UK. Rapporto Cass: mai più terapia affermativa per i minori con disagi legati al genere
Esce il rapporto finale sulle transizioni di minori della pediatra Hilary Cass: offrire la terapia affermativa è stata un fallimento. Non ci sono prove sull’efficacia di bloccanti della pubertà, che non dovrebbero essere mai prescritti, se non in rari casi particolari. Gli ormoni del sesso opposto non si dovrebbero dare prima dei 18 anni, e anche tra i 18 e i 25 andrebbe usata cautela. Uno spartiacque definitivo

Condividi questo articolo

È uscito stamattina l’atteso rapporto definitivo della Cass Review, una revisione indipendente presieduta dalla pediatra Hilary Cass sui servizi della sanità pubblica per bambini e minori con “disforia di genere”. La sua relazione finale e le raccomandazioni sono state presentate al NHS England. Ecco i punti salienti.

La condanna per la terapia affermativa è definitiva, e determinata dalla assoluta mancanza di prove che bloccanti della pubertà e ormoni del sesso opposto portino reali benefici ai minori che soffrono per “incongruenza di genere” o “disforia di genere”.

Nella prefazione la dott.ssa Cass si rivolge direttamente ai bambini e adolescenti che sono al centro dello studio con queste parole: «Sono rimasta delusa dalla mancanza di prove sull’impatto a lungo termine dell’assunzione di ormoni fin da giovani; la ricerca ha deluso tutti noi, soprattutto voi».

Tra i risultati principali dell’inchiesta si legge: «Per la maggior parte dei giovani, un percorso medico non sarà il modo migliore per gestire il loro disagio legato al genere». E che anche «per quei giovani per i quali un percorso medico è clinicamente indicato, non è sufficiente fornirlo senza affrontare anche problemi più ampi di salute mentale e/o psicosociali.» Il report specifica che questi pochi casi sono quelli legati alle complesse e rarissime condizioni che vanno sotto il nome di disturbi dello sviluppo sessuale o intersessualità.

La Cass Review ha appurato anche che «I medici non sono in grado di stabilire con certezza quali bambini e ragazzi avranno un’identità trans duratura», e ci vuole dunque estrema cautela nel somministrare i bloccanti della pubertà, per non causare danni irreversibili.

Nelle raccomandazioni si legge anche che gli ormoni del sesso opposto non andrebbero somministrati prima dei 18 anni, e che anche tra i 18 e i 25 va usata particolare cautela.

Inoltre il rapporto consiglia al Servizio Sanitario Nazionale di prioritizzare i casi dei minori più giovani e di offrire una cura olistica, che guardi oltre al solo problema del “genere”, con la partecipazione di un team multidisclipinare di esperti, per aiutare il minore e la sua famiglia a prendere le decisioni migliori. Infatti, diversamente alla attuale pratica di favorire la transizione sociale (carriera alias) anche all’insaputa dei genitori, nel rapporto Cass si legge che i minori che hanno una relazione di supporto con la propria famiglia hanno tassi di guarigione più alti e che i genitori dovrebbero essere sempre resi partecipi delle decisioni riguardo a una eventuale transizione.

Infine, la relazione raccomanda anche di fornire supporto per i percorsi di detransizione, o di rinuncia alla transizione, che può essere più difficile e osteggiata da attivisti e coetanei rispetto alla transizione stessa.

La dott.ssa Cass fa anche un appello ai suoi colleghi, i professionisti della sanità che trattano queste/i minori: «Dobbiamo partire dalla consapevolezza che questo gruppo di bambini e ragazzi sono proprio questo: bambini e ragazzi prima di tutto, non individui definiti unicamente dalla loro incongruenza di genere o dal loro disagio legato al genere».

Insomma, la relazione è uno spartiacque assoluto per i servizi sanitari ai minori non conformi al genere. Non sarà più possibile ignorare il complesso quadro psicologico e umano delle/dei minori che cercano “trattamenti di genere” e prescrivere con leggerezza farmaci e chirurgie, come è stato scandalosamente fatto finora.

Il rapporto integrale della Commissione Cass si può leggere qui

Maria Celeste


Condividi questo articolo
Torna in alto