USA, UK, Francia: leggi per impedire ai minori l’accesso al porno online
Si chiamano Age Verification Law (leggi per la verifica dell’età) e servono a sbarrare l’ingresso di bambine e bambini ai siti porno per preservare il libero sviluppo della loro sessualità profondamente disturbata da quei modelli misogini e violenti. L’ultima ad approvare è stata la Virginia dopo Louisiana, Arkansas, Utah, Mississippi. E una decina di altri stati americani si sta attrezzando. Se ne discute anche in Europa a cominciare dalla Francia che ha una norma in dirittura d’arrivo. Così in UK dove la legge sarebbe in vigore dal 2024. E’ ora di parlarne anche in Italia

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Terribile la vicenda di quei quasi-bambini che nel corso di una festa di Capodanno organizzata con superalcolici, droghe e preservativi in una villa del Fiorentino hanno abusato di due loro coetanee -entrambe dodicenni- filmando gli abusi come ormai di rito e condividendo i video via chat. Scoperta casualmente dalla madre di uno di loro che non ha esitato a denunciare la vicenda alla Polizia Postale, la vicenda vedrebbe indagati 9 dei diciassette ragazzini che hanno partecipato alla festa.

Il consumo di pornografia online fin dalla più tenera età è una vera emergenza perché impone modelli di sessualità violenta che i minori replicano come su un set -le riprese video sono un complemento obbligatorio- devastando non soltanto le vittime di stupro ma anche gli stessi ragazzini abusanti il cui libero sviluppo sessuale è definitivamente compromesso, come denunciato dalla giovane star e testimoniato da molti suoi coetanei. (altri testi sull’argomento li trovate qui)

Ragazzine e ragazzini sono oggetto di vero e proprio grooming da parte dell’industria della pornografia.

Come vedrete -ve lo avevamo anticipato quiin vari stati USA sono già state approvate Age Verification Law -leggi che introducono l’obbligo di dispositivi di verifica dell’età per accedere ai siti porno-.

Se ne sta ragionando anche in Europa e in UK, dove una legge dovrebbe essere approvata a breve.

In Italia il tema non è ancora stato messo in agenda dalla politica.

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USA

Il 1° luglio scorso la Virginia ha approvato una legge per la verifica dell’età di chi accede al porno online. Una legge simile era già in vigore in Louisiana. L’accesso sarà consentito solo dopo aver esibito il proprio ID digitale. La responsabilità di applicare le nuove norme ricade sui siti che diffondono pornografia.

La Free Speech Coalition si sta mobilitando contro la modifica della legge e sta considerando di intraprendere un’azione legale. Sono state anche sollevate preoccupazioni per la privacy e la sicurezza. L’Electronic Frontier Foundation ha affermato: Una volta che le informazioni vengono condivise per verificare l’età, non c’è modo per un visitatore del sito Web di essere certo che i dati che stanno consegnando non saranno conservati e utilizzati dal sito web, o ulteriormente condivisi o addirittura venduti”. 

In seguito all’approvazione della legge, il sito Pornhub ha bloccato per protesta gli utenti della Virginia sostenendo che il traffico diminuirà dell’80% in modo permanente se le regole verranno implementate mentre le “piattaforme irresponsabili” e più facilmente accessibili che violano le regole guadagneranno utenti. 

Intanto ad aprile, l’Arkansas ha seguito lo Utah e il Mississippi nella limitazione l’uso dei social media da parte dei bambini: la governatrice Sarah Huckabee Sanders ha firmato la legislazione che obbliga i minori a ottenere il permesso dei genitori prima di creare un account su molte piattaforme online.

Un’altra decina di stati, compresa la California, sta discutendo normative che richiedono agli utenti di confermare l’età prima di accedere. Resta il problema di come controllare i molti siti web di società che operano fuori degli Stati Uniti.

UK

La legge sulla sicurezza online del Regno Unito potrebbe essere approvata a breve per entrare in vigore nel 2024. La nuova norma costringerà tutte le piattaforme che ospitano materiale pornografico e operano nel Regno Unito ad adottare “misure efficaci” per garantire che gli spettatori abbiano più di 18 anni. Il disegno di legge afferma che i manager tecnologici saranno ritenuti “personalmente responsabili” della sicurezza dei bambini.

La biometria -sia vocale sia facciale– potrebbe costituire uno dei dispositivi principali di controllo. Anche qui preoccupazioni sulla privacy. Monica Horten, responsabile delle politiche per la libertà di espressione presso Open Rights Group, ha dichiarato a BBC News che l’elaborazione della raccolta di grandi pool di dati biometrici di bambini da parte di società private dovrebbe preoccupare i genitori. Ma il disegno di legge sembra godere del sostegno della maggioranza dei britannici. Un sondaggio del canale televisivo GB News ha rilevato che il 78% del pubblico britannico è favorevole all’idea di utilizzare sistemi di verifica dell’età.

EUROPA

Anche Germania, Spagna, Francia e Belgio hanno allo studio normative che bloccano l’accesso dei minori al porno online. In particolare la Francia, dove la nuova norma dovrebbe entrare in vigore entro l’anno, da mesi è in corso un vero braccio di ferro tra il governo e i giganti digitali dell’hard. Una legge a tutela dei minori è già vigente dal 2020, con l’introduzione di un pulsante di auto-certificazione che si è rivelato facilmente aggirabile: nel maggio scorso un report Arcom -l’autorità pubblica che regola la comunicazione audiovisiva e digitale- ha certificato che un terzo dei minorenni francesi naviga sui siti hard almeno una volta al mese a cominciare dai 10-11 anni. Il dispositivo quindi non basta e si sta pensando a una certificazione dell’identità tramite una piattaforma esterna prima di accedere ai siti. Un’altra ipotesi è l’inserimento di una carta di credito che in Francia non può essere rilasciata ai minori di 16 anni. Anche in Francia il business del porno si online parlando di diritto all’anonimato. Dal canto suo il governo francese richiama gli altri Paesi europei a un’azione coordinata per dare maggiore forza alle iniziative di protezione dei minori.

Marina Terragni


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