UK: nuove linee guida per i “bambini trans” a scuola
No alla transizione “sociale” per bambine/i delle primarie. Attenta valutazione negli altri gradi per accertare che non vi sia un’influenza “social”. Coinvolgimento dei genitori in ogni decisione. Bagni divisi per sesso. E fine della propaganda Lgbtqai+ che per anni ha gestito quasi in esclusiva i corsi di educazione affettiva e sessuale. Guardare alla svolta nel Regno Unito per non commettere gli stessi errori

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Da anni in UK educazione sessuale nelle scuole significa propaganda Lgbtqai+ gestita da organizzazioni come Stonewall e Mermaids. L’epidemia di transizioni tra i minori , spesso favorita dagli istituti scolastici, ha convinto il governo Sunak a intervenire per disciplinare la questione con nuove linee guida. Oggi che anche in Italia si discute di educazione affettiva e sessuale nelle scuole -peraltro uno dei punti principali del fu-ddl Zan- guardare all’esperienza inglese può essere molto utile per non commettere gli stessi errori.

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Dopo mesi di tentennamenti e discussioni il governo britannico di Rishi Sunak ha pubblicato le linee guida su come le scuole devono comportarsi con i bambini che dichiarano di voler cambiare genere.

La ministra per le donne e le pari opportunità Kemi Badenoch ha spiegato che si è reso necessario proteggere i  minori visto che “gli attivisti Lgbt+ avevano preso il controllo delle questioni transgender negli istituti scolastici interpretando erroneamente la legge”. L’associazione Sex Matters, di cui fa parte tra le altre Maya Forstater, ha lavorato molto intensamente per le nuove linee guida affiancando Badenoch.

Il documento di 19 pagine prevede che la scuola primaria non avvii  la transizione sociale – il processo attraverso il quale i bambini cambiano pronomi, nome e uniforme – mentre negli altri gradi gli insegnanti dovranno accertare che l’alunno non sia stato influenzato dai social media o dai coetanei. Altro punto importante: le opinioni dei genitori avranno «grande peso» e il loro consenso sarà richiesto nella stragrande maggioranza dei casi. Gli insegnanti dovrebbero anche considerare se i bambini si sentono spinti a cambiare la propria identità di genere perché “semplicemente non si allineano con gli stereotipi associati al loro sesso”.

La transizione sociale verso il genere opposto sarà, dunque, «estremamente rara» nelle scuole, ha affermato il governo pubblicando le linee guida, che non costituiscono un obbligo ma verranno sicuramente adottate da scuole e università poiché offrono loro protezione legale.

Il documento affronta anche la questione dei bagni e degli spogliatoi.  Agli alunni disforici dovrebbe essere impedito di utilizzare strutture destinate al sesso opposto. Nel caso in cui provassero «disagio» quando utilizzano le strutture, dovrebbero essere trovate «soluzioni alternative», come consentire ai bambini di utilizzare gabinetti che possono essere utilizzati solo da un bambino alla volta e possono essere chiusi a chiave dall’interno. I college devono garantire che nessun bambino sia obbligato a condividere la stanza con un bambino del sesso opposto.

«Queste linee guida mettono  al primo posto l’interesse di tutti i bambini, eliminando ogni confusione sulle protezioni che devono essere in atto per il sesso biologico e gli spazi riservati alle persone dello stesso sesso» ha spiegato la ministra dell’Istruzione Gillian Keegan. 

Totalmente contraria al documento è Stonewall, l’associazione Lgbt+ che è stata considerata punto di riferimento su queste questioni: «Sono raccomandazioni impraticabili, pericolose e contrarie alla legge sull’uguaglianza».

vedere qui e qui

traduzione e adattamento di Elena Bandiera


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