Tag: linguaggio

17 Luglio 2023
Vagina? No. Si chiama "buco supplementare"
Il linguaggio woke pretende di essere inclusivo a spese esclusive delle donne, che devono letteralmente scomparire: gravidanza, allattamento, organi sessuali femminili non possono più essere nominati per non offendere le ultraminoranze trans e non-binary. E’ l’ultima ridicola mossa del patriarcato morente che fin dalle origini si è edificato sulla marginalizzazione e sulla cancellazione del femminile. Ci prova ancora, ma non ci riuscirà
I transattivisti sono ridicoli: per non "offendere" l'ultraesigua minoranza di donne che si dichiarano maschi pur conservando l'organo genitale femminile la vagina non può più essere chiamata in questo modo. Bonus hole, buco supplementare: il termine è questo. Nemmeno front hole basta più: si deve sottolineare meglio la sua inservibilità. Un lavorio incessante per cancellare le donne dal linguaggio e dal simbolico, mossa in extremis del patriarcato che si è edificato fin dal principio sulla cancellazione e sull'abiezione del femminile, […]
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29 Ottobre 2022
Il nome della premier
Giorgia Meloni non è femminista. La sua storia non è questa. Non ha condiviso le lunghe battaglie sulla lingua, sulla declinazione al femminile anziché al neutro-maschile. Ma il linguaggio oggi è un campo di battaglia che struttura le più importanti questioni politiche. E merita da parte sua un supplemento di riflessione
Giorgia Meloni non è femminista. Non è questa la sua storia. Nessuna donna di destra o centrodestra che abbia assunto importanti incarichi politici, da Thatcher a Merkel, si è mai detta femminista. Ne consegue la non-sensibilità alla declinazione femminile del proprio incarico, a cui il femminismo invece dà importanza. Anche se Angela Merkel alla fine del suo lungo cancellierato, nel corso di un incontro con la scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie, ha accettato di dirsi femminista. Secondo Alice Schwarzer, fondatrice della […]
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19 Febbraio 2021
"Genere"? No grazie. Donne e uomini. Modernizzare il linguaggio della politica
Da tempo il femminismo radicale non usa più l'espressione "genere" per nominare la differenza sessuale. Anzi, non la usa più del tutto: "donne e uomini" o anche "i due sessi" sono parole che vanno benissimo e hanno il vantaggio di non poter essere equivocate. Il linguaggio è l'ambiente umano, con le parole si costruisce il mondo, per questa ragione vanno scelte con cura. A partire dagli anni Novanta la parola genere è stata completamente risignificata. Mary Daly aveva profetizzato: di […]
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