppo di genitori di cosiddetti “bambini trans” farà causa al Ministero dell'Istruzione inglese (Department of Education) per aver instradato i loro figli verso la devastante transizione medica. In particolare, i genitori accusano il ministero di non aver fornito indicazioni agli insegnanti e di non aver fatto nulla per impedire che un'ideologia di genere "dannosa", spinta dai gruppi di pressione LGBT, prendesse piede in migliaia di scuole. Della transpropaganda nelle scuole abbiamo parlato molte volte: per approfondire vedere qui, e […]
Leggi ora
21 Aprile 2023
Bloccanti della pubertà: pura sperimentazione sulla pelle dei bambini
Due recentissimi studi scientifici dimostrano che in mancanza di ricerche e trial rigorosi che ne dimostrino gli effetti a lungo termine il trattamento con farmaci e chirurgia dei minori gender-nonconforming è del tutto sperimentale e non-etico. Anche sulle diagnosi di disforia non esistono criteri validanti e il rischio di errore è molto alto con conseguenze drammatiche sulla vita dei giovanissimi. Ma in Italia queste “terapie” non si fermano
Due recentissimi studi -uno pubblicato il 17 aprile u.s. dalla rivista scientifica Acta Paediatrica e intitolato A systematic review of hormone treatment for children with gender dysphoria and reccomendations for research, l'altro reso pubblico il 14 aprile u.s. da Current Sexual Health Reports, titolo Current Concerns About Gender-Affirming Therapy in Adolescent- puntano l'obiettivo sulle "terapie" farmacologiche e chirurgiche per bambine e bambini dai comportamenti non conformi al genere -ricorso ai bloccanti della pubertà, agli ormoni sex-cross e al bisturi-. Ecco […]
Leggi ora