UK: no sempre più netto all’autoidentificazione di genere (self-id)
La giustizia dà ragione al governo Sunak: la legge scozzese che voleva introdurre la libera scelta del sesso non è costituzionale. Intanto la ministra delle pari opportunità Kemi Badenoch definisce “terapia di conversione” la farmacologizzazione di bambine/i “non conformi al genere”. E annuncia una legge contro il turismo del self-id

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Il governo centrale britannico di Rishi Sunak aveva imposto il veto costituzionale sulla legge scozzese sull’identità di genere. L’ Alta Corte di Giustizia Scozzese gli ha dato ragione, stabilendo la legittimità del blocco della riforma.

La proposta scozzese, avanzata dalla deputata Shona Robison del Partito Nazionale, mirava ad eliminare la categorizzazione patologica del Gender Recognition Act (GRA), introducendo il concetto di autodeterminazione di genere (Self ID) e consentendo la modifica del sesso indicato nel certificato di nascita anche per coloro che non sperimentano disforia di genere ma si identificano come transgender, senza richiedere alcun intervento medico. Un “super self ID”, come vi avevamo raccontato qui.

La legislazione era stata approvata dal Parlamento scozzese l’anno scorso. Il governo del Regno Unito ha poi impedito che diventasse legge per timore che avrebbe influenzato le leggi sull’uguaglianza in tutto il Regno Unito.

Il governo scozzese ha ora 21 giorni per decidere se appellarsi contro la decisione. Il caso potrebbe giungere alla Corte Suprema di Londra.

Questa vittoria rappresenta un trionfo per le organizzazioni femministe in UK, come Fair Play for Women e For Women Scotland.

Articolo integrale qui

Traduzione e adattamento di Angela Tacchini


Nel frattempo in UK la ministra delle donne e pari opportunità Kemi Badenoch in un discorso in parlamento ha definito il protocollo gender affirming “terapia di conversione” e ha anticipato un progetto per bloccare il “turismo del self ID” che permetterebbe di aggirare le norme rigorose in vigore nel Regno Unito a protezione di chi lamenta di soffrire di disforia di genere.

“L’autoidentificazione e la transizione sociale si sommano a un’ideologia molto pericolosa che può avere effetti terribili sui giovani LGB, che vengono avviati a un percorso medico verso cambiamenti fisici irreversibili.
Non ci sottrarremo a questo problema. Lo risolveremo” ha detto la ministra. “Ragazze come Keira Bell, che sono state sottoposte a blocchi della pubertà da parte del servizio sanitario nazionale e a una doppia mastectomia, ora si pentono per i danni irreversibili subiti. Credo che questa sia una nuova forma di terapia di conversione”.

Badenoch ha confermato l’intenzione di presentare un disegno di legge per vietare le pratiche di conversione che cercano di cambiare o sopprimere l’orientamento sessuale o l’identità di genere di una persona: “Proteggeremo i medici e i genitori che non arrecano alcun danno ai bambini, ma impediremo in quanto gravemente dannosi i processi volti a cambiare l’identità di genere di qualcuno”. E ancora: “Sappiamo che la disforia di genere è una situazione complessa. È importante che il governo adotti un approccio basato su prove e principi su questi temi, e che si prenda il tempo necessario per farlo bene. Ma nessun bambino nasce nel corpo sbagliato”.

La ministra ha annunciato un aggiornamento dell’elenco dei Paesi da cui il Regno Unito accetterà i certificati di riconoscimento di genere (GRC). Badenoch non ha specificato quali Paesi saranno rimossi, ma la sua controparte laburista, Anneliese Dodds, ha dichiarato che mentre la Germania è rimasta nell’elenco e la Cina è stata aggiunta, Australia, Nuova Zelanda, Canada e Stati Uniti sarebbero stati rimossi.

Badenoch ha dichiarato alla Camera: “Lo stiamo facendo perché nella lista ci sono alcuni Paesi e territori che hanno apportato modifiche ai loro sistemi [per l’assegnazione dei GRC], e queste modifiche li rendono insufficientemente rigorosi per il Regno Unito. (…) Consentire l’autoidentificazione per ottenere i GRC non può essere una politica del nostro governo. Non dovrebbe essere possibile per una persona che non soddisfa i criteri per il riconoscimento legale del genere nel Regno Unito utilizzare le vie d’oltremare per ottenerlo”.

Articolo integrale qui

Traduzione e adattamento di Mara Accettura


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