UK: test per autismo e ADHD sui minori con disforia di genere
Dalla salute mentale allo sviluppo sessuale l'NHS, il Servizio sanitario Nazionale britannico, sta per lanciare le nuove linee guida "olistiche" in accordo con il rapporto Cass per la diagnosi e il trattamento di bambini e adolescenti "disforici", troppo spesso affetti da disturbi psichiatrici

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Il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) del Regno Unito introdurrà nuove linee guida che prevedono lo screening obbligatorio per l’autismo e altre condizioni di neurosviluppo, come l’ADHD, per tutti i bambini che si rivolgono alle cliniche di genere per questioni legate alla disforia. La decisione, riportata da The Telegraph, si basa sulle raccomandazioni del rapporto della pediatra Baronessa Hilary Cass. Il rapporto ha evidenziato un’alta prevalenza di problemi di salute mentale e neurosviluppo tra i minori con disforia di genere, sottolineando la necessità di un approccio più olistico rispetto al modello medico precedente, quello “affermativo” gestito dal controverso Tavistock Gender Identity Development Service.

Le nuove linee guida, che saranno sottoposte a consultazione pubblica nel 2025 e applicate nelle cliniche pediatriche di Londra e Manchester, mirano a valutare in modo completo ogni bambino considerando otto aree chiave: sviluppo neurologico, salute mentale, contesto familiare, sviluppo sessuale, orientamento sessuale, salute fisica, benessere scolastico e sociale, e la manifestazione della disforia di genere. In particolare lo screening per condizioni come il disturbo dello spettro autistico (ASD) sarà sistematico data l’alta prevalenza in questa popolazione. Un team multidisciplinare, che include specialisti in neurosviluppo, elaborerà cure personalizzate. Se saranno identificate condizioni come l’autismo, i bambini potrebbero essere indirizzati a servizi specifici, con monitoraggi regolari per distinguere i sintomi legati al neurosviluppo da quelli della disforia di genere.

Il rapporto Cass ha collegato l’aumento dei casi di disforia di genere tra i minori (da 0,14 per 10.000 nel 2011 a 4,4 per 10.000 nel 2021, con un incremento significativo tra le adolescenti) a fattori come l’autismo non diagnosticato, particolarmente comune nelle ragazze. Studi citati indicano che le persone transgender hanno una probabilità da tre a sei volte maggiore di essere autistiche. Inoltre, il Prof. Michael Craig, ex responsabile dell’Unità nazionale per l’autismo dell’NHS, ha stimato che circa la metà dei pazienti della clinica Tavistock presentava tratti autistici.

Le linee guida prevedono anche una valutazione approfondita della salute mentale generale, considerando l’alta incidenza di problemi come ansia, depressione, autolesionismo e ideazione suicida tra questi minori. Verranno esaminati l’umore, la regolazione emotiva, il sonno, l’appetito e altri indicatori psicologici. Il contesto familiare sarà un altro dei focus, con un’analisi delle dinamiche relazionali, delle condizioni di salute dei genitori e di eventuali stress familiari. Inoltre, i medici esploreranno lo sviluppo sessuale e l’orientamento sessuale del minore, considerando eventuali traumi o avversità.

Nonostante l’approccio olistico sia stato accolto positivamente da gruppi come il Clinical Advisory Network on Sex and Gender, sono state sollevate anche critiche. La dottoressa Louise Irvine ha definito “irresponsabile” il fatto che le linee guida non escludano completamente l’uso di ormoni cross sex per i minori, basandosi su una politica farmacologica obsoleta. Inoltre, il Bayswater Support Group, che rappresenta 600 famiglie, ha evidenziato la mancanza di un riconoscimento dei fattori ambientali, come l’influenza delle scuole che promuovono l’identità di genere o dei social media che glorificano trattamenti medici controversi. Questi gruppi sottolineano che queste influenze rendono difficile una diagnosi accurata.

L’NHS ha risposto annunciando una consultazione pubblica sulla bozza delle linee guida e precisando che l’accesso ai servizi di genere sarà limitato ai minori indirizzati da pediatri o specialisti in salute mentale. Tuttavia, le lunghe liste d’attesa del servizio sanitario rappresentano una sfida per garantire un supporto tempestivo. La nuova politica segna un cambiamento significativo verso un modello di cura più integrato, ma le critiche evidenziano la complessità di bilanciare valutazioni cliniche, influenze sociali e accesso a trattamenti appropriati.

a cura di NINA WESS


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