UK: marcia indietro dei laburisti sull’autodeterminazione di genere
Anche il Labour Party ha capito che la lotta per i diritti trans può costargli una larga fetta di elettorato femminile. E cambia strada sul self-id assicurando che difenderà il diritto a spazi riservati per le donne, primo fra i partiti progressisti a cambiare rotta. E la sinistra italiana? Ci arriverà per ultima, as usual. Ma ci arriverà

Condividi questo articolo

Mentre i progressisti italiani continuano a tenere duro sull’autodeterminazione di genere o self-id -punto programmatico di Elly Schlein alle primarie e sempre in cima ai pensieri del responsabile diritti del PD Alessandro Zan: saranno gli ultimi a cambiare idea ma la cambieranno- in vista delle prossime elezione politiche in UK i laburisti frenano con decisione: il tema è di grande rilevanza nella campagna elettorale in corso. Dall’opposizione il Labour ha sempre tenuto la linea del sostegno ai cosiddetti diritti LGBTQ ma ora fa marcia indietro, avvicinandosi alle posizioni del governo conservatore, e ammettendo che è necessario mantenere gli spazi riservati alle donne basandoli sul sesso e non sul genere. 

Il retromarcia da Anneliese Dodds (foto in apertura) segretario di Stato ombra per le donne e le pari opportunità, in un recente editoriale su The Guardian intitolato Il Labour guiderà la riforma dei diritti dei transgender – e non accetterà lezioni dai divisivi Tories” (24 luglio).

Nonostante il titolo e il fatto che il pezzo parli di semplificare il procedimento di cambio di sesso come diritto delle persone trans, si riconosce che ci sono casi in cui il sesso ha la precedenza sull’identità di genere, forse per evitare un fallimento totale come quello della legge scozzese sul self-ID di Nicola Sturgeon.

Dodds scrive: “Dobbiamo riconoscere che sesso e genere sono diversi, come fa l’Equality Act. Faremo in modo che nulla nel nostro processo di riconoscimento del genere riformato possa annullare le esenzioni per il sesso unico previste dall’Equality Act.”

“In parole povere questo significa che ci saranno sempre luoghi in cui è ragionevole che abbiano accesso solo le donne biologiche. Il Labour difenderà questi spazi, fornendo chiarezza giuridica ai fornitori di servizi monosessuali“.

Dopo anni di ostinata difesa a oltranza delle istanze transumane, i laburisti inglesi hanno forse finalmente capito che, come recita il popolare hashtag #LabourLosingWomen, sulla questione trans rischiano davvero di perdere il voto delle donne.

E primi tra le sinistre europee iniziano a correre ai ripari.

Traduzione e adattamento di Maria Celeste

Il testo di The Guardian lo trovate qui

Qui invece un‘intervista -esilarante- della giornalista Sky UK Beth Rigby al presidente di Stonewall Iain Anderson sui di diritti trans e le donne. Incalzato da Rigby, Anderson è in seria difficoltà.


Condividi questo articolo
Torna in alto