Ha fatto molto discutere la recente uscita sulla famosa piattaforma americana Steam, del controverso e disturbante visual novel pornografica No Mercy della Zerat Game dove il protagonista compie atti sessuali espliciti compresi l’incesto e lo stupro sulle donne della sua famiglia. Da quello che ho potuto vedere da alcune scene su Steam, il gioco sicuramente è fatto molto bene bene graficamente e questo lo rende ancora più immersivo. L’esperienza di simulazione è quanto più realistica possibile.
La trama è esplicita:
“Dopo aver scoperto tua madre tradire tuo padre, hai scoperto la vera natura delle donne, soprattutto la sua. Non è una casalinga ordinaria: nasconde un oscuro segreto che l’ha perseguitata per anni. Ora spetta a te scoprirlo, ricattarla, mostrarla per ciò che è e ricostruire la tua famiglia secondo i tuoi termini. Devi possederla”.
E si consiglia di non accettare mai un “no” come risposta.
Segue un invito a violentare la mamma, la zia e l’amica della mamma.
Viste le tantissime polemiche sollevate dai giocatori di Steam, da alcune associazioni quali Women in Games e da alcuni esponenti politici, Steam ha rimosso il gioco dalla piattaforma e il prodotto è stato bannato in tantissimi paesi tra cui UK, Canada, Italia e
Australia.
La casa di produzione del videogioco ha pubblicato un comunicato sulla piattaforma Steam che può essere visionato in questo link dove sostanzialmente il team di sviluppo difende il proprio lavoro definendo No Mercy soltanto un gioco di ruolo: le persone che ci giocano e che lo hanno testato sono sane di mente e sanno distinguere perfettamente una finzione dalla realtà. Infine aggiunge che grazie al porno i crimini sessuali sono diminuiti.
“Può un gioco danneggiare qualcuno? Secondo molti studi, con l’avvento di Internet e della pornografia negli anni ’90, i crimini sessuali sono diminuiti della metà. Se qualcuno è malato, pericoloso e potrebbe effettivamente fare del male a qualcuno, giocare a un gioco o guardare pornografia aumenterebbe il suo desiderio di farlo? Ne dubitiamo sinceramente; piuttosto, soddisferanno questo bisogno a casa e forse salveranno qualcuno dal subire danni”.
Quello di No Mercy però, non è affatto un caso isolato.
Era il lontano 1982 quando per la famosa Atari 2600, comparve Custer’s Revenge sviluppato da una casa produttrice di film pornografici, la Mystique, dove si interpreta il ruolo del generale Custer, un vero perdente di Little Bighorn (il famoso personaggio storico che si è macchiato di diversi crimini di guerra), che avanza nudo verso una nativa americana legata. Schivando le frecce, Custer deve raggiungere l’altra estremità dello schermo e violentarla. Per molto tempo questo gioco fu al centro di aspre polemiche proprio per i contenuti ritenuti offensivi sia da parte di gruppi di nativi americani che femministi come Women Against Pornography.
Alle critiche secondo le quali il gioco rappresentava con leggerezza uno stupro, la Mystique ribatté che si trattava di sesso consensuale.

Un altro videogioco di simulazione erotica controverso e perverso, RapeLay, che metteva il giocatore nei panni di un maniaco e stupratore seriale venne pubblicato nel 2006 dalla Illusion Soft. Per diverso tempo è stato legalmente venduto in Giappone e per un breve periodo lo si trovava anche su Amazon in due CD. A seguito di proteste oggi è bannato ufficialmente in molti Paesi. Ai tempi avevo visto una parte del gameplay su Youtube (qualcuno di quei video sono tuttora visibili). Ricordo che la cosa più inquietante era il fatto che prima di arrivare agli stupri veri e propri, si dovevano affrontare delle sfide minori che consentivano di perfezionare le tecniche di adescamento e cattura delle tre povere protagoniste prese di mira dal maniaco, fra cui anche una studentessa minorenne.
Si passava dalla molestia nei luoghi pubblici come le stazioni dei bus, treni e metropolitana, alla simulazione di una vera e propria aggressione sessuale. Più avanti le vittime venivano
addestrate a diventare vere e proprie schiave sessuali del protagonista. Produrre e mettere in commercio un videogame che denigra e usa la donna come oggetto sessuale è agghiacciante, violento, profondamente sbagliato. Un’azione criminale sotto molti punti di vista. Ma ai tempi la casa produttrice dichiarò che in patria non è stata violata nessuna legge. Pare infatti che in Giappone dove gli eroge games (giochi erotici) sono una nicchia di mercato legale, la legislazione sia complessa e regoli soprattutto la circolazione di materiale osceno (art 175 del codice penale).
Qui si può vedere qualche commento al videogioco in questione. Anche se tradotti da Google si capisce il tenore goliardico di chi ci ha giocato.

Ancora oggi molti nostalgici cercano di scaricare questo videogame dal deep web.

Qui invece potete trovare un articolo uscito nel 2010 sulla pagina web del Corriere della Sera dove si parla del famigerato RapeLay con toni per me abbastanza mistificatori sul Giappone e la
cultura giapponese in generale, con tanto di analisi piuttosto parziale del tasso di criminalità, considerato dall’autore del testo più basso di quello in occidente. In realtà il pericolo di
emulazione con questo tipo di videogames risulta altissimo e l’aumento dei casi di uomini (più o meno giovani) dediti ai videogiochi che vivono in un quasi totale isolamento
sociale, incapaci di relazionarsi con l’altro sesso, è un segnale decisamente preoccupante. Nonostante l’articolo sia del 2010, molti dei commenti ricalcano più o meno lo stesso trend, un
videogioco anche quello dai contenuti peggiori, rimane una finzione e non ci si vede nulla di male.

Questi sono alcuni commenti estrapolati dall’articolo sul Corriere della Sera.Ci vuole davvero molta presunzione per pensare che il cervello non subisca nessun
tipo di influenza da questo tipo di stimoli visivi e sensoriali, basta pensare alle infauste conseguenze della pornografia sui consumatori soprattutto più giovani e vulnerabili, tra cui una dipendenza
mortifera e devastante da cui risulta molto difficile uscire.
I videogiochi fanno parte dell’intrattenimento dei ragazzi. Tocca a noi adulti monitorare i contenuti, limitarne l’esposizione, educare i ragazzi a un pensiero critico. Sostenere una legislazione che imponga delle regole e fare pressione sugli sviluppatori per ridurre violenza gratuita e stereotipi sessuali degradanti.
FlyBlue
Sitografia
https://multiplayer.it/notizie/un-gioco-su-steam-glorifica-incesti-e-stupri-women-in-games-ne-
chiede-la-rimozione.html
https://multiplayer.it/notizie/lo-studio-di-no-mercy-ha-spiegato-perche-lo-ha-rimosso-da-steam-
difendendo-i-contenuti-del-gioco.html
www.wikipedia.org
www.steamcomunity.com
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